Apple Watch, la rivoluzione da polso di Apple

Apple Watch, la rivoluzione da polso di Apple

Twitter: @IlTestardoBlog

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È finalmente arrivato il momento della verità per il wearable computing, almeno per quello che riguarda gli smartwatch.
Finalmente perché di Apple Watch si parla da almeno due anni.

È il prodotto Apple più personale mai realizzato- ha dichiarato Tim Cook dal palco dell’evento Spring Forward – perché è un oggetto che non si porta con sé ma su di sé“. Il nuovo oggetto del desiderio della mela ha già convinto tutti senza aver fatto (ancora) nulla.
Le sue potenzialità sono un mondo in completo divenire. La maggior parte delle stesse, soprattutto quelle legate al fitness e alla salute, le scopriremo solo con il passare del tempo. Ma un’anticipazione di ciò che si può fare con Apple Watch le ha mostrate Kevin Lynch, uno dei vice presidenti di Apple, durante il keynote di San Francisco. Innanzitutto, ci dirà l’ora precisa: sarà capace di tenere il tempo entro un intervallo di 50 millisecondi.

Come accadde con iPhone durante il periodo iniziale, infatti, quello che era solo un mezzo, uno strumento formato da uno schermo “toccabile”, diventò in breve tempo il festival degli sviluppatori, con applicazioni incredibili (per i tempi), veloci, affidabili, sicure e soprattutto che hanno esteso quasi all’infinito il concetto di smartphone e lo hanno elevato al concetto che ne abbiamo oggi: uno strumento tuttofare.
Non stupisce infatti che la rivoluzione degli smartphone sia iniziata effettivamente da lì, e che moltissime delle operazioni che prima effettuavamo da un pc, ora possiamo farle in mobilità grazie ad un “semplice telefono”. Apple Watch risulta quindi la nuova miniera d’oro per piccoli e grandi sviluppatori, che a suon di 0,99 centesimi ci permettono di estendere quanto e cosa possiamo fare con un piccolo schermino legato al nostro polso.

Ma cosa può fare Apple Watch?

Apple Watch stupisce per la facilità di utilizzo appare immediato, facile e del tutto fluido.
Prima di analizzare alcune delle tante, vale la pena di ricordare come lo Apple Watch non sia standalone: servirà quindi l’abbinamento con un iPhone 5 o successivi, con connessione WiFi e GPS attive.

Un orologio di assoluta precisione

Il tratto distintivo dei capolavori dell’arte orologiera è da sempre la precisione nel misurare il tempo, e Apple Watch non fa eccezione: in sincronia con il tuo iPhone, mantiene uno scarto non superiore a 50 millesimi di secondo rispetto al tempo universale standard. E puoi personalizzare il quadrante per avere una visione del tempo più personale, che tiene conto della tua vita e dei tuoi impegni.

Comunicare

Chiamate: Apple Watch permette di effettuare chiamate in vivavoce sfruttando microfono e altoparlante. Non essendo dotato di alloggiamento SIM, la feature è disponibile solo in abbinato a un iPhone;
Messaggi: è possibile partecipare a conversazioni iMessage o inviare SMS dallo schermo del device, sempre in abbinamento ad un melafonino. Per inserire il testo si ricorre alla dettatura vocale, l’unica tastiera disponibile è quella delle emoji;
Mail: si possono controllare le proprie mail, a cui è possibile rispondere sempre con la dettatura vocale;
Mappe: sono presenti delle mappe molto simili a quelle di iOS 8 e OS X Yosemite, tenendo presente come la funzione necessita della localizzazione GPS per operare correttamente.

