Il furto d’identità è una truffa particolarmente frequente sul web e Amazon ha voluto mettere in guardia i propri utenti in merito. Basta pensare, che secondo i dati forniti dall’azienda, oltre il 50% delle truffe che si basano sul furto d’identità Amazon arrivano da false conferme d’ordine. I truffatori sono sempre più furbi e raffinati e quindi occorre stare molto attenti per non cadere nelle loro trappole. Anche perché Amazon è tra i siti di e-commerce più famosi al mondo ed è per questo che è assai facile mietere vittime, dato che milioni di persone acquistano sulla sua piattaforma.
Il modo più semplice per mettere in atto questa odiosa truffa è quello di inviare link fasulli agli utenti, spacciandosi per Amazon e invitandoli a controllare i propri ordini. Cliccando e inserendo i propri dati, i truffatori si appropriano così dei dati personali oppure finanziari degli utenti. Una pratica, questa, che Amazon cerca da sempre di combattere in tutti i modi. Il tentativo di prevenire le truffe passa però attraverso l’informazione ai propri utenti, cercando di metterli in guardia dai pericoli e istruendoli a dovere su cosa essere attenti onde evitare di finire in brutte situazioni.
Per cercare di evitare truffe che derivano dal furto d’identità Amazon, l’azienda consiglia agli utenti di seguire questi utili consigli:
immagine: pexels
Business Meets Innovation è l’evento della Camera di Commercio Italo-Germanica che mette in contatto corporate…
Smart home e dispositivi intelligenti sono sempre più nel mirino degli hacker. Scopri perché sono…
Khaby Lame vende per $ 975: un'operazione da quasi un miliardo di dollari ridefinisce il…
TD SYNNEX lancia SAS Partner Solution Environment: una piattaforma di enablement per i partner che…
La vera innovazione dell’intelligenza artificiale non è negli algoritmi, ma nelle persone. Nell’vento AI for…
IBM presenta Sovereign Core, un approccio “by design” che integra controllo, verificabilità e governance europea…
Via Italia 50, 20900 Monza (MB) - C.F. e Partita IVA: 03339380135
Reg. Trib. Milano n. 409 del 21/7/2011 - ROC n. 21424 del 3/8/2011