L’Amministratore Delegato di HP Italy, racconta come la “nuova” HP sia agile e fortemente orientata a innovare, in un mercato che sembra pronto a trasformarsi e a investire

Tre business specifici che toccano personal systems, printing e grafica, una struttura agile e una rinnovata spinta a stupire il mercato: Tino Canegrati, Amministratore Delegato di HP Italy, traccia il ritratto di quella che è la “nuova” HP, nata dopo la recente separazione (avvenuta il 1 agosto 2015 in Italia e il 1 novembre a livello worldwide) che ha dato vita ad HP Italy e Hewlett Packard Enterprise.

HP Italy: a qualche mese dalla separazione, cosa è cambiato?
Molti clienti, partner, var e system integrator ci hanno detto di non essersi neanche accorti della avvenuta separazione. Non potevano farci un complimento migliore. La scissione aziendale è stata un processo interno, che non doveva avere ripercussioni sui nostri interlocutori. È stato un percorso graduale e pianificato, che si è concluso a gennaio 2016 con la separazione anche “fisica” di sedi e uffici. La business unit che oggi è diventata HP Italy esisteva già da tre anni, era indipendente e strutturata, dotata di tutte le funzioni operative e manageriali dedicate al 100%. Solo pochi ruoli erano unificati con l’altra divisione. Di conseguenza non c’è stato uno stacco improvviso col passato, ma piuttosto una continuità, sia al nostro interno sia nei rapporti verso l’esterno.
Tino Canegrati AD HP

Quali sono i punti di forza di HP Italy?
Essere più agili e focalizzati su un mercato specifico ci permette di risultare più competitivi. Meno livelli di management, meno punti di snodo, business più definiti, scelte più veloci caratterizzano il nostro nuovo asset. La rapidità decisionale e di implementazione nel mercato di oggi è molto importante. Stiamo inoltre assistendo a un’accelerazione del processo di invenzione, in tempi brevi nascono prodotti e nuovi concept. HP Italy è sicuramente un’azienda che mette al centro l’innovazione.

HP ha rimesso l’invenzione al primo posto?
Negli ultimi tre anni abbiamo pianificato forti investimenti in ricerca e sviluppo, che ora stanno portando risultati incredibili, uno dietro l’altro, a valanga. Lavoro in questa azienda da 28 anni e posso dire che sia tornata l’atmosfera delle origini: HP è ancora oggi una società di ingegneri, che inventa cose, vicina alla filosofia di Bill Hewlett e David Packard, che iniziarono a inventare in un piccolo garage in legno.

Questo spirito di innovazione troverà “casa” nel nuovo Innovation Center?
Sì, nella nuova sede di HP Italy a Cernusco sul Naviglio (Mi) lo spazio principale è quello riservato all’Innovation Center: 600 m2 dedicati a mostrare le nostre tecnologie, a far provare in prima persona le novità, ma anche alla formazione, ai meeting. Crediamo sia importante far toccare con mano molte delle innovazioni che portiamo sul mercato, che non sempre si possono spiegare e comprendere senza essere viste in funzione. Basti pensare, ad esempio, ad HP Sprout, il computer senza mouse e tastiera che interagisce con l’ambiente circostante e con l’utente attraverso un proiettore, un tappetino e delle videocamere integrate. Oppure citiamo la tecnologia HP PageWide, che ha permesso di superare il dilemma tra qualità e velocità nella stampa a getto d’inchiostro, muovendo solo la carta sotto la barra di stampa fissa che copre l’intera ampiezza della pagina. O ancora, lo smartphone Elite X3, utilizzabile sia come telefono che come un vero pc laptop o desktop grazie a un processore da pc desktop e alla capacità di integrarsi con altri dispositivi. Tutto questo sarà in mostra nel nuovo Innovation Center, che sarà inaugurato ad aprile.

Come è strutturata HP Italy e in quali mercati opera?
Sviluppiamo prodotti e servizi destinati a chi non è responsabile e specialista IT e lavoriamo su tre business specifici.
Il primo è quello che indichiamo con “Personal Systems”, dicitura che si riferisce a tutte le tecnologie con capacità di calcolo: dai notebook al computer HP Sprout, passando per i dispositivi mobili e per tutto ciò che consente di lavorare e usare i dati.
La seconda divisione è quella del “Printing”, a cui fanno capo le tecnologie per l’acquisizione dei dati da digitale ad analogico e viceversa, come ad esempio gli scanner.
La terza business unit è quella “Grafica”, che tocca l’ambito professionale da studio e da ufficio, con le relative tecnologie di plotter e grande formato, fino alla stampa su qualunque tipo di supporto e formato. Vantiamo quattro diverse tipologie di tecnologie inkjet (Grande Formato, Latex, Scitex, Indigo) che ci consentono di stampare giornali, imballi flessibili o rigidi, cartellonistica, adesivi e molto altro. Siamo orgogliosi del fatto che quest’anno a Drupa, la fiera di riferimento per il mondo della stampa e delle arti grafiche, lo stand più grande sarà priorio quello di HP.

Qual è lo scenario di mercato in cui si sta muovendo HP Italy?
Da aprile a novembre 2015 abbiamo assistito a un rallentamento nel mercato Personal Systems, che dopo aver vissuto un momento favorevole è tornato alla stabilità dei due anni precedenti. Dalla fine del 2015 invece il trend si è invertito, tornando a crescere.
Per quanto riguarda il comparto delle stampanti, si tratta di un settore molto maturo. Siamo soddisfatti della tecnologia inkjet e PageWide, che registrano un tasso di crescita importante.
Il segnale più positivo è – secondo me – nel fatto che molti clienti finali non parlano più solo di contenimento dei costi e di tagli delle spese. Una percentuale significativa di aziende – anche nei comparti più tradizionali – parla di entrare in nuovi mercati, ripensare i modelli di servizio, investire. Il mercato sta cambiando.