Dopo più di due anni di atterraggi poco dopo il lancio dei suoi razzi, la SpaceX ha inviato nello spazio uno dei suoi 9 Falcon. Il razzo è decollato da Cape Canaveral, in Florida. Si tratta dell’invio in orbita di un satellite di comunicazioni che è poi atterrato su una delle navi drone di SpaceX che operano nell’oceano Atlantico.

Il CEO di SpaceX, Elon Musk, è apparso in diretta streaming poco dopo l’atterraggio e ha parlato di questo traguardo: “Quanto è accaduto oggi significa che è possibile far volare e rivolare un ripetitore orbitale, che rappresenta la parte più costosa di un razzo. Quello che è avvenuto oggi comporterà un’enorme rivoluzione nel volo spaziale”.

La SpaceX ha lavorato fin dal 2011 per strong> rendere i suoi razzi parzialmente riutilizzabili. Fino ad oggi, quasi tutti i razzi orbitali venivano ritenuti sacrificabili e quindi venivano considerati da buttare una volta lanciati nello spazio. Un razzo nuovo di zecca può costare da decine a centinaia di milioni di dollari e quindi, per ogni missione in orbita, serve costruirne uno. La strategia di SpaceX è stata quella di far atterrare i suoi razzi dopo il lancio, nel tentativo di farli volare più volte. In questo modo l’azienda potrà ridurre considerevolmente i costi di fabbricazione di ogni missione.

Occorre precisare che SpaceX non è in grado di salvare l’intero Falcon 9 dopo ogni lancio. Si salva la prima parte, ovvero il nucleo di 14 piani che contiene i motori principali e la maggior parte del carburante necessario per il lancio. Pochi minuti dopo il decollo, la prima parte si separa dalla parte superiore del razzo e fa una discesa controllata sulla Terra sia atterrando su un terreno solido che su una delle navi drone autonome della società. Prima di questo lancio, SpaceX aveva tentato almeno 13 di questi atterraggi e almeno otto veicoli erano atterrati con successo. Ma, mancava ancora l’ultimo passo: riutilizzare questi velivoli in missione.

Con questo lancio la SpaceX ha dimostrato che parte di un Falcon 9 usato possa essere lanciato nuovamente nello spazio. E il fatto che il veicolo sia tornato sulla Terra tutto intero, significa che il razzo sia pronto anche per un terzo lancio. SpaceX può vantare nove atterraggi di successo, ma può vantarsi ancor di più di aver mandato in orbita un Falcon 9 ben due volte.

“Ci sono voluti 15 anni per arrivare a questo punto, c’è voluto molto tempo”, ha detto Musk “Ci siamo imbattuti in molte difficoltà lungo la strada, ma io sono incredibilmente orgoglioso di SpaceX per essere stata in grado di raggiungere questa incredibile pietra miliare nella storia dello spazio.”

Il razzo usato per il lancio è stato il secondo Falcon 9 che SpaceX ha recuperato. Il velivolo era già stato usato per la CRS-8, l’ottava missione di rifornimento per la Stazione Spaziale Internazionale. L’8 aprile 2016, il razzo ha inviato quasi 7.000 chili di forniture – tra cui un modulo di habitat gonfiabile chiamato BEAM – sulla stazione della NASA. Dopo il lancio, il razzo è atterrato sulla nave drone SpaceX, intitolato “Of Course I Still Love You” (trad: ma certo che ti amo ancora).

Anche se questo lancio fa la storia dell’industria aerospaziale, era una routine per SpaceX. Falcon 9 ha aiutato un satellite di comunicazione per la società SES, del Lussemburgo. Il satellite, chiamato SES-10, finirà per stazionare in un’orbita a 22.000 miglia e fornirà servizi di comunicazione in esclusiva per l’America Latina. SpaceX ha confermato che il SES-10 è stato implementato con successo poco dopo il lancio.

SES aveva espresso a gran voce il desiderio di diventare la prima azienda a lanciare in orbita un razzo usato. E ovviamente l’incentivo finanziario destinato ai clienti ha un peso evidente. Il presidente di SpaceX Gwynne Shotwell ha raccontato che i clienti si affidano ad un Falcon 9 usato possono ottenere sconti fino al 30%. Poiché il costo del lancio di un Falcon 9 parte da $ 60 milioni, il lancio di un razzo utilizzato potrebbe partire da circa $ 40 milioni. Per i primi rilanci, però, secondo quanto riportato da Shotwell gli sconti saranno più nell’ordine del 10%. Né SpaceX né SES hanno reso noto quanto denaro sia stato risparmiato per questo volo.

“Abbiamo ricevuto uno sconto. Ovviamente c’era un certo interesse e c’era qualche incentivo nel farlo” ha raccontato Martin Halliwell, CTO di SES, in una conferenza stampa prima del lancio “Ma non si tratta di un questione economica in questo caso particolare. Si tratta di un nuovo concetto del volo in orbita”.

Se SpaceX vorrà massimizzare i benefici economici dei suoi razzi riutilizzabili, il metodo migliore sarà quello di lanciare questi veicoli il più frequentemente possibile. Ma prima che un razzo venga lanciato una nuova volta, dovrà essere ispezionato, gli verrà fatta la manutenzione e verrà e testato almeno un paio di volte per assicurare che sia pronto per il volo spaziale. Ci sono voluti quattro mesi a SpaceX per ottenere questo razzo, ma la società sta lavorando per ridurre i tempi di consegna. SpaceX punta a lanciare in orbita il Falcon 9 almeno sei volte quest’anno.

SpaceX fa la storia aerospaziale rilanciando lo stesso razzo due volte ultima modifica: 2017-04-04T08:37:42+00:00 da Web Digitalic

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