Affrontiamo il Seo for dummies con Sara Borghi, che ha appena pubblicato un libro con molti consigli utili in merito

di Matteo Ranzi

Maledetta influenza del 2017!

Sono le 7.00 e dalle 2.40 sono sveglio a vegliare sul mio bimbo di 6 anni facendo da crocerossina. Nei momenti di tregua mi tengo sveglio leggendo “Vademecum Seo. Guida 100% pratica dai primi passi al posizionamento” di Sara Borghi.
Alle 9.30 ho terminato la lettura e finalmente mio figlio dorme profondamente.
È un libro completo, semplice, chiaro e scorre fluido. Finalmente dei consigli pratici applicabili anche dai non addetti ai lavori.
Ho quindi incontrato Sara, Head of Digital Marketing presso ByTek Marketing, ed ecco cosa mi ha raccontato.

“Quando crei un sito web o un post, pensa solo alla usability e a scrivere testi chiari, completi e utili. Una pagina web fatta per il lettore, senza forzature, verrà favorita nell’indicizzazione da Google”. È vero, oppure il lavoro per ottenere dei buoni risultati in termini di posizionamento è ben altro?

Sicuramente l’utente viene prima di tutto. In linea di massima, se una pagina web è creata con rigore dal punto di vista dell’usabilità ed è stata pensata con il proposito di soddisfare l’intento di chi arriva sul nostro sito o blog, allora Google la valuterà positivamente in ottica di posizionamento. Poi, naturalmente, dipende dal settore e dalle caratteristiche dei siti web dei competitor, che vanno sempre presi in analisi nel momento in cui si crea un contenuto.

Sara Borghi SeoOttimizzare tecnicamente un sito, o un post, in termini di Seo non basta. Serve un lavoro puntuale sui backlink. In sintesi, come si ottengono link autorevoli?
I backlink autorevoli, come ogni cosa che nella vita abbia valore, bisogna generalmente sudarseli. Per farlo è necessario creare una relazione con coloro che sono autorevoli in un determinato settore. Un’altra strada è quella di lavorare sui contenuti del proprio sito, creando qualcosa di unico, esclusivo e interessante per i propri lettori e che quindi attragga l’attenzione di media e influencers. L’ultima strada è quella di risolvere con efficacia e passione i problemi delle persone alle quali ci si rivolge con i propri prodotti e servizi.

I backlink possono essere un veleno se arrivano da siti “spazzatura”. Un concorrente può quindi fare sul tuo sito della Seo negativa riempiendoti di backlink dannosi. Come ci si salva?

La “negative Seo” è uno dei mali del nostro settore. Si intende l’insieme di strategie messe in atto con l’intento di arrecare danno e compromettere la reputazione di un altro sito web in termini di posizionamento sui motori di ricerca, generalmente sfruttando link di bassa qualità.
Per prevenirla consiglio di tenere giornalmente monitorati: il proprio profilo link; i ranking per keyword strategiche (tramite strumenti di rank tracking quali SemRush) ; il traffico al proprio sito tramite le web analytics; i messaggi da parte di Google all’interno di Google Search Console.
Per eliminare eventuali backlink negativi, potete utilizzare appunto la Search Console, ovvero gli strumenti per i Webmaster messi a disposizione da Google che permettono di visualizzare la lista degli ultimi link in entrata.
Dopo aver rimosso ciò che ha causato la penalizzazione, è bene inviare a Google una richiesta di riconsiderazione.

È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che qualcuno clicchi sul tuo link se non sei tra i primissimi risultati nelle Serp di Google. Non è più utile quindi ottenere risultati con attività di Sem?

