Mark Bergen e Mark Gurman di Bloomberg hanno presentato uno scoop degno di nota sul progetto segreto di OS Fuchsia di Google, di cui si è sentito parlare negli ultimi due anni. Secondo quanto riferito, l’azienda sta lavorando per arricchire la piattaforma per poter funzionare su una vasta gamma di dispositivi e forse addirittura sostituire Android con sull’hardware con marchio Google.

Sul progetto, sembrerebbe stiano adesso lavorando più di 100 ingegneri, incluso Matias Duarte, la mente che sta dietro al Material Design di Google per l’interfaccia Android.

Fuchsia il nuovo sistema operativo

A differenza di Android, che attualmente alimenta solo telefoni e tablet, Fuchsia OS è progettato per funzionare su una vasta gamma di dispositivi, come anche sugli altoparlanti intelligenti e i dispositivi domestici collegati. Più avanti potrebbe funzionare anche sui laptop.

Oltre all’espansione della compatibilità, il team si sta anche concentrando sul migliorare sul sistema operativo Fuchsia il supporto delle interazioni vocali, per renderlo migliore di quanto sia attualmente Android.

Inoltre, la piattaforma non usa il kernel Linux, come invece fa Android. Sviluppare questa piattaforma da zero potrebbe aiutare Google a evitare qualsiasi tipo di dipendenza da Oracle, che detiene i diritti su alcune delle tecnologie basate su Java che sono state utilizzate per costruire Android.

Fuchsia sostituirà Android, ma non subito

Non si sa ancora quando potremo vedere il sistema operativo Fuchsia in funzione su dispositivi acquistabili. L’azienda ha dichiarato a Bloomberg che il suo progetto è un “esperimento open source” e “un investimento in innovazione”.

Allo stesso tempo, l’amministratore delegato Sundar Pichai e Hiroshi Lockheimer, che è responsabile degli sviluppi di Android e Chrome presso l’azienda, devono ancora stabilire una road map per il nuovo sistema operativo; una delle fonti di Bloomberg ha anche definito l’iniziativa un “progetto di conservazione degli ingegneri senior”, il che implica che potrebbe non vedere la luce troppo a breve.

C’è anche l’ovvia domanda su come Google potrebbe gestire la relazione con i partner hardware che attualmente realizzano prodotti basati su Android.

Se riuscisse in questo intento, Google potrebbe essere in una posizione migliore per rivaleggiare con Apple in termini di prestazioni più costanti e aggiornamenti di sicurezza sulla sua piattaforma.

Oltre alla sfida ingegneristica nella realizzazione di un sistema operativo migliore, Google dovrà anche lavorare sodo per far sì che varie parti interessate, inclusi produttori di hardware e sviluppatori software di terze parti, decidano di adottare la nuova piattaforma.

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