Funzioni inedite

Apple Watch

Comunica il battito

Fitness: Monitora il movimento, la quantità e la qualità delle attività giornaliere e stimola a non essere troppo sedentari con speciali avvisi. Può inoltre tener traccia delle sessioni di cardio ed di allenamenti intensivi , calcolando frequenza cardiaca e calorie bruciate
Un modo tutto nuovo di sentirsi vicini.
Condivisione Digital Touch: gli Apple Watch possono comunicare fra di loro con un sistema non solo innovativo, ma anche particolarmente “sensoriale”; richiamando il contatto con l’apposito pulsante laterale, è possibile disegnare a schermo un messaggio da inviare all’interlocutore: una lettera, uno smiley, un breve disegno.
• Vi sono poi delle comunicazioni più emozionali, infatti con un tocco si può far capire a una persona di averla pensata, mentre mantenendo premute due dita sullo schermo si invia al partner il proprio battito cardiaco, che verrà fedelmente riprodotto dal ricevente grazie al motore di feedback tattile. Per i più esigenti, infine, vi è la possibilità di utilizzare Apple Watch come un improvvisato walkie talkie;
Rullino fotografico e fotocamera: accedendo alle fotografie di iOS 8, ci si ritroverà di fronte a un mosaico. Con la corona digitale basta effettuare lo zoom per ingrandire ognuna di queste fotografie. Inoltre, vi è la possibilità di comandare alla distanza la fotocamera posteriore del melafonino;
Meteo, calendario e Passbook: così come evidente dalla schermata iniziale, lo smartwatch può accedere facilmente a tutte le informazioni memorizzate su Meteo, Calendario e Passwork, anche da iCloud;
Personalizzazione e glance: l’interfaccia di Apple Watch può essere altamente personalizzata, per mostrare quadranti secondo il proprio umore in base a colori o design pre-impostati, dalle classiche lancette alle immagini spaziali, passando per Topolino. Le funzioni glance permettono di impostare delle schermate di informazioni, dal meteo ai fusi orari, da visualizzare semplicemente scorrendo le dita dal basso verso l’alto sul display.

Sarà disponibile in due dimensioni e in tre versioni/h3>

• Apple Watch: acciaio lucido inossidabile, in tinta naturale o nero siderale;
• Apple Watch Sport: alluminio anodizzato in argento oppure in grigio siderale;
• Apple Watch Edition: oro 18 carati, realizzato con uno speciale processo di lavorazione che lo rende due volte più duro e resistente rispetto all’oro classico.
Questo il listino previsto all’esordio:
• Apple Watch Sport: 349 dollari per la versione da 38 millimetri, 399 per quella da 42 mm;
• Apple Watch: dai 549 ai 1.049 per i 38 millimetri, dai 599 ai 1.099 per i 42 mm.
Come anticipato, sconosciuti i prezzi per Apple Watch Edition, la tipologia in oro 18 carati. (Rumors parlano di 5.000 $).
Sarà un successo annunciato ?

Apple potrebbe vendere 30 milioni di Watch nei primi 12 mesi di vendite. Lo prevede Morgan Stanley, sottolineando che le vendite sarebbero dirette al 10% di coloro che hanno iPhone compatibili. Questo vorrebbe dire – riporta il Financial Times – una partenza più forte di quella dell’iPhone, con 6 milioni di unità venduta nel primo anno, o dell’iPad, con 20 milioni di unità. Nonostante l’ottimismo, l’iWatch divide gli analisti, alcuni dei quali ritengono che il costo elevato e la vita della batteria (circa 18 ore) ridurranno le vendite.

Un prodotto atteso soprattutto da coloro che, paradossalmente, sperano che l’uscita dell’ Apple Watch possa dare nuovo impulso ad un mercato – quello degli smartwatch – che stenta a decollare.
Agli entusiasti del nuovo gioiellino tecnologico firmato dalla Mela, infatti, si affiancano coloro che reputano lo smartwatch un accessorio completamente inutile: è vero, capace di svolgere decine di funzioni, ma niente di più che si possa già fare con uno smartphone.

Di sicuro impatto il Keynote, uno dei più emozionanti degli ultimi anni.
Come al solito staremo a vedere.
By Il Testardo

http://youtu.be/1Ql0Z8Il73s

Google I/O 2014 tutte le novità: Android Wear, Android L e Auto Link

Google I/O 2014 tutte le novità: Android Wear, Android L e Auto Link

Twitter: @IlTestardoBlog

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C’è un po’ di tutto nel ricchissimo, menu che Google ha preparato per il suo classico rendez-vous di due giorni con circa 6mila sviluppatori. Dal palco del Moscone Center di San Francisco i vari executive di BigG non hanno sostanzialmente tradito le attese della vigilia; infatti il Google I/O si è aperto all’insegna di Android L e di Android Wear, il sistema operativo che Google ci aveva fatto vedere “di sfuggita” qualche mese fa. Finalmente ora Google ha voluto approfondire questo nuovo ecosistema e come funzionerà. Vediamo insieme i punti salienti.

ANDROID L

Sundar Pichai annuncia subito la nuova versione di Android, Android L, in anteprima per sviluppatori. È poi Matias Duarte a guidarci fra le novità: l’obiettivo è una visione consistente fra mobile e web. Il concetto alla base è il Material Design: i rumor erano corretti, e vediamo subito un ottimo lavoro alla tipografia, ai colori e alle forme delle schermate della nuova versione di Android.

