I ricercatori dell’Università di Washington hanno sviluppato la prima tecnologia per dispositivi con Bluetooth, ZigBee o Wi-Fi attivi, in grado di inter-comunicare senza alcun hardware aggiuntivo attraverso il sistema backscatter in grado di scambiare informazioni riflettendo segnali preesistenti.
Questa tecnologia, già denominata Interscatter Communication, lavora convertendo i segnali Bluetooth in segnali Wi-Fi. Basandosi unicamente sui riverberi, il sistema Interscatter non richiede alcuna apparecchiatura specifica e si affida ai dispositivi mobili per generare segnali Wi-Fi da trasmissioni Bluetooth, riducendo drasticamente i consumi energetici di 10.000 volte rispetto ai metodi convenzionali. La trasmissione avviene quindi attraverso un sistema di inter-dispersione dei segnali.
Permettere ai dispositivi di inter-comunicare è essenziale in funzione del successo dell’IoT. La sua espansione, sempre più rapida, rende fondamentali i miglioramenti delle trasmissioni a breve raggio come ZigBee e a lungo raggio come Low Power Wide Area Networks (LPWANs). Secondo la BI Intelligence, i network in grado di avvalersi dell’inter-operabilità saranno quelli di maggior successo. Si stimano entro il 2020 24 miliardi di dispositivi IoT installati globalmente e la maggior parte di questi apparterrà al mondo dei dispositivi di piccole dimensioni e a basso consumo.
Si stanno quindi sviluppando dei network capaci di connettere i dispositivi IoT low-power, detti LPWANs per rendere più accessibile la trasmissione dei dati sulla lunga distanza, utilizzando meno batteria e riducendo i costi rispetto a quelli delle telecomunicazioni tradizionali.
L’interesse nel LPWAN tra i fornitori IoT e utenti finali cresce esponenzialmente e viene visto come un’opportunità da cogliere. Un esempio per rendere al meglio che cosa comporterebbe la diffusione del LPWAN potrebbe essere rappresentato da una cittadina che, sviluppando dei sensori di parcheggio per un progetto a scala ridotta dei trasporti, porterebbe alla riduzione dei costi di trasmissione dati, avvalendosi del LPWAN invece che della rete telefonica. Al vantaggio economico verrebbe aggiunto un vantaggio energetico: le batterie in dotazione ai sensori richiederebbero una sostituzione decisamente meno frequente.
La BI Intelligence ha stilato un report dettagliato sul sistema LPWAN e sull’impatto che questo potrebbe avere sulla crescita dell’IoT, e lo ha fatto attraverso previsioni basate su costi di connessioni internet e ricavi ottenibili dalle sottoscrizioni relative al network. Nel report vengono inoltre illustrati in dettaglio gli standard LPWAN esistenti oggi, prospettando scenari futuri quando il lancio di LPWAN verrà messo sul mercato da diversi provider.
I LPWAN sono progettati specificamente per connettere a basso consumo dispositivi come i sensori su lunghe distanze. Ciò li rende particolarmente versatili nelle applicazioni smart di ambito agrario e municipale. I costi di connessione vengono ridotti, di pari passo ai costi di hardware e data subscription, perché non richiedono la stessa velocità di trasmissione dei cellulari.
Entro il 2021 si prevedono circa 700 milioni di dispositivi connessi via LPWAN, numeri importanti se si pensa ad una tecnologia appena nata. Nuove start-up e fornitori di rete stanno lanciando LPWAN che sfruttano uno spettro senza licenza per garantire una fruibilità della rete che connetta miliardi di dispositivi low-powered nel corso dei prossimi anni. Le compagnie telefoniche stanno reagendo a questo trend sviluppando degli standard propri di LPWAN che sfruttano le reti 4G esistenti, prospettando uno scenario in cui diventeranno i concorrenti diretti dei nuovi provider sopracitati.
Molti sono i benefici dell’LPWAN e a giovarne potrebbero essere enti governativi, organizzazioni di varia natura e ovviamente l’imprenditoria grazie alla riduzione dei costi di connessione, ai consumi energetici ridotti, all’ottimizzazione delle risorse dell’IoTe allo sviluppo della rete 5G.
interscatter

Interscatter Communication: una nuova tecnologia che connette Bluetooth con Wi-Fi ultima modifica: 2016-08-26T09:32:50+00:00 da Francesco Marino
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