Social Network

Facebook bloccato per un mese in Papua Nuova Guinea

Il governo della Papua Nuova Guinea vuole attuare un ban di Facebook della durata di un mese, per analizzare la rete del social network alla ricerca di profili falsi e per sconfiggere i cybercrimini.

Sembra non esserci tregua per Mark Zuckerberg e il suo social network, che dopo Cambridge Analytica, la denuncia per non conformità al nuovo GDPR e le nuove accuse di spionaggio delle telefonate dei suoi utenti, deve affrontare un blocco totale in Papua Nuova Guinea per un mese.

Le motivazioni dell’oscuramento

Non è la prima volta che Facebook viene bloccato e il suo utilizzo viene impedito, ma è di certo la prima volta che si tratta di un ban temporaneo dovuto a verifiche necessarie e con una durata ben precisa.
Infatti, fino ad oggi Facebook non può essere utilizzato a causa della censura in Cina, Iran e Corea del Nord, ma con un blocco definitivo che ne impedisce l’accesso.

Il ministro delle Telecomunicazioni di Papua Nuova Guinea vuole provare questo esperimento temporaneo poiché preoccupato per l’utilizzo scorretto del social network, per la questione fake news e per chi inserisce materiale pornografico.
Premesso che lo stesso ministro, Sam Basil, è uno dei fautori di una legge del 2016 denominata “Cyber Crime Act”, risulta ovvio che dopo il datagate voglia arginare i pericoli derivanti dal social network.

Nello specifico, sembra che durante il mese in cui Facebook sarà inutilizzabile, gli analisti del governo andranno a setacciare il social network alla ricerca di autori che producono fake news e dei profili che introducono materiale pornografico sulla piattaforma, identificandoli prima, poi punendoli e rimuovendo il materiale e i profili falsi.

In questo modo, si dice fiducioso per l’utilizzo di Facebook da parte di persone reali, che avranno un approccio più consapevole con il social network.

La possibilità di un social network locale

Sebbene secondo alcuni analisti su 8 milioni di abitanti in Papua Nuova Guinea solo il 10-12% della popolazione ha accesso ad internet, l’esperimento di Basil si rivela essere molto interessante per fare pulizia all’interno dell’ecosistema di Facebook, ma anche per evitare manipolazioni da parte degli autori di fake news.
Risulta, però, insufficiente il tempo limitato concesso per le analisi richieste, che potrebbero aver bisogno di un lasso temporale molto più lungo.

A tal proposito, Basil ha già annunciato che, qualora necessario, il blocco di Facebook potrebbe essere protratto, anche nel caso in cui venga accertato che il suo utilizzo risulta dannoso sulla popolazione, sugli impiegati e sui bambini in particolare.
Inoltre, Basil apre alla possibilità di un nuovo social network: se le verifiche su Facebook non dovessero raggiungere risultati soddisfacenti, potrebbe essere considerata la creazione di un social network locale, anche se ancora non è chiaro come il governo potrà gestire gli aspetti negativi che ha tanto contestato in Facebook.

 


Facebook bloccato per un mese in Papua Nuova Guinea - Ultima modifica: 2018-05-30T14:40:08+00:00 da Maria Grazia Tecchia

Giornalista, blogger e content editor. Ha realizzato il sogno di coniugare le sue due più grandi passioni: la scrittura e la tecnologia. Esperta di comunicazione online, da anni realizza articoli per il web occupandosi della tecnologia a più livelli.

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