L’interfaccia è come se fosse tridimensionale: gli sviluppatori potranno indicare anche la coordinata Z nello spazio per posizionare gli elementi, e sarà il motore di Android a renderizzare tutto senza difficoltà, con ombre corrette e il resto. Arrivano ovviamente anche nuove linee guida per il design delle app che si adatteranno senza difficoltà, non fa differenza la grandezza dello schermo. Il fontRoboto è stato aggiornato e migliorato, e le animazioni di sistema sono state completamente riviste – sono ora più ricche e di maggiore qualità, e si applicano perfettamente fra UI di Android e le sue app.

Tutto questo è un miglioramento di Polymer, un’interfaccia pensata per il web che consente di utilizzare lo stesso principio di Material Design anche sui siti internet per mobile, a partire ovviamente dalle stesse pagine di Google, con ricerche animate e fluide. Gli sviluppatori troveranno le nuove linee guida su google.com/design.

Prende poi la parola Dave Burke per spiegare altre novità di Android L. Ricordiamo che è una conferenza per sviluppatori, e molte di esse sono proprio pensate per loro – si parla quindi di API e altro. Possiamo però vedere nuovi paradigmi di Android L grazie ad un’anteprima del dialer telefonico, che è adesso completamente animato e colorato, con effetti di ombre davvero gradevoli. Novità anche per le notifiche di sistema: innanzitutto, esse saranno accessibili direttamente dalla lockscreen, risparmiando tempo all’utente. Android sarà capace di ordinare per priorità le notifiche – una chiamata persa avrà un ruolo diverso rispetto ad un invito a Candy Crush. Notifiche Heads Up: esse compariranno in cima allo schermo, senza interrompere l’attività dell’utente ma permettendo di interagire con esse grazie a pulsanti su di esse.

ANDROID WEAR

Il centro delle esperienze utente di Google è lo smartphone, e viene abbondantemente ribadito; ma, sottolineando l’incredibile numero di volte in cui un utente attiva il suo smartphone nella giornata, si pone la sfida di offrire nuovi modi di interagire con le informazioni in ogni situazione.

Design

Google sa bene che con l’avvento dei dispositivi indossabili ci sarà molta attenzione alla scelta del design, visto che si tratta di uno strumento che indosseremo letteralmente. Per questo Android Wear supporta pienamente dispositivi con display quadrato o circolare, proprio come il Motorola Moto 360.

Google Now

Google ha attualmente uno dei migliori sistemi per il riconoscimento vocale e per questo ha pensato bene che ogni dispositivo Android Wear sarà completamente automatizzato. Oltre all’interazione con le nostre mani il tutto sarà infatti controllabile tramite Google Now, semplicemente pronunciando quello che vogliamo fare.

I Quadranti

Tenere premuto il widget dell’orologio permetterà di cambiare il quadrante e gli effetti. Anche qui troviamo il nuovo Design Material introdotto con Android “L”.

Sincronizzazione

Le notifiche e le note che prenderemo con Keep saranno sincronizzate con ogni dispositivo Android e Google Chrome anche grazie alle nuove notifiche a comparsa introdotte dalla nuova release di Android.

Contestualizzazione

Avere un display piccolo e tante informazioni può diventare un vero problema. Come capire quando mostrare una determinata notifica e in quale ordine? google ha lavorato molto per mettere appunto un’esperienza di contestualizzazione che fosse il più naturale possibile. Per questo Android Wear mostrerà notifiche contestuali proprio come accade oggi su Google Now, ovviamente ottimizzando le schede e le informazioni mostrate affinché siano il più semplici possibile.

Sviluppatori

Fino ad ora agli sviluppatori è stato dato un esiguo quantitativo di materiale sul cui iniziare a sviluppare e prendere confidenza con Android Wear. Questo includeva solamente notifiche e altre piccole novità a livello di UI.

Google ha finalmente annunciato durante Google I/O 2014 l’arrivo di nuovi SDK e API per gli sviluppatori che permetteranno di avere il pieno controllo dei dispositivi equipaggiati con Android Wear. Durante la conferenza è stato infatti mostrato come sarà possibile ordinare una pizza a domicilio e pagare tramite PayPal. Questo è ora possibile grazie alle nuovi API che permetteranno agli sviluppatori di dialogare con Google Play Services.

 I Primi dispositivi

Ci sono confermati 3 dispositivi Android Wear al lancio. Questi Sono:

  • LG G Watch – Disponibile da questa sera nel Play Store
  • Samsung Live Gear – Disponibile da stasera nel Play store
  • Motorola Moto 360 – disponibile a fine estate. È il primo con display circolare.

