Uber non fa che avanzare nella sua conquista delle città. La società, con sede a San Francisco, ha condiviso una serie di dati sul monitoraggio del traffico in grado di aiutare a migliorare i flussi di trasporto e ottimizzare i tempi di percorrenza. I dati, disponibili sul sito web Uber Movement, mostrano quanto tempo si impiegherà a percorrere una determinata distanza – sulla base di informazioni in tempo reale – ottenute grazie ai log offerti da milioni di autisti Uber giorno per giorno.

Il sito nel quale verranno rilasciati i dati si chiamerà Uber Movement e si muove di pari passo con le azioni con una lotta per i dati che vede Uber impegnata a New York, in un caso di violazione della privacy dei passeggeri da parte di controlli degli ufficiali locali, sulle ore di guida dei conducenti Uber.
Oltre alla questione New York, Uber sta affrontano tempi duri su scala globale con questioni che vanno dalle auto a guida autonoma, alle condizioni i lavoro dei conducenti freelance. La condivisione dei dati potrebbe portare a dei vantaggi nelle città, sempre che ci si attenga a degli standard comuni e che si trovi un punto di accordo con le richieste di informazioni da parte delle città.

Linda Bailey, direttore esecutivo della National Association of City Transportation Officials, che sta lavorando agli standard dei dati condivisi ha commentato: “uno dei problemi più immediati è che il servizio offerto da Uber usufruisca del diritto i passaggio pubblico, dell’uso di strutture pubbliche, ma non offre alcun ritorno. C’è ancora molta strada da fare per le città affinché possano ottenere sempre più informazioni di base”.

Chi si occupa di pianificazione urbana vede nei nuovi dati una risorsa, tra cui la possibilità di analizzare degli schemi di percorrenza nei momenti di punta del traffico e di pianificarli di conseguenza. Uber Movement mostra i dati relativi a quattro città: l’area metropolitana di Washington, Boston, Manila e Sydney, sebbene ne verranno aggiunte a decine a breve tra le 450 in cui opera Uber su scala mondiale.

Andrew Salzberg, a capo della policy dei trasporti di Uber ha dichiarato “Nel momento in cui un veicolo si muove in una città, raccogliamo un flusso di dati, alcuni di questi vengono trattati come rifiuti digitali, ma molti altri diventano di immenso valore”.
I segnali GPS che si ottengono dal sistema di autobus delle città, per esempio, sono stati cruciali nel miglioramento di pianificazione per quei servizi affetti da sovraffollamento e ritardi, per anni. E la collaborazione tra Uber e i funzionari locali ha consentito un netto miglioramento di alcuni servizi.
Anche l’app che si occupa di monitoraggio del traffico, Waze, ha iniziato a condividere qualche anno fa i dati con le municipalità di Sydney, Los Angeles e altre città.

Uber Movement riflette anche un cambiamento di strategia della società. Storicamente, l’azienda è stata più interessata a utilizzare i suoi dati più per il marketing che per il bene pubblico. Diversi anni fa, a una festa collegata ad un lancio, l’azienda ha fatto propaganda a “God View”, una mappa in tempo reale in cui l’azienda monitorava il flusso di corse Uber in base a come la gente si muoveva in tutta New York. Questa funzionalità è stata chiusa nel momento in cui ci sono state lamentele che puntavano il dito contro una violazione della privacy delle persone. Ma la società è andata anche oltre, monitorando le scappatelle delle persone, rilasciando i dati in riferimento a quelle da una sola notte, ma il “Rides of Glory” (contenitore di quete informazioni) è stato rimosso dal sito.
La mossa di Uber sottolinea una nuova dinamica di potenziale emergente tra le aziende di tecnologia, ricercatori e governi. Le aziende tecnologiche, da Uber a Facebook, possiedono sempre più negozi che trattano i dati sul comportamento degli utenti, ma anche i funzionari e gli accademici vorrebbero accedervi, perché ritengono che questi dati contengano informazioni preziose che potrebbero dare beneficio al pubblico.

La sfida che suscita l’interesse pubblico è rappresentata dal fatto che molte aziende tech condivideranno i dati solo alle loro condizioni, ha detto Allan Fromberg, vice commissario per gli affari pubblici per il New York City Taxi e Commissione Limousine.
Le aziende come Uber vedono i propri dati come beni preziosi, in concorrenza con i competitor come Lyft, e alcune delle informazioni in essi contenuti potrebbero risultare fondamentali per capire come migliorare sul mercato. Ma le città hanno pretese su alcuni dei dati che sono di pubblico interesse.

I dati diventeranno imprescindibili per la gestione del traffico del 21esimo secolo. Secondo alcuni, come Gabe Klein, del District Department of Transportation di Washington, sembra che Uber stia lanciando soltanto un’esca con questa release, nulla di sufficiente e adeguato ai bisogni di informazioni reali. Uber, così come altre società potrebbero diventare più trasparenti, ma di pari passo le municipalità dovrebbero esprimere le proprie richieste in modo più diretto. Klein ha dichiarato “Credo che le città debbano essere chiare su quello di cui hanno bisogno, se non ci si pone in modo chiaro su quello che si vuole è più semplice non arrivare a nulla”.
Alcune città accettano che Uber custodisca i loro dati, sebbene ne verranno condivisi soltanto alcuni scelti arbitrariamente dalla società.

Uber Movement, il sito con i dati del traffico il tempo reale ultima modifica: 2017-01-10T11:23:21+00:00 da Web Digitalic

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