Tacita è la dea del silenzio che ha ispirato la creazione di questa moto elettrica nata in Italia e che può essere alimentata dal sole. Fare il pieno di energia attaccandosi alla rete elettrica è già realtà, ricaricare le batterie della propria moto solo coi raggi solari sembra fantascienza. Eppure è possibile grazie alla T Station: il carrello portamoto con pannelli fotovoltaici prodotto da Tacita.

Il piccolo costruttore di moto elettriche italiane è specializzato in moto elettriche da fuoristrada, per i rally nei deserti o per i campi di motocross. A listino c’è pure una “urban-scrambler” battezzata Diabolika: una motocicletta alla moda con zero emissioni dovute alla combustione di carburanti di origine fossile.

 

Pronti per EvEr 2016 al Grimaldi Forum

Al Salone della Moto di Parigi, svoltosi dall’1 al 6 dicembre scorsi, Tacita ha esposto una versione Rally presso lo stand di Geme (Groupement européen de la moto électrique). La collaborazione tra l’azienda italiana fondata nel dicembre 2011 da Pierpaolo Rigo e la neonata organizzazione europea per la promozione della moto elettrica continuerà anche EvEr 2016: il summit sulle energie rinnovabili e la mobilità elettrica in programma dal 6 all’8 aprile prossimi al Grimaldi forum di Monaco. Tacita sta crescendo anche in Europa. Oltre all’italiano MacVolt ha un distributore rispettivamente in Germania, Olanda, Gran Bretagna e con contatti avviati anche nel far-east.

Un carrello portamoto che fa da stazione di ricarica

Ma nell’offerta del costruttore torinese (con isole d’assemblaggio a San Giuliano Terme, Pisa) spicca il carrello portamoto con sponde rivestite di pannelli fotovoltaici che, una volta aperti ad ali di gabbiano, permettono di ricaricare la moto anche nei deserti sfruttando solo l’energia solare. Oltre che da generatore da campo e da ricovero per la moto la T Station funge anche da bivacco. Regolarmente omologata è un piccolo rimorchio a due assi lungo 4,5 metri (serve la patente E) ma con i nuovi i pannelli flessibili sarà possibile realizzare versioni a massa massima complessiva di 750 kg guidabili con la patente B.

Cruscotto col sistema Can Bus
Adotta il sistema di trasmissione dati Can Bus. È una tecnologia molto diffusa nell’automotive high-end che diminuisce il peso e aumenta la qualità della trasmissione dei dati grazie alla condivisione di un solo canale per tutti i sensori presenti.
Pur se montato su modelli dall’anima off-road è un cruscotto che offre le informazioni necessarie anche alle esigenze di mobilità cittadina (consumo medio, consumo istantaneo; autonomia residua; stato di carica della batteria; doppio tripmaster). La retroilluminazione è di colore azzurro (come da simbologia del colore dell’elettrico).

Tacita Moto

La verità sulla durata delle batterie

Quanto alle prestazioni e all’autonomia – aspetti che lasciano ancora scettici il grande pubblico sui reali valori dichiarati dalle Case – Pierpaolo Rigo afferma: “nell’uso cittadino, guidando con brio la versione “2 pack” con due batterie arriva a 60 chilometri più riserva. Invece la versione “4 pack” arriva a 120 km, sempre più riserva di 30 km a velocità ridotta per arrivare a un punto di ricarica”.

Tacita si misura con aziende globali del motociclismo tra cui Ktm, Bmw, Brammo e la modenese Energica. Ma l’aver puntato sul settore del fuoristrada (è l’unica moto elettrica a marce) può fare la differenza. “In ogni caso – afferma Rigo – dal punto di vista tecnologico non abbiamo paura del confronto”.

Tacita è stata anche selezionata da Confindustria per raccontare la sua storia aziendale a Orientagiovani 2014: evento annuale dove gli imprenditori raccontano al pubblico di studenti le proprie esperienze.