 Google Auto Link, la risposta a CarPlay di Apple

Secondo i ricercatori di Google, la media di attesa in auto dei propri utenti è di circa un’ora al giorno. L’idea è quella di rendere questo tempo di attesa più piacevole anche dal punto di vista dell’esperienza mobile:

Auto Link è atteso al debutto in veste di piattaforma multimediale, motorizzata dai processori Nvidia, in cui confluiranno e si renderanno disponibili, attraverso uno smartphone androide (che fungerà da vero e proprio cervello operativo del sistema), servizi di assistenza al parcheggio e alla guida, sistemi anticollisione e ovviamente tanto infotainment. In futuro, dicono i bene informati, la piattaforma aumenterà il numero di strumenti a disposizione di conducente e passeggeri, a cominciare dall’interazione avanzata, e non soltanto vocale, con il cruscotto e i comandi dell’auto. La nuova interfaccia tra computer di bordo e galassia Android, insomma, abiliterà sin da subito l’accesso, tramite lo schermo touchscreen posto nella console centrale che replicherà i comandi dello smartphone in forma ottimizzata, a una serie di informazioni sullo stato di salute della vettura e via via a una serie di funzioni di infotainment sempre più evolute. Il tutto all’insegna di elevati standard di sicurezza, assicurati da una navigabilità del sistema si promette intuitiva, facile da utilizzare e pensata per ridurre ai minimi termini la possibilità di distrazione del guidatore. Auto Link sarà testato, questo dicono le ultime indiscrezioni, già nei prossimi giorni (di Audi la prima vettura pilota?) mentre la sua disponibilità commerciale è prevista per la fine del 2014.

Android TV

Google ha effettivamente annunciato l’arrivo dei primi televisori con Android TV a bordo per il 2015, annunciando anche i partner commerciali e quindi i marchi dei primi televisori che potranno vantare la nuova versione del robottino verde: Sony, Sharp, TPVision e Phillips. Sono stati inoltre annunciati anche due partner che lanceranno sul mercato i primi box TV dotati di Android TV da collegare a qualsiasi televisore: ASUS eRazer. Quest’ultimo fa ben sperare quindi anche per il settore del gaming. Inoltre Big G ha detto di essere al lavoro anche con Qualcomm, NVIDIA, Intel e Broadcom per la diffusione della nuova versione di Android. Già da oggi è previsto il lancio di un box TV in anteprima per gli sviluppatori, spinto dal SoC NVIDIA Tegra 4, lo stesso box sfruttato proprio per la presentazione.

Durante la conferenza è stata sottolineata la linearità, e quindi anche la semplicità di utilizzo, dell’interfaccia di Android TV, controllabile anche con l’apposita app per Android che verrà lanciata su Google Play o anche tramite gli smartwatch. Anche il lato gaming è stato protagonista della scena durante la presentazione della nuova versione del robottino verde, mostrando come, tra film e telefilm, ci sia spazio per i giochi sempre più protagonisti del mondo mobile (3 utenti su 4, da quanto riportato, giocano con i loro device Android). Android TV supporterà Google Play Games (ovviamente) e permetterà di giocare in multiplayer. Ecco quindi alcuni screen della presentazione che ci mostrano l’interfaccia e tutti i partner commerciali coinvolti.

Google Fit

Google lancia anche la preview di Google Fit, nuova piattaforma per tenere traccia delle informazioni per la salute provenienti da app e dispositivi indossabili, il tutto supportato da un singolo set di API. Tanti partner sono già nell’ecosistema, compresi i loro braccialetti e app, come ad esempio Nike+.

Play Games

Aggiornamenti anche alla piattaforma gaming di Google. Innanzitutto, saranno disponibili i profili per i giocatori, con i propri preferiti e altro. I salvataggi dei giochi saranno caricabili sul cloud e accessibili da più dispositivi contemporaneamente, mentre le Quests sono obiettivi sbloccabili in certi frangenti di tempo o condizioni scelte dal developer.

Il Google I/O 2014 è stato un evento ricco di novità, principalmente orientate sull’estensione di Android all’interno di nuove categorie. In una realtà dove Google tende ad essere sempre più presente nelle nostre abitudini, troviamo una ripercussione su Android, OS che raggiunge dispositivi indossabili, autovetture e TV.

Google è arrivata sui nostri polsi, nei nostri salotti e nelle nostre automobili. La potenza che l’azienda di Mountain View è candidata ad aumentare, vistosamente, già a partire da questa estate; quali saranno i frutti ce lo dirà solo il tempo.

Ecco Microsoft Surface Pro 3

Ecco Microsoft Surface Pro 3

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Più grande, più potente, più sottile: ecco come si presenta il nuovo tablet “maggiorato” di Redmond che strizza l’occhio ai lavoratori mobili.
“Il tablet che può sostituire il tuo laptop”. Lo slogan cui Microsoft è ricorsa per annunciare anche in Italia il suo nuovo tablet, il Surface Pro 3 presentato a New York, rende bene l’idea di come (e perché) il gigante di Redmond abbia effettuato un sostanziale restyling al suo computer a tavoletta.

