Facebook Messenger si condivide su iOS e Android

Facebook Messenger permette ormai da tempo la condivisione dello schermo, una funzionalità spesso fondamentale per gli incontri di lavoro, ma molto utilizzata anche nelle chiacchierate tra amici e parenti. Finora, però, con Facebook Messenger la condivisione dello schermo era limitata alla versione web e all’app ufficiale per desktop.

Facebook è riuscito ora ad estendere la condivisione dello schermo anche all’universo mobile. Quando si effettua una videochiamata con Facebook Messenger per iOS e Android è ora possibile condividere col proprio interlocutore lo schermo del proprio smartphone o tablet e aumentare così l’interazione: tutto quello che facciamo sul nostro dispositivo sarà visualizzato dai nostri interlocutori, dallo scorrere il rullino fotografico alla navigazione via browser, ma anche l’apertura e la gestione di tutte le altre applicazioni installate.

La novità consiste nella possibilità di condividere i contenuti presenti sul display in tempo reale durante le videochiamate Messenger e in Messenger Rooms. La condivisione del display prevede un funzionamento molto simile a quello visto per la stessa funzionalità offerta da altre piattaforme di videochiamate. La nuova opzione sarà disponibile nelle videochiamate fino a 8 partecipanti in Messenger e in quelle fino a 16 partecipanti in Room.

La condivisione del display si riferisce chiaramente a qualsiasi tipo di contenuto ed è in fase di rilascio per l’app Android e iOS di Messenger e per la versione desktop e web di Messenger Rooms. Per quest’ultimo caso, il limite di partecipanti con cui condividere lo schermo è 16, ma Facebook prevede di estenderlo in futuro. La novità dovrebbe essere già disponibile a livello globale per tutte le piattaforme.


Facebook Messenger si condivide su iOS e Android - Ultima modifica: 2020-07-17T11:16:01+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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