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I dati del Q2 di Apple vedono promosse le applicazioni per il mobile e i servizi online, unici segmenti societari in crescita.

Nell’ultimo trimestre sono stati venduti 40.4 milioni di iPhone, il 15% e 42.4 miliardi di USD in meno, rispetto allo stesso periodo del 2015. Le vendite di iPhone sono in ribasso da due trimestri, anche se l’azienda aveva previsto una flessione. la colpa è anche da attribuire all’assenza di novità sostanziali, in arrivo nel tardo 2017 in corrispondenza con il decimo anniversario dal lancio di iPhone. Sono state vendute anche meno unità di iPad, computer Mac e Apple Watch, sebbene le rendite relative ad iPad Pro – prodotto di fascia alta – siano in positivo.

Apple ha da sempre basato il proprio business sull’aspetto accattivante e ricercato dei propri prodotti, ma ha fatto in modo che ad una bellezza estetica corrispondessero efficienza dei servizi e innovazioni tecnologiche. iTunes, Apple Music, l’App Store e i servizi come Apple Pay e lo storage iCloud hanno rappresentato la nota positiva del resoconto del Q2 (Quarter Two – secondo trimestre). Questo segmento ha visto una crescita del 19% e vendite per 6 miliardi di USD: molto di più di quello che siano riusciti a fruttare iPad e Mac.

In che modo questi servizi e app diventano redditizi?

Apple guadagna per mezzo di percentuali che riceve ogni volta che uno user scarica una canzone o un’app, oppure se sottoscrive un servizio di streaming. Per ogni dollaro speso nell’Apple Store, la società tiene per sé 30 centesimi e i restanti 70 vengono passati allo sviluppatore. Altri introiti provengono dall’acquisto di spazio extra di storage su iCloud o dalla quota che le banche riconoscono ad Apple per ogni transazione eseguita con carta di credito via Apple Pay.

Le commissioni sulle app dell’Apple Store verranno ridotte, nel momento in cui verranno sottoscritte app con rinnovo annuale, cosa che potrebbe causare un ribasso delle rendite a breve termine, ma che dovrebbe dare i propri benefici nel momento in cui sempre più sviluppatori adotteranno il sistema di abbonamento.

“Ci aspettiamo che questo business continui a crescere” dichiara il CFO Luca Maestri “I servizi rappresentano una parte imprescindibile di quello che facciamo”.

Credit Suisse ha stimato una media di spesa annuale pari a 68 USD per ogni utente Apple medio, in quanto ad acquisti di servizi tra i 600 milioni di proprietari di dispositivi Apple, ricavi attorno ai 54 miliardi di USD entro il 2020.

L’attività di promozione pubblicitaria è fervida e la società diventerà lo sponsor di una trasmissione televisiva, un reality tech, dal nome Planet of the Apps. Un gruppo di produttori, veterani di Hollywood, stanno investendo nello show che dovrebbe assomigliare a “Shark Tank”, il format attraverso il quale alcuni progetti imprenditoriali venivano sottoposti ad una serie di potenziali finanziatori, lo stesso avverrebbe per le app, che troverebbero terreno fertile su Apple Store. La creazione di programmi originali dovrebbe così indurre più persone ad acquistare musica e video attraverso iTunes o Apple TV.