Microsoft, come molti avevano sospettato prima dell’evento, ha depistato i leaker e, di fatto, al momento non esiste alcun Surface Mini: niente tablet economico, niente schermo da 7 o 8 pollici. Solo Surface Pro 3.
La società di Redmond ha utilizzato l’intero keynote per presentare al pubblico presente e quello collegato in streaming le grandi novità della terza generazione. Innanzitutto, uno schermo ClearType da 12 pollici (2160 x 1440, 3:2), che allarga di 1,4 pollici il display integrato nel Surface Pro 2 (10,6 pollici). Panos Panay, vice presidente corporativo della divisione Surface di Redmond, ha focalizzato l’attenzione sulla necessità di avere tutto da un unico dispositivo. Per questo, la nuova dimensione non sarà ingombrante: il Surface Pro 3 pesa 800 grammi, un etto in meno della precedente generazione, ed è spesso 9,1

millimetri, salvando altri 4 millimetri rispetto al suo predecessore. A tal proposito, i confronti con la gamma di portatili firmati Apple non si sono sprecati. Il Surface Pro 3 è 30% più sottile del MacBook Air e del 50% rispetto al MacBook Pro.

Ecco la scheda tecnica completa:
• Dimensioni: spessore di 9.1 mm e peso di 800 grammi
• Scocca in Magnesio di colore argento
• Tasti fisici: Volume, Power, Home
• Memoria interna 64 GB, 128 GB, 256 GB, 512 GB
• Display da 12″ ClearType con risoluzione 2160 x 1440 pixel con pennino capacitivo con 256 livelli di pressione
• Wi-Fi 802.11ac/802.11 a/b/g/n, Bluetooth 4.0 LE
• Fotocamera da 5 megapixel su retro e fronte con video recording in Full HD 1080p
• Microfoni integrati frontali e posteriori
• Altoparlanti stereo con Audio Dolby
• Porte USB 3.0 a pieno formato, Lettore microSD, Jack cuffie, Mini DisplayPort
• Sensori: Sensore di luce ambientale, Accelerometro, Giroscopio, Magnetometro, Alimentatore
• Alimentatore 36W

Le caratteristiche tecniche dipendono dalla variante scelta. A salire da un prezzo base di 799 dollari, fino ad arrivare a quasi 2000, saranno commercializzati più modelli a seconda del chip Intel integrato, della quantità di RAM e della memoria interna. Disponibili tre chip di quarta generazione Intel, i3, i5 e i7, 4 o 8 GB di RAM e 64/128/256/512 GB di memoria interna espandibile tramite microSD. Non manca l’ampio set di connettività, tra cui una porta USB 3.0 e una mini DisplayPort oltre a Wi-Fi 802.11 a/b/g/n e Bluetooth 4.0 LE. Per quanto concerne l’autonomia del dispositivo, le stime ufficiali di Microsoft indicano 9 ore di utilizzo costante di navigazione web.
Ampio spazio è stato dato anche alle nuove Type Cover e alla penna integrata. La tastiera è dotata di un trackpad migliorato e più grande del 68% rispetto a quello precedente, estremamente criticato e il cuifeedback negativo ricevuto è stato la base per “ricostruire” la tastiera. Il costo di listino è di 129,99 dollari. La Surface Pen, questo il suo nome ufficiale, è stata pensata per molte situazioni: dall’editing fotografico tramite Photoshop, riveduto per sposarsi con lo schermo da 12 pollici del Pro 3, fino alla correzione degli articoli tramite Office Word.

IN ITALIA ARRIVERÀ A FINE ESTATE
Microsoft Surface Pro sarà in vendita negli Stati Uniti dal prossimo mese di giugno, mentre in Italia dovremo aspettare fino alla fine di agosto.
I prezzi partiranno dai 799 dollari della versione entry-level (Core i3, SSD 64 GB, 4 GB RAM) fino ai quasi 2000 dollari del modello più completo (Core i7, SSD 512 GB, 8 GB RAM).

Una domanda sorge spontanea……ma il prezzo, molto elevato, per un “tablet” non spaventerà i possibili acquirenti?
Noi crediamo che sia finito il tempo della ricerca disperata e ossessiva di un tablet degno della concorrenza. D’ora in avanti l’obiettivo sarà un altro: creare la migliore alternativa al notebook, passando per gli insegnamenti dell’era del post-PC.
Non ci resta che aspettare per capire se la scelta di Microsoft ci darà ragione.

