Colt fa un’analisi sui trend di mercato in Italia e nel mondo, tra opportunità per il canale e per le imprese

Le aziende hanno bisogno di connettività in modo sempre più consistente. La domanda complessiva di banda ultra larga sta crescendo vertiginosamente, anche in Italia. Lo confermano i dati: tra il 2010 e il 2015, secondo l’Istat, è aumentata notevolmente la quota di famiglie che dispone di Internet da casa (da 52,4 % a 66,2%), sebbene un terzo non abbia ancora accesso alla rete. Questa crescita si registra anche nell’ultimo anno con un +2,2% e si è più che dimezzata la percentuale di nuclei famigliari che si accontentano di un collegamento “lento”.

“Stiamo assistendo a un’evoluzione del mercato, pubblico e privato: l’esigenza di avere più banda larga non è solo legata alla legittima aspirazione di guardare film in streaming, giocare in rete o agli sviluppi tecnologici della domotica. Le vere ragioni sono meno voluttuarie: per le aziende una connessione molto veloce è una condizione fondamentale per essere competitive sul mercato sempre più globale” spiega Mimmo Zappi, Amministratore Delegato di Colt. “Per la Pubblica Amministrazione è lo strumento con cui snellire le procedure e dialogare più rapidamente con i cittadini”. La necessità di ampliare la propria capacità di banda va di pari passo con la crescita del settore digitale che, secondo le proiezioni contenute nello studio “Il digitale in Italia nel 2016” di Assinform, registrerà un +1,7% nel 2017, per arrivare al +2% del 2018. Si diffonde la consapevolezza che la trasformazione digitale delle aziende sarà in grado di incidere profondamente sulla realtà del Paese, di accelerare crescita e competitività delle organizzazioni e di tutto il processo di filiera. “Siamo a un punto di svolta, che può drasticamente modificare, migliorandolo, il modo in cui lavoriamo”, continua Zappi, fornendoci il suo punto di vista.

Colt ha una visione globale sulle necessità delle imprese: le aziende italiane hanno esigenze particolari rispetto al resto del mondo?

No, le imprese italiane hanno le stesse esigenze di quelle inglesi, tedesche, francesi, spagnole, giapponesi o nordamericane: devono incrementare la produttività, agendo su un mercato globale, con una struttura dei costi sempre più flessibile. Anche in Italia, sebbene con leggero ritardo, è forte la pressione di integrare l’IT nel tessuto produttivo, con l’obiettivo di concentrarsi sul core business. Come nel resto del mondo, ad esempio, le aziende devono collegare diversi sedi che utilizzano stesse applicazioni da un Ced interno o da una server farm esterna (in outsourcing).

Ci sono però delle differenze, legate alle dimensioni piccole e medie delle imprese, all’altissimo livello di frammentazione del business sul territorio nazionale: dove non si trova banda sufficiente l’azienda vede vanificare i suoi sforzi e quindi adotta soluzioni di altra natura, con costi maggiori, minore flessibilità, in conclusione minore competitività. Certamente le imprese avvertono la necessità di un’accelerazione sul digitale. In questo contesto, lo sviluppo delle infrastrutture di comunicazione rappresenta uno dei requisiti indispensabili per completare la trasformazione. Purtroppo, l’Italia è ancora il fanalino di coda tra i 28 paesi dell’Unione europea per diffusione della banda ultra larga, secondo il Digital Economy and Society Index (Desi).

Le connessioni veloci sono indispensabili per favorire la crescita del business, migliorare la produttività, raggiungere efficienze di processo, garantire più in generale una migliore accessibilità alle informazioni. La disponibilità di banda è la sfida più grossa che dobbiamo affrontare e il ritardo accumulato in questi anni obbliga le realtà italiane a competere con il freno a mano tirato. Come Colt ci siamo impegnati a portare a termine un investimento importante a livello internazionale per migliorare la nostra rete e consentire così ai clienti di accedere a livelli di banda larghissima fino a 100 Gbps. Il nostro contributo per lo sviluppo del sistema Paese Italia, è quello di mettere a disposizione delle imprese italiane, prevalentemente quelle che si trovano in prossimità dei 3.000 Km di fibra proprietaria o dentro i 2.700 edifici già raggiunti dalla nostra infrastruttura, questa immensa autostrada in grado di collegarle con il mondo intero… senza alcun limite di velocità!

