Una ricerca che ha coinvolto 21 paesi, compresa l’Italia, mette in evidenza i vantaggi della mobilità e le difficoltà per introdurla in azienda. CA Technologies propone un approccio olistico, cioè interdisciplinare e globale

di Luca Bastia

Un miliardo di consumer avranno uno smartphone o un tablet entro il 2016, secondo Forrester Research, e 305 miliardi di App sranno state scaricate (Gartner); le vendite attraverso il mobile aumenteranno fino a 31 miliardi di dollari (Forrester), in Europa entro il 2017 il mobile commerce aumenterà da 1,7 miliardi di euro del 2011 a 19,2 miliardi (Gartner) e già oggi la vendita di smartphone ha superato i cellulari. Questo il quadro attuale e futuro in ambito mobilità. “Il Cio si trova a dover gestire nuovi asset, nuove tipologie di applicazioni, le App, e tutti gli aspetti di sicurezza connessi. Sono sfide da affrontare e l’obiettivo del Cio è di trasformare queste sfide in opportunità”, esordisce Luigi Benocci, Principal Consultant di CA.
Per queste ragioni CA ha realizzato una survey che analizza un trend ritenuto importante per il futuro: l’Enterprise Mobility. Lo studio, realizzato nel 2013, coinvolge 1.300 responsabili IT in 21 Paesi, 650 le aziende europee interpellate, delle quali 75 italiane, circa la metà con fatturato tra 500 e 1 mld di dollari.
A illustrare la ricerca è Luca Rossetti, sr Business Technology Architect di CA. Secondo lo studio, “le aziende italiane che hanno adottato una strategia di Enterprise Mobility registrano un incremento del 30% nella customer satisfaction, segnando il dato più alto in Europa. Inoltre i benefici rilevati dalle società italiane riguardano sia il cliente che il business aziendale: un miglioramento del 27% nella produttività dei dipendenti, un aumento del 25% nella fidelizzazione del personale e una crescita del 23% nel numero di clienti che utilizzano i loro software e servizi”.
Ma, nonostante i benefici dimostrati dalle strategie di mobilità, i Cio italiani “continuano a considerare i costi di realizzazione e le problematiche di sicurezza il principale ostacolo alla realizzazione dell’enterprise mobility”. Infatti, secondo l’indagine, il 49% degli intervistati incontra grosse difficoltà a implementare progetti di mobility a causa di ristrettezze nel budget (il secondo dato più alto in Europa), mentre il 39% è preoccupato circa le eventuali ricadute su security e privacy. “Il 45% dei soggetti intervistati dispone già di una strategia aziendale per la mobility o ce l’avrà entro i prossimi 12 mesi – in leggero ritardo rispetto alla media europea”.
Lo studio inoltre rivela che le iniziative rivolte ai clienti, come la gestione sicura delle app, stanno ormai prevalendo sui progetti rivolti all’interno, quali il Byod (Bring Your Own Device), in un’ottica di priorità dell’IT. Interessante il fatto che il 36% delle aziende prive di una strategia per la mobilità vorrebbe consolidare tutti i progetti di mobility in un unico insieme organico, ma lo trova alquanto arduo. Positivo il dato che rivela che la percentuale di spesa informatica stanziata dai dipartimenti IT delle aziende italiane per i progetti di mobility salirà del 50% nei prossimi tre anni, e quella dei reparti fuori dall’IT crescerà del 33%.
Ma CA ha una strategia consolidata e completa per trasformare queste sfide in opportunità. “Siamo in una posizione unica per aiutare le aziende ad affrontare la gestione della mobilità con un approccio olistico”, ha concluso Rossetti.

Il mondo è sempre più mobile ultima modifica: 2013-12-09T08:30:44+00:00 da Francesco Marino
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