I Google Glass li produrrà l’italiana Luxottica

I Google Glass li produrrà l’italiana Luxottica

il Testardo

Sarà Luxottica a fornire a Big G e ai suoi occhiali del futuro una collezione esclusiva di lenti e montature (sia per occhiali da vista che non) da integrare con la nuova tecnologia indossabile. Inizialmente gli accordi avranno frutti solamente sul mercato americano e si focalizzeranno sui brand Ray-Ban ed Oakley.

È comunque una partnership davvero importante, che da un lato conferma la tendenza italiana di saperci fare benissimo con l’accessoristica, la moda e i suoi derivati, e dall’altro il connubio tecnologico tra Google e un’azienda. Non è un caso che il titolo di Luxottica, dopo l’annuncio, sia schizzato letteralmente alle stelle.
Fondata da Leonardo del Vecchio nel 1961 in provincia di Belluno, Luxottica ha la sua sede principale a Milano: proprietaria di marchi esclusivi come le stesse Oakley e Ray-Ban, produce anche per altri brand su licenza, fra cui Bulgari, Burberry, Chanel, Dolce&Gabbana, Emporio Armani, Prada, Ralph Lauren, Tiffany & Co., Versace.
I Google Glass avranno una connotazione altamente italiana, quindi, ma chi ha fatto il primo passo? Difficile dirlo: da Luxottica fanno sapere che si tratta di un accordo “con molte aspettative. Una comunione di intenti che vuole rivoluzionare il settore dell’occhialeria”.
“Grazie a questa partnership – si legge nel comunicato stampa congiunto – Luxottica e Google, leader nelle rispettive industrie, combineranno lo sviluppo di nuove tecnologie con un design all’avanguardia. In particolare, le due aziende formeranno una squadra di esperti dedicati a design, sviluppo, strumentazione e ingegneria dei prodotti Glass che uniscono moda e lifestyle all’innovazione tecnologica”.
I Google Glass sono uno dei dispositivi di punta della Wearable technology, la tecnologia da indossare. Le applicazioni per Google Glass sono in crescita: GS1 ha sviluppato un nuovo processo per la scansione dei codici barre, a portata degli occhialin videocamera; Virgin Atlantic utilizzerà gli smart glass per migliorare il servizio di accoglienza a bordo degli aerei; Rokivo e Vidiemme hanno svelato l’applicazione GoogleGlass4Lis, già testata nel Museo Egizio di Torino per offrire una guida virtuale ai non udenti nel Linguaggio dei Segni; inoltre gli Smart glass sono sbarcati in sala operatoria, diventando un assistente personale e un efficace aiuto per i chirurghi. Altre apps interessanti sono: AllTheCooks, una guida passo a passo per insegnare a cucinare; Strava’s è dedicato ai ciclisti; il gioco di parole Spellista; e GolfSight, per rivelare le distanze aiutando i neòfiti a giocare a golf; Word Lens, dedicata alla traduzione in real time: è sufficiente guardare le parole stampate per sostituirle con la traduzione nella lingua richiesta. Se siete all’estero ed inquadrate un cartello stradale in una lingua che non conoscete, gli occhiali hi-tech vi forniranno la traduzione immediata, dopo averli solo guardati.

Il concetto è chiaro, semplice. La gente nel tempo capirà. Vestiremo di funzioni, saremo dotati di poteri. L’oggetto hi-tech si manifesterà nel suo splendore solo se realmente fashion. In verità tutte le tipologie di prodotto continueranno a coesistere ma nel tempo saranno sempre di più gli oggetti di moda o design a nascondere funzioni o servizi tecnologici.Luxottica dunque si prepara a invadere il mercato mondiale degli occhiali smart e a risolvere il vero problema che hanno i Google Glass: il fenomeno “Glasshole”: il fatto che la gente (per dirla con un eufemismo) considera goffi, poco piacevoli le persone che li indossano, troppo nerd. A Luxottica spetta il compito di renderli un accessorio di moda.

 

 

HTC One (M8), 5 pollici rivoluzionari

HTC One (M8), 5 pollici rivoluzionari

By Il Testardo

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HTC ha finalmente svelato ufficialmente uno degli smartphone più chiacchierati degli ultimi tempi, nonché uno dei segreti peggio custoditi di sempre. Senza quindi ulteriori indugi, andiamo a conoscere meglio, almeno sulla carta il nuovo HTC One .

Design eccezionale dentro e fuori

HTC One (M8) segna un’altra svolta nell’ambito del design; il corpo in alluminio è stato forgiato per creare un look ancora più sorprendente ed ergonomico. L’affascinante monoscocca in alluminio resistente e di alta qualità incornicia perfettamente lo schermo da 5 pollici full HD (1080p) e si assottiglia sui bordi dando vita a curve sottili e morbide  per una presa ancora più naturale.