Colt banda ultra larga

Mimmo Zappi, Amministratore Delegato Colt

Quali sono i settori verticali in cui è forte l’esigenza di connettività ultra larga?

In prevalenza il mercato wholesale, i cloud access provider, il settore finanziario, il mondo degli OTT (Over-The-Top, le imprese che forniscono attraverso Internet servizi, contenuti, video e applicazioni) e dei media e negli ultimi anni quello assicurativo e dell’healthcare.

Quali sono i trend che rendono oggi più che mai interessante la banda ultra larga?

Senza ombra di dubbio l’adozione del cloud, i Big Data, Internet of Things, il mobile business. Registriamo anche un crescente interesse verso tutte le soluzioni Unified Communication legate alla diffusa adozione di soluzioni di telelavoro, di convergenza, di nomadismo che svincolano la prestazione dall’essere costantemente nello stesso posto fisico. Per definizione, quindi, i concetti di flessibilità, agilità, imprevedibilità devono essere integrati nello sviluppo di un’infrastruttura di servizi a banda ultra larga. Questo significa che la disponibilità di accesso non è l’unico must, anche se il fondamentale: essa deve essere accompagnata da un “livello superiore” di intelligenza (prevalentemente software) che permetta a tale banda di adeguarsi in modo flessibile e dinamico alle esigenze di un mercato in continua evoluzione.

Mimmo Zappi, Amministratore Delegato Colt

Mimmo Zappi, Amministratore Delegato Colt

IoT, Big Data, Cyber Security, in che modo infl uenzano le richieste di connettività?

Questi trend impattano notevolmente sulla crescente richiesta di connettività delle aziende. Secondo il Mobility Report Ericsson, ad esempio, entro la fine del 2018 ci saranno nel mondo più oggetti connessi che smartphone. Questi oggetti che parlano tra di loro, in realtà, per ora si scambiano pochissimi dati e spesso in un brevissimo lasso di tempo e su corte distanze: ma è innegabile che tutti i sensori e i vari componenti delle applicazioni IoT generano a loro volta un fattore moltiplicatore per la creazione di innovazioni che, sfruttando l’integrazione con altre applicazioni e servizi, creano a loro volta nuove “fonti” di traffico Internet o di reti private virtuali, stimolando ulteriormente la richiesta di banda larga. La rete diventa quindi un grandissimo fattore abilitante e sempre più un indispensabile strumento di comunicazione.
Noi di Colt ci stiamo attrezzando: negli anni passati abbiamo effettuato miliardi di investimenti in Europa e nel mondo, la rete di lunga distanza oggi corre su più di 187,000 Km attraverso 49 città largamente cablate, colleghiamo circa 700 data center in tutto il mondo, dove i nostri clienti chiedono di essere collegati. Il network di nuova generazione che stiamo terminando di realizzare su vasta scala, basato sui paradigmi tecnologi della Sdn e Nfv, offre il vantaggio competitivo di cui le aziende, italiane e non, hanno bisogno: poter “modellare” su misura la disponibilità della banda in tempo reale, sulle base delle esigenze della singola azienda in modo flessibile ed efficiente. Ad esempio, un cliente può aprire subito una grossa dorsale sui nostri data center e tornare a una configurazione minimale in qualsiasi momento, pagando solo l’effettivo consumo di banda. Stiamo traslando al mondo delle Telco il modello dell’as-a-service classico dell’IT.

Dal punto di vista dello sviluppo della banda ultra larga a livello europeo l’Italia è agli ultimi posti, anche se continua a crescere l’interesse per questo argomento. Come si prospetta il futuro?

