Hanno sorvolato vulcani, hanno ronzato lungo scogliere da togliere il fiato, si sono alzati sopra sdraio e ombrelloni fluttuando sopra i bagnanti: ritraggono proprio questi momenti le foto più belle dell’anno scattate dai droni per il concorso Dronestagram 2016.

Chiunque di noi che abbia sentito il ronzio di un drone in un parco, oppure durante una manifestazione pubblica, si sarà sentito, almeno a volte, violato e magari si sarà ritrovato a chiedersi “Ma questo robot mi sta scattando delle foto?”. Tra i vincitori del Dronestragram 2016 non troviamo gli scatti rubati di un mezzo indiscreto, ma piuttosto, immagini stupefacenti da un punto di vista aereo privilegiato.

Uno snowboarder solitario che si fa strada nella neve in Alaska lungo la catena montuosa di Chugah. Un volo radente la Basilica di San Francesco ad Assisi, in Umbria. Ma cosa rende così sorprendenti le foto dei droni? Di certo non è l’imitazione della fotografia aerea già vista, ma l’avvicinarsi nel dettaglio, la volontà di osare a bassa quota, la maneggevolezza attraverso la quale gli scatti appaiono ai nostri occhi come immagini mai viste prima.

Karolis Janulis, con il suo scatto Summer Camp, rende le sdraio e gli ombrelloni un’autentica griglia di bagnanti sulla spiaggia. A differenza delle fotografie aeree o satellitari tradizionali, quelle che si ottengono per mezzo dei droni godono di un punto di vista privilegiato, onniscente. In questo caso specifico, le persone raffigurate non sembrano formiche ammassate. E’ possibile distinguere i dettagli, persino lo stile di un bikini. Uno sguardo bonario, indirizzato dall’alto, capace di abbracciare grandi spazi, ma meticolosamente. Per ottenere un risultato simile senza l’ausilio di alcun drone, ci si potrebbe rifare all’esperienza del fotografo George Steinmetz, il quale volava in lungo e in largo per il mondo su un aliante a motore, scattando mentre era in volo, ma di certo, la realizzazione di una tale forma di espressione fotografica è qualcosa che appartiene ad un élite di facoltosi e anche coraggiosi.

Max Seigal con il suo scatto Moab, pone lo spettatore di fronte allo spettacolo di uno scalatore all’interno di una breccia in una montagna dello Utah. L’immagine del drone infonde un senso di vertigine, quasi come se noi stessi ci ritrovassimo a 400 piedi, sospesi nel cielo. È curioso pensare che l’autore della foto avesse “semplicemente” portato con sé il proprio drone durante una giornata dedicata all’arrampicata. Immortalare un momento simile, senza l’ausilio di un drone, richiederebbe il noleggio di un elicottero e di un pilota, un’organizzazione laboriosa, necessiterebbe di un budget significativo e, forse, metterebbe anche a rischio la stabilità dell’alpinista e la sa incolumità. Il drone segue in modo non invasivo l’azione, diventa uno spettatore discreto e si potrebbe persino azzardare a paragonarlo ad un compagno d’avventura ronzante.

Se siete arrivati a leggere fino a questo paragrafo del nostro articolo, forse iniziate a sentirvi incuriositi all’idea di attrezzarvi di drone e cimentarvi in scatti avventurosi. La maggior parte dei vincitori del Dronestagram 2016 hanno pilotato il DJI Phantom 3 Professional, che si aggira attorno ai 1000 dollari, Se considerate che potrebbe aprirvi le porte ad un nuova sperimentazione fotografica, il prezzo è più che ragionevole. Tenete a mente di ronzare a debita distanza dalla gente, così da non compromettere la privacy di alcuno e di non rendere il vostro bel drone la vittima dell’infastidito di turno!

Dronestragem 2016

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Dronestagram

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Dronestragem 2016

Dronestagram 2016: le più belle foto scattate dai droni ultima modifica: 2016-07-21T12:41:11+00:00 da Web Digitalic
Accenture Cristina

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