Un salto di qualità nella fotografia mobile

Il nuovo HTC One (M8) porta la fotografia mobile a una dimensione superiore integrando, per la prima volta al mondo in uno smartphone, una Fotocamera Duo capace di unire l’innovativa tecnologia HTC UltraPixel  a un doppio flash e a una registrazione video in full HD a 1080p, per immagini incredibili in tutte le condizioni di luminosità e video di alta qualità. La fotocamera frontale grandangolare da 5 MP è l’ideale per catturare con facilità selfie di qualità eccezionale.

In aggiunta alla tecnologia HTC UltraPixel, la Fotocamera Duo vanta un sensore di profondità capace di catturare informazioni di profondità dettagliate da ogni scena e consente di applicare una serie sorprendente di effetti creativi che permettono all’utente un editing di immagini mai visto prima.

Grazie a UFocus™ è possibile creare ritratti di qualità professionale semplicemente alterando la messa a fuoco dell’immagine dopo lo scatto della foto, mentre utilizzando la funzionalità Primo Piano è possibile far risaltare il soggetto in modo sorprendente alterando lo sfondo con effetti creativi. Con la funzione Stagioni è possibile applicare dei filtri stagionali agli scatti, mentre la funzione Copia e Incolla permette di copiare sezioni da una foto e di inserirle in un’altra foto; Dimension Plus  offre una prospettiva unica sulle immagini, consentendo all’utente di visualizzare le fotografie da angolazioni diverse inclinando semplicemente lo schermo.

L’avanzata tecnologia della fotocamera è attiva anche con il telefono in stand by e permette di scattare fotografie in maniera immediata, semplicemente attivando il pulsante di scatto.

Specifiche Tecniche

  • Display: 5” full HD Super-LCD3 con Gorilla Glass 3
  • CPU: Snapdragon 801 a 2,3 GHz
  • RAM: 2 GB
  • Fotocamera posteriore: Ultrapixel, f/2.0, BSI
  • Fotocamera anteriore: 5 megapixel, f/2.0, BSI
  • Memoria interna: 16 / 32 GB espandibile con microSD fino a 128 GB + 50 GB di spazio gratuito su Google Drive
  • Connettività: Bluetooth 4.0, Wi-Fi dual-band 802.11ac, LTE, NFC
  • Batteria: 2.600 mAh con Extreme power saving mode (fino a 40 giorni di standby).

 

Concludiamo con il sistema operativo. HTC One (M8) offre ovviamente Android nella sua ultima versione 4.4 KitKat, personalizzato con l’interfaccia utente proprietaria Sense giunta alla sesta versione. Rinnovata la veste grafica quindi e aggiunta una importante novità per quanto riguarda i dispositivi HTC; i tasti di comando del sistema operativo non sono più integrati nella cornice del display ma vengono visualizzati direttamente sullo schermo.

La soluzione è già in vendita in UK e si può preordinare anche in Italia su Amazon (le consegne sono attese per aprile). Le premesse per confermare il percorso del suo predecessore sembrano esserci tutte, staremo a vedere come si comporterà il mercato nel corso dei prossimi mesi.

 

I 10 flop tecnologici del 2013

I 10 flop tecnologici del 2013

 

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Il 2013 è finito e come  di consuetudine, in questo periodo dell’anno, si tirano un po’ le somme di tutti i trascorsi, siano essi positivi che negativi.  Se per certi versi il 2013 è stato un anno ricco di numerosi eventi tecnologici degni di nota come  l’iPhone 5s, Google Glass, l’iPad Air, il Nexus 5 e 7 , Spotify ,il Galaxy S4 di Samsung, il Nokia Lumia, i video di Instagram Twitter, è anche vero che ci sono stati parecchi “flop“, alcuni di questi davvero eclatanti. Da investimenti sbagliati, a prodotti di dubbia utilità, ecco una speciale classifica che raccoglie i 10 flop tecnologici del 2013 (secondo “non” solo noi) .

 

 

BlackBerry 

Dopo aver cambiato nome, da RIM a BlackBerry  e dopo aver sviluppato un nuovo sistema operativo più moderno e funzionale, BB è destinata a fallire sconfitta da iOS ed Android, più flessibili e moderni. Se BB prima era destinato ad un pubblico aziendale ora i due sistemi operativi concorrenti sono in grado di offrire molto di più e la fine di BB probabilmente avverrà nei primi mesi del  2014. Peccato.