Il piano del Governo italiano per la Banda Larga e l’operazione Open Fiber vanno secondo noi nella giusta direzione, ma a condizione che si faccia presto: serve un significativo cambio di passo. Quella in atto è una sfida importante anche per Colt: il nostro essere operatore di nicchia, con centinaia di milioni di euro investiti nel nostro Paese nel tempo, con 150 dipendenti, focalizzato solo sul B2B, ci pone in questo percorso come osservatori attenti. Quello che ci auguriamo è che quanto prima si possano avere a disposizione sull’intero territorio italiano soluzioni di banda performanti, con livelli di servizio competitivi, con regole e chiare condizioni di mercato per poter continuare a sostenere, come già stiamo facendo per le aree a più matura vocazione infrastrutturale, la crescita delle imprese italiane su scala mondiale.

In questo panorama, le imprese italiane come dovrebbero muoversi?

Competitività, investimenti in innovazione e internazionalizzazione sono l’unica risposta possibile all’esigenza di riequilibrio di cui abbiamo bisogno: il Piano Industria 4.0 ci sembra che vada in questa direzione, attraverso un fortissimo stimolo fiscale agli investimenti in innovazione e ricerca, la costruzione di un “digital innovation hub” con università e imprese, un forte sostegno diretto al credito per l’investimento delle Pmi. Ma è importante correre velocemente… se poi l’autostrada è rappresentata dalla rete a larghissima banda di Colt, allora meglio ancora. Tra l’altro sulla nostra rete non c’è rischio di multa: non abbiamo previsto alcun limite di velocità!

Quali sono i tre punti di forza principali dell’offerta Colt?

La rete, il customer-focus e le nostre persone. Colt combina una rete intelligente con una customer experience di livello superiore e mira a essere l’azienda più orientata al cliente dell’intera industria delle telecomunicazioni. Con 25 anni di investimenti e una rete in fibra ottica di alta qualità che si estende su tre continenti, Colt è il miglior provider sia per le aziende che hanno appena iniziato il loro processo di digital transformation, sia per le grandi imprese che necessitano di soluzioni di banda larga. Ci impegniamo a inserire nel nostro organico i migliori talenti, cosicché i clienti possano beneficiare della loro competenza ed esperienza ovunque si trovino nel mondo.

Quali sono le caratteristiche uniche della rete Colt?

Colt gestisce un network intelligente, costruito appositamente per l’integrazione con il cloud, flessibile e scalabile secondo le esigenze del cliente. Ciò significa connettività on demand verso circa 700 data center in tutto il mondo, con oltre 24.500 edifici direttamente collegati alla rete Colt; questo vuol dire, inoltre, un network innovativo che permette una scalabilità perfetta che il cliente può gestire agilmente. Colt sta ancora effettuando investimenti per l’introduzione di una nuova infrastruttura con capacità multi-terabit in fibra ottica, insieme a una rete di dati a pacchetto ottimizzata per raggiungere una capacità di 100Gbps. Ciò ci consente di fornire una latenza minore e una maggiore capacità di banda in 30 delle più grandi città del mondo, nonché una connessione diretta al cloud dai principali fornitori quali Microsoft, Amazon e Google. La Customer Experience di Colt è un’altra caratteristica che attribuisce valore alla rete: il cliente può avere la capacità di banda di cui ha bisogno dove ne ha bisogno, con un’esperienza uniforme che gli consente di avere esattamente quello che vuole, quando vuole. Si può effettuare una richiesta in ogni parte del mondo, che sia Londra, Milano o Tokyo e ricevere esattamente lo stesso livello di servizio.

Nella vostra proposta spicca l’off erta 100 GPBS, a chi è più adatta?

I servizi di banda larga on demand sono rivolti ad aziende, rivenditori e data center nei maggiori hub commerciali in Europa e in Asia e attualmente stiamo espandendo la presenza in Nord America. Tra i nostri clienti ci sono aziende che utilizzano i dati in modo intensivo, in più di 200 città connesse alla rete Colt in circa 30 nazioni. Colt annovera tra i propri clienti ben 19 tra le 25 maggiori aziende nel settore delle telecomunicazioni e 18 tra le 25 grandi realtà nel settore dei media (Forbes 2000, 2016). Inoltre, Colt collabora con oltre 50 piazze borsistiche e 13 Banche Centrali Europee.

