HPE & Intel

Le aziende italiane si stanno trasformando per affrontare una nuova competizione a livello mondiale. HPE ha tutte le tecnologie, l’esperienza la capacità e il supporto per accompagnare non solo le grandi imprese, ma anche le medie, in questo processo. HPE collabora con Intel® per portare nelle aziende la Digital Transformation

“La Digital Transformation deve essere un’evoluzione naturale per le aziende italiane” esordisce Yari Franzini, Converged Infrastructure Country Manager di Hewlett Packard Enterprise. “Rendere concreta questa trasformazione e permettere alle aziende clienti di restare competitive è l’obiettivo di HPE”.
Le soluzioni che contribuiscono alla trasformazione delle industrie italiane, oltre al cloud, sono quelle del manufacturing 4.0, strettamente collegato all’IoT in quanto si nutre delle informazioni provenienti dagli oggetti connessi. “L’evoluzione per le imprese del nostro Paese è interessante: riuscire a sfruttare le informazioni che provengono dagli oggetti – ad esempio dalle macchine produttive – permette di trarre decisioni di business, così come di ottimizzare il pre e post vendita. Nel mercato italiano il potenziale è elevato, vista la ricchezza del nostro tessuto industriale e manifatturiero. Le prime aziende stanno già intraprendendo questo percorso” continua Franzini.
“Un percorso che per alcuni versi è quasi obbligato: “La Digital Transformation permette alle organizzazioni di adeguarsi al mercato che cambia, sempre più popolato da attori che si muovono velocemente e in modo flessibile. Bisogna sfruttare al massimo la mole di dati di cui si dispone, per migliorare servizi e prodotti offerti e per ottimizzare risorse”.
“HPE è pronta ad affiancare le aziende in questa rivoluzione insieme a Intel®, forte della sua ricerca e sviluppo e del suo ampio portafoglio, che porta sul mercato device, software, soluzioni di storage, computing e analytics” afferma Mauro Colombo, presales manager Hewlett Packard Enterprise per l’Italia. Le recenti acquisizioni, in primis quella di Aruba Networks, hanno consentito al player di Palo Alto di integrare software per evolversi nei settori del mobile engagement e della mobile security. A questo si affianca la possibilità di verticalizzare sui diversi settori di mercato, grazie a partnership strategiche con terze parti.

Quali sono i feedback dal mercato italiano?

L’educazione digitale del Paese non è ancora adeguata, le competenze interne sono spesso piuttosto basse e, inutile negarlo, qualche resistenza da parte delle aziende c’è, soprattutto quando si parla di
media impresa. Il primo ostacolo è rappresentato dalla disponibilità degli investimenti. Gli imprenditori italiani hanno come obiettivo primario quello di comprare macchine all’avanguardia e dotare la forza vendita di strumenti adeguati. All’IT a volte resta un ruolo marginale. Stiamo vivendo però una fase di cambio generazionale: le redini delle aziende, molte delle quali nate nel dopoguerra e a conduzione familiare, stanno lasciando, passando ai figli degli imprenditori, a cui spetta il compito di digitalizzare i processi. Gli incentivi statali e i fondi stanziati dalla Comunità europea contribuiranno sicuramente ad agevolare la trasformazione. Le aziende più digitalizzate sono infatti quelle che hanno un Cio appartenente alla categoria dei millennials, ovvero sotto i 35 anni.
Oltre a questi freni tipicamente “italiani”, altre preoccupazioni diffuse sono quelle legate ai rischi di security e privacy. Ogni sensore e oggetto connesso può essere un punto di ingresso per cyber criminali, per questo il tema è molto discusso e la digitalizzazione in questo senso spaventa.

Quali sono i settori più ricettivi?

Nel settore pubblico sono due i principali mercati verticali di riferimento, spiega Yari Franzini. “Il primo è quello dell’healthcare: digitalizzare il mondo della sanità porta a benefici che impattano direttamente sulla salute delle persone. I campi di applicazione sono svariati, sia per il monitoraggio preventivo dei valori da monitorare, che per la prognosi e la diagnostica di una malattia.
L’altro grande campo applicativo sono le Smart Cities. La città intelligente parte dalla semplificazione e dall’automazione per migliorare l’efficienza dei servizi al cittadino”. Un approccio integrato e modulare permette di gestire un’ampia varietà di servizi intelligenti per consentire un governo efficace del “Sistema-Città”. Smart Building ed Energy Management per la gestione del sistema edificio e degli impianti di illuminazione dei parcheggi o dei sistemi di monitoraggio per sicurezza pubblica, sono alcuni degli esempi di servizi possibili.
Come HPE, con una divisione dedicata, abbiamo studiato soluzioni ad hoc, soprattutto per finalità come il controllo costi dell’efficienza energetica.
Passando dai campi trasversali al pubblico e al privato, citiamo la video sorveglianza che, abbinata ai software di analisi, è una piattaforma su cui verticalizzare soluzioni per usi disparati. “Dal marketing alla sicurezza del territorio fino al riconoscimento facciale, la video sorveglianza trova applicazione, per citarne uno, nel settore dei trasporti, particolarmente in fermento soprattutto per motivi di sicurezza” spiega Mauro Colombo. “Ad esempio, il monitoraggio delle stazioni della metropolitana di Londra, con il rilievo automatico dei pacchi o dei bagagli che risultano abbandonati o fermi per un lasso di tempo sospetto, è eseguito con software firmati HPE”. Da ricordare, infine, il settore automotive, già da tempo fucina di innovazione. Al momento sta lavorando sul produrre auto sempre più connesse.