 

 

Blockbuster Dvd-by-mail

L’ultimo disperato tentativo di salvataggio effettuato da Dish, il fondo di investimento che controlla l’ormai morente catena di videonoleggi, prevedeva il mantenimento del marchio e la sua trasformazione in un hub per la distribuzione di prime visioni on line agli abbonati sul modello Netflix. Questo avrebbe consentito anche di mantenere alcuni negozi aperti al pubblico.  Shutdown definitivo.

Facebook Phone

Sono almeno tre anni che si parla di un’intesa tra il social network e un costruttore per dare vita a un cellulare “brandizzato”. Ad aprile sembrava fatta, con il lancio dell’Htc Sense, il primo smartphone contenente l’apertura automatica di Facebook Home, app sviluppata su Android in grado di funzionare anche come motore di ricerca. Dopo pochi mesi però i bug del software (che esiste ancora, ma è in fase di ripensamento) e soprattutto le scarse vendite del modello Sense hanno convinto Htc a ritirarlo dal mercato. Alla prossima.

 

 

 

Gli hashtag su Facebook

Il tentativo di scimmiottare Twitter e creare contenuti aggregati per interesse, dunque non più solo in base alla cerchia di conoscenze, è miseramente fallito. Modelli di business troppo diversi e poi, diciamolo, bastano e avanzano i post dei nostri amici a intasarci il diario di cose poco interessanti, senza dover stare a cercarne di nuove. #cambia.

 

 

 

iPhone 5C 

Sebbene sia stato annunciato come la vera rivoluzione in casa Apple con un cambio di rotta nella scelta dei materiali. L’iPhone 5C è sostanzialmente la versione colorata del suo predecessore, inoltre l’esigua differenza di costo rispetto all’iPhone 5S , non giustificata dalla ben più ampia differenza in termini di prestazioni, ha determinato il fallimento di questo smartphone.  Il colore non basta.

 

 

 

 

Microsoft Surface 

Pur avendo buone potenzialità, i tablet di Microsoft non sono riusciti a conquistare il pubblico. Con il Surface2 le cose sembrano andare leggermente meglio ma iPad, Galaxy Tab e altri tablet Android sono ancora lontani mille miglia. Per quest’anno rimane un flop commerciale.  Rimandato.

 

 

 

Nintendo Wii U
Le vendite della nuova console sono state al di sotto delle previsioni, infatti Nintendo ad Agosto ne ha abbassato il prezzo ottenendo un aumento delle vendite, anche se ancora deludenti.  Dai Mario!!

 

 

 

Personal computer

Anno dopo anno spiccano tra le classifiche dei fallimenti. Sempre più cannibalizzati da smartphone e tablet, sono oramai un costante fanalino di coda delle classifiche hi-tech. Secondo le recenti stime della società di ricerca Idc, il 2013 si chiuderà con una contrazione annuale record di consegne di pc a livello globale: -10,1%, peggio anche di stime precedenti del -9,7%.  Alla Frutta.

 

 

 

Samsung Galaxy Gear 

Il 2013 doveva essere l’anno degli smartwatches, grazie all’uscita del Galaxy Gear Samsung, ovvero i nuovissimi computer da polso, dotati di schermo touchscreen e fotocamera integrata, utilizzabili anche attraverso i comandi vocali. Nonostante le previsioni fossero positive, il prodotto ha stentato a decollare, tanto che la rivale Apple ha posticipato l’uscita della sua controparte, a data da destinarsi.  Da riprogettare.

 

 

Twitter Music

Vi ricordate di Twitter Music? Probabilmente no. L’applicazione che permette di ascoltare la musica in streaming. Al momento del lancio sembrava essere un successone, ma dopo soli sei mesi dalla sua uscita, la sezione tecnologica del Wall Street Journal, ha riportato l’intenzione dei vertici dell’azienda di chiudere l’applicazione. Uno dei fattori determinanti potrebbe essere l’inspiegabile ritardo nello sviluppo della versione per Android, infatti l’App è disponibile esclusivamente per utenti iOS. A questo punto si attende soltanto l’ufficialità delle indiscrezioni circa la sua definitiva chiusura.  #Cambiarmusica.

 

Insomma, se è vero che i dispositivi tecnologici ci accompagnano in ogni momento del nostro quotidiano, è anche evidente che i social network siano i veri fautori delle nuove tendenze, a discapito di brand che, in alcuni casi, faticano a stare al passo con le richieste del momento. Non abbiamo voluto stabilire una classifica d’importanza, quindi questa è una semplice lista dei “Flop” dell’anno,  in ordine alfabetico; Lasciamo a voi l’onere (e l’onore) di decidere chi ha fatto peggio. 

 

 

Ascolta qui la puntata di Moebius Radio 24 in cui Digitalc parla dei Flop tecnologici

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