Sono due gli elementi che stanno cambiando profondamente il modo di lavorare delle persone: i dati e la collaborazione digitale.
Nessun lavoro, progetto o esperimento inizia senza una ricerca di dati, interni all’azienda o esterni, e nessuna attività viene ormai portata a termine senza l’intervento di altre persone che collaborano alla definizione finale di quello che stiamo producendo; e questa interazione avviene quasi sempre attraverso piattaforme digitali.
Proprio questi due elementi sono quelli che hanno cambiato il modo di lavorare delle persone e delle aziende.
Si sviluppa così un’intelligenza collaborativa fatta di informazioni, interazioni digitali, un reticolo di dati e persone che si intrecciano nella giornata lavorativa e che modificano i processi creativi, ma anche produttivi.
La conoscenza è distribuita e bisogna avere la capacità, e non solo gli strumenti, per collegarsi a questa nuova realtà diffusa.
Digitalic n. 78 – Intelligenza Collaborativa: la copertina
Il mondo del lavoro è sempre più simile a una maglia di persone e dati interconnessi, in cui l’abilità più utile non è possedere le informazioni, ma è la capacità di avervi accesso.
Anche le aziende devono entrare in questa forma di intelligenza distribuita e strutturarsi al proprio interno come una rete di persone e informazioni. Lo storage non deve essere un’accumulazione di dati, ma una messa a disposizione di tutti gli individui che collaborano nell’impresa, della conoscenza aziendale. Allo stesso tempo occorre che siano disponibili anche gli strumenti di comunicazione necessari per accedere a questa conoscenza e su tale base creare progetti.
Il cervello aziendale si espande, come nella nostra copertina, per raggiungere nuovi mondi e aprirsi; nasce una sorta di sharing economy della conoscenza, in cui il bene condiviso è il sapere, il modo per condividerlo è la collaboration.
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Digitalic n. 78 – Intelligenza Collaborativa / dettaglio
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