Digital Transformation: da che parte cominciare?

Una volta che le aziende hanno compreso il valore aggiunto che la Digital Trasformation può portare loro in fatto di competitività, in un mercato che cambia velocemente in cui si fanno strada realtà flessibili e snelle, sempre più aggressive, la tecnologia è pronta a supportate questo cambiamento. Nel mondo manufacturing la trasformazione parte dalla produzione, cuore di ogni attività, per poi estendersi al Crm (customer relationship management, ovvero alla gestione delle relazioni coi clienti), al post vendita ma anche all’assistenza e al supporto intelligente e al passo coi tempi. Quando le macchine produttive sono dotate di sensori, registrano attività, usura, stress a cui sono sottoposte, riescono a prevenire il guasto con la manutenzione preventiva. Oppure immaginiamo un tecnico specializzato che può collegarsi alle macchine da remoto, per risolvere un problema o cambiare un’impostazione. Tutto questo farà aumentare la velocità di risposta nel post vendita, direttamente proporzionale alla soddisfazione del cliente. Si potrà creare correlazione tra Crm e Prm (partner relationship management), ricavare listini profilati per clienti, preventivare i costi, programmare bene anche la componente economica. Cambia la gestione dell’impresa che diventa basata sui dati.

Perché intraprendere il percorso della Digital Transformation con Hewlett Packard Enterprise?

“HPE grazie alla tecnologia Intel® mette in campo uno stack di soluzioni completo, andando a verticalizzare per settore, grazie ai system integrator che ci supportano sul mercato” dichiara Franzini. “A partire dai device, passando per il canale di comunicazione che permette di ricevere i dati e di portali all’interno di data center; dalla capacità computazionale fino ai software di analytics, HPE fornisce soluzioni end to end”.

Le tecnologie Hewlett Packard Enterprise per la Digital Transformation

Le soluzioni dal punto di vista tecnologico sono innovative, come hanno dimostrato gli annunci fatti al mercato in occasione del recente evento Discover di Londra.
“Abbiamo lanciato piattaforme di prossimità che escono dal data center: la gamma Edgeline. Si tratta di dispositivi dotati di intelligenza che recepiscono l’informazione e la elaborano nel luogo in cui nasce, per ovviare al problema della scarsità di rete. I dati vengono quindi elaborati localmente, filtrati e solo quelli “utili” sono trasferiti al datacenter. Sfruttano le reti periferiche e i sensori di Aruba, società acquisita da HPE nel 2015, consentendo alle aziende clienti di aggregare le informazioni e prendere decisioni in tempo reale” commenta Yari Franzini.
Il secondo grande annuncio è stato quello della strategia Composable Infrastructure, che ci porta a superare il concetto di IT tradizionale e di iper convergenza nell’ottica di creare un’infrastruttura più integrata e fluida, adattabile alle esigenze di business.
Si tratta di un nuovo step nel percorso verso “The Machine” e si basa su due concetti chiave: la fotonica e le memorie persistenti. L’obiettivo è quello di garantire elevate capacità di immagazzinare grandi quantitativi di dati in spazi piccolissimi. “HPE sta lavorando insieme ad Intel® nell’ingegnerizzare la memoria del futuro, che non è poi così lontano poiché il lancio è previsto tra 12-18 mesi. Questo annuncio si inserisce in un programma di tre anni, al momento siamo allo step 1 di 3. Questa nuova architettura ci permette di avere sistemi fluidi, componibili, da plasmare a livello software. L’applicativo può comandare direttamente l’infrastruttura. È un software-defined reale, è l’applicazione che chiede all’infrastruttura ciò di cui ha bisogno” spiega Mauro Colombo.
Siamo quindi davanti a una soluzione ibrida, in cui le aziende potranno decidere se avere servizi interni o se pagare un canone a seconda di quanto si utilizza l’infrastruttura, in modalità as-a-service, con un approccio più semplice e flessibile dal punto di vista della gestione.