Un’offerta a misura di canale

Claudio Gianni, Partner Channel Sales Director di Colt, ci ha spiegato il ruolo dei partner in questo contesto.

Colt banda ultra larga

Claudio Gianni, Partner Channel Sales Director di Colt

In che modo proponete i vostri servizi ai partner italiani?

L’approccio al canale indiretto prevede principalmente due categorie di partner: agenzie e branded reseller. Alle prime fanno riferimento professionisti della vendita che propongono i prodotti e servizi Colt. Con la categoria branded reseller invece si indicano strutture più complesse, presenti in modo consolidato sul mercato con propri clienti. Tali realtà sono tipicamente dei system integrators: propongono servizi IT (sviluppo software, office automation, outsourcing, Lan management) e sono interessate a integrare i servizi di telecomunicazione di Colt nel proprio portafoglio di soluzioni. Colt garantisce il massimo supporto grazie a una struttura organizzata in area manager e franchise manager, figure che costituiscono il punto di ingresso della partnership e con le quali il partner si interfaccia quotidianamente per definire la migliore proposta al cliente finale, avere informazioni su come gestire un ordine e accedere alle altre opzioni di supporto.

Quali caratteristiche deve avere un partner per lavorare con Colt?

Cerchiamo realtà che abbiano flessibilità, capacità di adattamento, dinamicità e robustezza necessarie per sposarsi con asset importanti come quelli di Colt. Per i clienti finali, questo significa avere a disposizione una soluzione dove trovare il migliore mix vincente per le proprie esigenze. Preferibilmente non intendiamo un singolo agente, bensì realtà strutturate, da tre-cinque persone o più, con competenze interne di vendita e prevendita e un reparto amministrativo che gestisca processi, ordini, e contrattualistica. Nel caso di branded reseller, invece, siamo interessati a finalizzare collaborazioni con aziende consolidate nel mercato locale e nazionale che vedano un valore nell’integrazione tra le loro soluzioni e i servizi offerti da una multinazionale delle telecomunicazioni come Colt. In questo caso il valore aggiunto che intendiamo presentare al cliente è un unico punto di contatto, rappresentato da un’azienda dinamica e flessibile, che presenta una soluzione complessa che integra componenti e servizi globali.

 

Banda ultra larga: i buoni motivi per investire

Enzo Cascino, Enterprise Sales Director, ha spiegato come l’investimento in banda ultra larga sia condizione necessaria per migliorare la produttività e la competitività delle nostre aziende. Investendo maggiormente nell’infrastruttura le aziende possono far crescere i loro servizi e di conseguenza migliorare la propria competitività. Il Governo italiano calcola che la diffusione di questo servizio a tutta l’Italia porterà un aumento del Prodotto interno lordo (Pil) pari a 2 miliardi di euro all’anno.

Colt banda ultra larga

Enzo Cascino Enterprise Sales Director di Colt

Che cosa oggi “consuma”, più di altro, la banda utilizzata dalle imprese?

La vita aziendale richiede, sempre di più, grande affidabilità da parte delle infrastrutture di telecomunicazioni: gran parte delle attività si svolgono on line, nel mondo dei media i segnali HD sono sempre più utilizzati dur
ante le videoconferenze, per non parlare della flessibilità nella gestione dei documenti e dei big data raggiunta grazie alle soluzioni cloud e storage. La stabilità e la necessità di sempre maggior capacità nei servizi quali Internet, reti dati complesse costruite su protocolli Mpls o Ethernet Private Network con layer 2 nativo sono ormai un must ed è chiaro che le aziende hanno ristrutturato i loro processi e le loro infrastrutture in funzione di questi nuovi metodi di accesso e condivisione dei dati. Per quanto riguarda le reti del futuro ci aspettiamo una crescita importante verso la tecnologia SDN (Software Define Networking) che permetterà di proporre ancor più flessibilità e stabilità nei servizi dati, richiesta dai recenti trend dell’IoT e delle Smart cities.