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Dal nome del prodotto ai testi stampati sul packaging fino ai video di presentazione: esempi di food copywriting con i fiocchi.

di Valentina Falcinelli*

La mia è di certo deformazione professionale. Fatto sta che, prima di comprare un prodotto, mi soffermo sul nome e sulla confezione. Soprattutto sul copy. E sì, lo ammetto: mi capita di acquistare a volte anche solo per simpatia verso il brand. Perché questo è riuscito a farmi divertire con dei testi ironici, a incuriosirmi con un naming azzeccato, a farmi emozionare con un ottimo storytelling di prodotto.

Oggi voglio mostrarti appunto qualche esempio di food copywriting come piace a me. Con i fiocchi.

 

Innocent. Quando il copy è davvero succoso

Di prodotti con un copy originale – o, per meglio dire, succoso – come i succhi di frutta Innocent non credo ce ne siano. Già il payoff rimanda subito alla qualità della comunicazione, oltre che della bevanda, ovvio: “Tastes good. Does good”.

 food copywriting

Innocent ama fare le promesse e s’impegna, come dovrebbe fare chiunque, a mantenerle. E che dire poi dei testi che si leggono sulle etichette? Parliamone.

Sull’etichetta dello smoothie ai mirtilli rossi e lamponi si legge “… and step away from the desk 2 3 4, come on, really work it… now, off to the shops, oh yes, keep those knees up, keep it working 2 3 4… stop at the lights, mind the cyclist… and into the shop, just grab the bottle 2 3 4… feel it in the triceps, oh yeah… you’re feeling good now… stepping to the till, ignore the chocolate, keep stepping, let’s see those glutes shake 2 3 4… and we’ll finish with the ‘unscrew’, pop those wrists 2 3 4… looking good… end relax…”. Il rapporto col cliente, Innocent lo costruisce anche inserendo messaggi originali in luoghi inaspettati (fonte immagine: www.londoncopywriter.co.uk). Geniale!

 

Star spadella un naming ad hoc per il giusto target

Criticato da alcuni, amato da altri, il naming che Star ha trovato per il suo nuovo prodotto – i nudolini orientali – di certo si fa riconoscere e ricordare. E io personalmente lo trovo azzeccato.

Food copywriting Saikebom

Saikebon è un naming divertente, che rimanda alla fonetica orientale e che, allo stesso tempo, rappresenta un invito e una promessa del brand. È ironico e tagliato su misura per il target di riferimento del prodotto: i ragazzi. I nudolini ancora non li ho provati, ma almeno il nome so già che mi piace.

 

Farine Garofalo. Una confezione che senz’altro (ti) piacerà

Un brand del settore food può scegliere di comunicare in mille e uno modi. Utilizzare la confezione dei propri prodotti per farlo è, a mio parere, uno dei migliori.

Questo l’ha capito molto bene il brand Garofalo, che da poco ha lanciato una nuova linea di farine. Una linea dichiaratamente giovane, con un’infografica sul fronte del pacco e testi ben scritti sul retro, semplici, efficaci, capaci di parlare al consumatore.

Food copywriting Garofalo

Sul retro della confezione si legge così: “La qualità della farina è un dettaglio fondamentale. Perché solo una buona base può darti un risultato all’altezza delle tue ricette. Le farine della linea Garofalo tipo 00 ed integrale non contengono additivi e ti permettono una lavorazione ottimale degli impasti. Quello che fa davvero la differenza, rispetto alle solite farine, è la particolare qualità dei grani, selezionati e miscelati con cura ed esperienza. Ma prima di mettere le mani in pasta, c’è ancora una cosa da ricordare, per forza, il segno W che trovi sulla confezione racconta la forza della farina, e indica quindi l’assorbimento d’acqua e i tempi necessari per farla maturare e lievitare una volta terminato l’impasto. Buono a sapersi”.

 

Consiglio di fare un giro anche sul sito www.farine-garofalo.com

 

Latte Arborea e un sorso di fresco storytelling

Di storytelling, ormai, se ne stanno occupando molti brand. Non tutti però, c’è da dirlo, lo fanno bene. L’italiana Arborea, invece, ha fatto centro. Proprio con la tecnica dello storytelling, ha realizzato un video di presentazione istituzionale non convenzionale, divertente e al contempo informativo.

Food copywriting Arborea

Vi suggerisco di guardarlo e ammirare lo splendido lavoro dell’azienda. Per perdervi nell’“isola felice delle mucche”, andate qui.

 

Risorse

Food Advertising: Quali sono oggi le strategie di advertising e marketing online e offline del settore food per arrivare al proprio target? Quali leve muovono le grandi aziende e le agenzie pubblicitarie cui viene affidata la promozione del prodotto?

Un gustoso approfondimento lo trovate sul sito di Pennamontata all’indirizzo http://bit.ly/FoodADV.

3 consigli per il food copywriting sulle etichette

1)   Ricorda che l’etichetta viene letta dal consumatore. Inizia a parlargli proprio lì del tuo prodotto. Mixa le informazioni tecniche a storytelling, emozioni e, se ti è permesso, a leggerezza e ironia.

2)   Stimola i sensi del consumatore. Scegli parole “sensoriali” che attivino i ricettori del gusto. Croccante, fragrante, soffice, saporito e persino “cioccolatoso”: sono solo alcuni esempi di parola sensoriale.

3)   Parla dei benefici degli ingredienti. Non solo degli ingredienti. Per capire meglio questo punto, ti consiglio di rileggere il testo del retro del pacco di farine Garofalo.

 

Food marketing. Il libro

Fresco di stampa, il libro di Carlo di Meo per Hoepli “Food Marketing. Creare esperienze nel mondo dei foodies” parla delle nuove tendenze del food marketing per Expo 2015 e dà consigli ad aziende e imprenditori. http://bit.ly/FoodMktg

 

*Valentina Falcinelli, CEO e copywriter dell’agenzia più magenta del web, Pennamontata, so scrivere senza guardare la tastiera, ma non so guardare la tastiera senza scrivere. Il copywriting per me è il pane e la creatività il companatico. Ogni tanto, però, mi nutro anche di pizza.