Yahoo venduta a Verizon per 4,8 mld $

Yahoo è stata venduta a Verizon per 4,8 miliardi di dollari. Come avevamo anticipato il portale era in vendita ed entro luglio avremmo saputo la sua sorte. Si è scatenata un’asta e alla fine l’azienda guidata da Marissa Mayer ha scelto l’offerta di Verizon (gigante delle telecomunicazioni). 4,8 miliardi sono una cifra importante, ma è […]

Yahoo è stata venduta a Verizon per 4,8 miliardi di dollari. Come avevamo anticipato il portale era in vendita ed entro luglio avremmo saputo la sua sorte.

Si è scatenata un’asta e alla fine l’azienda guidata da Marissa Mayer ha scelto l’offerta di Verizon (gigante delle telecomunicazioni).
4,8 miliardi sono una cifra importante, ma è ben poco rispetto ai 125 miliardi che valeva Yahoo al suo apice, nel 2000.
Il portale viola ha fatto conoscere Internet e le sue meraviglie a milioni di persone, è stato uno dei primi ad affacciarsi sul web e a diffondere servizi gratuiti come la ricerca e l’e-mail.
Da 10 anni però Yahoo era in cerca di una strategia vincente nella ricerca su web, nei social, nei video,  strategia che non ha mai trovato.
Non è riuscita a lanciare nuovi servizi di successo e anche le acquisizioni effettuate, come quella di Tumbrl, si sono rivelati non determinanti.
Marissa Mayer, Ceo di Yahoo, e considerata l’ultima speranza di riscatto per la società non entrerà in Verizon, l’aspetta però un assegno da 57 milioni di dollari di buonuscita.
Ora Verizon ha in mente di fondere le attività di Yahoo e quelle di Aol (America on line) un vecchio concorrente di Yahoo che è stato acquisito qualche mese fa. L’idea è quella di usare i contenuti e la piattaforma tecnologia di advertising online di Yahoo per offrire nuovi servizi agli utenti Verizon e a nuovi clienti pubblicitari. Verizon, infatti, ha bisogno di creare una massa critica di contenuti per sfruttare davvero i ricavi della pubblicità online, in un periodo in cui gli affari sul fronte telecomunicazioni stanno rallentando.
Yahoo è nata nel 1994, agli albori del Web, fondata da due studenti universitari: David Filo e Jerry Yang.
Marissa-Mayer-CEO-Yahoo

All’inizio era una directory di siti, un elenco fatto a mano delle risorse più interessanti della rete. Alla directory si sono poi aggiunte le news e la mail.
Solo 4 anni dopo sarebbe nato Google, che Yahoo ha anche tentato di comprare all’inizio.
Proprio Google, con i suoi sistemi automatici di ricerca ha reso sostanzialmente inutili le directory, con cui il web è nato.
Nel 2000 Yahoo ha riconosciuto lo strapotere di Google nella ricerca e ha concluso un accordo per inserire la ricerca Google nel proprio portale. Non è cambiata però la sua strategia: fare molte cose diverse. I principali concorrenti, quelli che di fatto hanno messo Yahoo ai margini, si sono concentrati su una cosa sola fatta al meglio: Google sulla ricerca, Facebook sui social.
Yahoo non ha mai abbandonato l’idea di “portale” una filosofia molto diffusa (e remunerativa) agli inizi della diffusione del web. Le cose poi sono cambiate e nonostante i diversi Ceo che si sono alternati ala guida della società, non è stata più trovata una linea di sviluppo concreta.
Anche Marissa Mayer, strappata a Google, non è riuscita a trovare un’area di focus per Yahoo che fosse davvero efficace.
La società ha tenuto a bada i malumori degli investitori grazie ad un investimento del 2007 quando, con 1 miliardo di dollari, acquisì il 40% di Alibaba, società cinese oggi divenuta uno dei giganti mondiali dell’e-commerce. Anche dopo diverse vendite di quote societarie Yahoo detiene ancora il 15% di Alibaba, per un valore di 31 miliardi di dollari.
Oggi Yahoo diventa proprietà di Verizon per 4,8 miliardi di dollari e pensare che nel 2007 il fondatore Jerry Yang rifiutò un’offerta da 44,6 miliardi. Chi la fece? Microsoft…


Yahoo venduta a Verizon per 4,8 mld $ - Ultima modifica: 2016-07-25T08:03:31+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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