Big Walking Arch #1 è un arco in cerca dei suoi trionfi. È un opera monumentale di Chris Bangle, ma a differenza di tutti gli altri archi di trionfo non ha il “trionfo” alla sua sommità e soprattutto è in movimento. L’opera d’arte rappresenta proprio la volontà di andare per il mondo a cercare i proprio trionfi e l’arco di cemento armato sembra davvero camminare, come in un opera di Escher al alcuni sembra salire, ad altri scendere dal pendio della collina dove è stato posato il Big Walking Arrch #1, perché questo è il primo di quella che potrebbe essere una serie.
BigWalkingArch#1 si inserisce nel contesto di una vasta ricerca sviluppata negli ultimi due anni a partire da una riflessione sull’architettura e sulle rovine di monumenti romani osservate nel 2014 in Croazia.
“Gli occhi di un car designer vedono ogni cosa nel mondo che lo circonda come se avesse la personalità e il carattere di un essere vivente. Guardando le rovine durante il viaggio percepivo in loro un innato desiderio di essere dinamiche e animate. C’era un’azione nascosta nell’apparente staticità della pietra. L’arco di trionfo di fronte a me sembrava essere sul punto di muoversi dalle sue fondamenta e camminare giù per la strada”.
BigWalkingArch#1, quasi quattro metri in altezza, larghezza e profondità, è costruito con pannelli di cemento innestati su un’ossatura di ferro. L’arco è posizionato su una grande scala costruita sulla collina sopra le vigne di Bangle.
«Come se fosse appena arrivato o se stesse per partire». L’insieme è antisismico, resistente alla neve e al vento. L’idea di base di questa nuova installazione – ripetibile in altri contesti come è accaduto per le panchine giganti, vero e proprio fenomeno di installazioni virali – è di restituire a chi guarda un’immagine positiva, che renda un luogo memorabile e che al tempo stesso inneschi una riflessione sull’arte e sull’architettura, così presenti in Italia e così fragili. “Capire che c’è uno scopo e una vita in ogni cosa intorno a noi è il primo passo per imparare a rispettarla”, spiega Bangle.
Il designer artista vede BigWalkingArch#1 come il primo di una serie di archi con gestualità diverse: «Oggi vedere opere d’arte non è più una cosa privata, ci deve essere lo spazio per fare una foto con gli amici. Spero di avere la possibilità di mettere questa e altre sculture in diverse pose e in luoghi vicini alla gente, in modo che possano funzionare come simboli delle infinite possibilità che l’immaginazione offre.


Il grande arco che cammina ha preso anche vita in un cartone animato inusuale che racconta l’infanzia dell’arco e i suoi viaggi alla scoperta del mondo. Nel suo cammino incontra molti amici, e qualche cattivo, tutti elementi e strutture architettoniche che come lui, crescono e si evolvono.
Il cartone si chiama “Arcky Arch” e gli altri protagonisti (oltre ad Arch) sono una torre di ferro di nome Eify, in miniatura ma capace di dimostrare forza straordinaria; un frullino che sogna di crescere e diventare una mietitrebbia, il perfido arco gotico Golgothicus.
Bangle ha trasformato la sua creatività e quella del suo team in una una serie di avventure sotto forma di podcast rivolto ai giovani, con i suoi disegni a supportare il testo narrativo. «Arky’s Adventures non è un’animazione, ma una serie di disegni molto spontanei, bozzetti presi a volte direttamente da quelli disegnati sulle tovagliette di carta in pausa pranzo e colorati. C’è un’energia e una sorpresa in questo metodo che rende le storie più surreali».