Domandona. La partita non si gioca esclusivamente fra Seo e Sem.
L’attività di Sem in determinati settori può essere molto costosa e poco sostenibile nel lungo periodo. La Seo, pur comportando un investimento in termini di tempo (e quindi anche economico, se vi rivolgete a un consulente) piuttosto ingente in fase iniziale e pur essendo più lenta, consente a un sito web di costruire la propria autorevolezza nel tempo, il che la rende una attività meno volatile e decisamente più scalabile rispetto alla Sem.
Ci puoi suggerire uno schema utile per strutturare un post?
Title tag e Meta description non devono mai mancare per incentivare il click dalla Serp (pagina dei risultati) di Google. Entrambi devono includere la keyword principale su cui si basa l’articolo.
Utilizzare Url corte e Seo-friendly, che includano la parola chiave del post.
Creare un titolo accattivante partendo dalla keyword target: “Il bagno come non l’avevi mai visto: ecco le 8 lampadine perfette” è meglio di “Le migliori lampadine a led per il bagno”.
Inserire un unico H1.
Fare uso dell’internal linking.
Inserire 1 o 2 link a qualche risorsa esterna autorevole (es: Wikipedia).
Assicuratevi che il nome del file immagine includa la parola chiave target (per esempio, cioccolato_bianco.png) e che la parola chiave sia inserita anche nell’Alt Text dell’immagine.
Infografiche, video e diagrammi possono ridurre la frequenza di rimbalzo e aumentare il tempo di permanenza sul sito: due fattori critici di posizionamento che riguardano l’interazione dell’utente sul sito.
Fare uso di mark-up strutturato, ove possibile, e un moderato uso di grassetti.
Inserire una call to action (Cta), che inviti l’utente a compiere il passo successivo.
Incoraggiare i lettori a lasciare un commento alla fine del post.

Utilizzare un plug-in per la condivisione dei contenuti nei social favorisce il posizionamento? Ci sono punti specifici del testo dove consigli di mettere i “bottoni” di condivisione?

Non esiste causalità diretta fra condivisione dei contenuti sui social e posizionamento, tantomeno fra utilizzare un plug-in per la condivisione sui social e il posizionamento. Detto ciò, inserirlo può sicuramente favorire la scoperta dei propri contenuti, supportarne la viralità, portare a un incremento di traffico e dei backlink.
I bottoni di condivisione dovrebbero essere messi in modo tale da non distrarre il lettore nel mezzo dell’articolo, quindi preferibilmente in fondo al post nel caso si tratti di un blog.

“Fallo breve che la gente non ha tempo di leggere”. È un suggerimento utile per scrivere un post, oppure è controproducente?

Le best practices lasciano sempre il tempo che trovano nella Seo e bisognerebbe misurare la performance dei propri contenuti tramite strumenti di Web Analytics.
Io propendo verso contenuti meno frequenti, ma più lunghi e quindi di maggiore qualità.

Esiste uno strumento per scegliere le parole chiave con cui sviluppare un post?

Ne esistono moltissimi! Uno su tutti Keyword Planner di Google, che è gratuito. Per una lista completa, vi consiglio la lettura di questo post: https://goo.gl/gqPxBR.

Ultimo suggerimento per chi si appresta al fai da te nella Seo?

Studiare, leggere, ma soprattutto fare pratica. In bocca al lupo!

RISORSE

Sara Borghi
33 anni, modenese, dopo la laurea in Economia e Marketing conseguita presso l’Università di Modena e Reggio Emilia ha frequentato un Master in Turismo internazionale presso l’Università della Svizzera italiana. Ha lavorato negli USA e in Australia per agenzie di digital marketing. Oggi vive nuovamente in Italia, dove ricopre l’incarico di responsabile Digital Marketing presso ByTek Marketing (www.bytekmarketing.it).

Il libro
“Vademecum SEO: Guida 100% pratica dai primi passi al posizionamento”, il manuale per principianti di Sara Borghi, pratico e ricco di esempi, offre ciò che serve per ottenere link autorevoli e visibilità sul proprio sito web. Il focus del libro è quello di attrarre il traffico giusto verso il tuo sito, ovvero quel traffico che è propenso ad acquistare i tuoi prodotti o servizi.
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Seo o non Seo? Questo è il problema – Intervista a Sara Borghi ultima modifica: 2017-04-11T16:00:35+00:00 da Francesco Marino
Depositphotos 2017 May

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