Il ruolo di partner, distributori e system integrator

Gli operatori IT, ovvero i produttori, i rivenditori, i distributori, son pronti al passaggio verso l’azienda digitale o devono crescere nelle competenze? Secondo Yari Franzini, le opportunità sono evidenti per tutti, a cominciare proprio dal canale: “I partner e i system integrator hanno chiaro come si sta muovendo il mercato e quali sono le opportunità che possono scaturire da una partnership con HPE, che vanta un portfolio completo. Da parte loro, devono evolvere soprattutto in un’ottica di vendita a valore e verticalizzando l’offerta. Alcuni sono avvantaggiati perché hanno già queste caratteristiche nel loro dna, ma la situazione è a macchia di leopardo”.HPE sta supportando il canale nella costruzione delle diverse competenze necessarie, in modo distribuito su tutto il territorio nazionale. “La nostra strategia è di posizionamento indiretto e distributori e system integrator hanno un ruolo fondamentale” conferma Mauro Colombo. “Le alleanze con realtà come Sap, Microsoft e Accenture, per la fascia più alta del ercato, la scelta di business partner a valore per il mid market e le Smb lo dimostra. I partner più interessanti sono quelli che stanno abbracciando tutta la nostra offerta e sono aperti ad approcciare il cliente a 360°. Alcuni stanno già evolvendo in service provider”.
La recente acquisizione di Aruba Networks da parte di HPE ha consentito inoltre di avere tra le file dei propri partner anche realtà focalizzate su IoT e tecnologie mobili, capaci di spingere in questo campo sia sulla componente software che sul resto dell’offerta HPE.

Hewlett Packard Enterprise Edgeline

La nuova gamma HPE Edgeline IoT System è frutto di una partnership tra HPE e Intel® che ha lo scopo di rilasciare soluzioni aperte e comprovate per il mercato IoT. I modelli HPE Edgeline IoT Systems 10 e 20 si installano alla periferia della rete consentendo ai clienti di aggregare e analizzare i dati in tempo reale e di monitorare dispositivi e cose. Disponibili nelle versioni rugged, mobile e rack-mount, questi sistemi sono adatti a una grande varietà di applicazioni industriali, logistiche, retail, per i trasporti, per la sanità e per la pubblica amministrazione e sono state certificate per operare con Microsoft Azure IoT Suite.
I primi HPE Edgeline IoT Systems sono già disponibili e unificano l’accesso ai dati IoT con la gestione, la configurazione e il controllo dei dispositivi. I modelli rilasciati sono EL10 ed EL20, entrambi edge gateway ottimizzati dal punto di vista delle prestazioni e progettati con componenti dal ciclo di vita prolungato.
Il primo è destinato al deployment su siti di piccole dimensioni; il secondo ha funzionalità aggiuntive e maggiore potenza di calcolo, è adatto alle esigenze di deployment di grandi volumi e realizzato con componenti dal ciclo di vita di maggior durata. I futuri prodotti della famiglia Edgeline garantiranno la protezione degli investimenti e la scalabilità e includeranno l’architettura di sistema HPE Moonshot., per una capacità di calcolo superiore con minor impiego di energia e spazio, rispetto ai server tradizionali.

Hewlett Packard Enterprise Composable Infrastructure

I punti di forza della Composable Infrastructure di Hewlett Packard Enterprise sono quelli di ridurre i tempi di provisioning e la velocità dello sviluppo delle applicazioni cloud, rispondendo in tempo reale alle esigenze produttive, oltre ad aumentare controllo e produttività.
La Compose Infrastructure si definisce attraverso tre passaggi principali: un pool fluido di risorse che riguarda storage, computing e fabric networking (HPE Synergy) e che viene composto in base alle esigenze dei clienti nel corso del tempo, tenendo conto anche alla gestione dei workload virtualizzati, fisici o in container.
Il secondo punto è una strategia software defined per impostare l’intelligenza del sistema e un’unica interfaccia, che possa essere anche aggiornata e ripetitiva laddove serve velocizzare processi, nell’ottica di eliminare la complessità. Il terzo passaggio è la scelta di lavorare con Api unificate, che abbiano un singola linea di codice alla base di ogni elemento dell’infrastruttura, che garantisca lo sviluppo programmabile di un numero maggiore di applicazioni, riducendone i tempi da ore a pochi minuti, in un approccio DevOps.
Questa nuova strategia facilita un servizio continuo e permette alle applicazioni di essere aggiornate quando necessario, non solo una o due volte all’anno.

WWW.HPE.COM/IT

“Intel e il logo Intel sono marchi di Intel Corporation negli Stati Uniti e/o in altri Paesi.”

 

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