Beatrice Rossi è stata nominata Marketing Director di Exclusive Networks Italia, nel comunicato che lo annuncia c’è una frase che ha un peso diverso rispetto alle le: “Entriamo in una fase in cui velocità e complessità sono la norma, ma proprio per questo credo che il vero elemento distintivo sia ciò che sa durare nel tempo”. Obiettivo dichiarato: “generare non solo visibilità, ma conversione e credibilità reale sul mercato”.
Chi la segue sa da dove arriva quel concetto. Mesi prima della nomina, Beatrice Rossi aveva rilanciato una riflessione sull’Effetto Sinner, il concetto elaborato dagli studiosi di marketing Cesare Amatulli e Matteo De Angelis in un saggio pubblicato da Luiss University Press: l’idea che in un mercato saturo di rumore la fiducia non la costruisce chi grida più forte, ma chi resta coerente più a lungo, quindi niente frasi a effetto, nessuna gestualità costruita; ma calma, competenza e continuità, l’umiltà diventa vantaggio competitivo, la reputazione un capitale che si accumula nel tempo grazie a gesti ripetuti mille volte con coerenza.
La dichiarazione di nomina è la trasposizione quasi letterale di quel manifesto, dal tennis al canale IT, è una strategia con una bibliografia dichiarata. Per questo la nomina di Beatrice Rossi si racconta meglio così: non un passaggio da un distributore all’altro, ma l’arrivo del metodo Sinner nella distribuzione IT italiana.
Beatrice Rossi Marketing Director Exclusive Networks Italia
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Exclusive Networks, è il distributore a valore specialista nella cybersecurity presente in oltre 45 paesi, ha affidato a Beatrice Rossi la strategia marketing per l’Italia, con il compito di rafforzare il posizionamento del brand, accelerare la domanda e sostenere in modo più diretto la crescita dei partner, i rivenditori. Nel nuovo incarico riporterà a Giovanni Longo, Country Manager di Exclusive Networks Italia. Arriva da una lunga esperienza nella distribuzione IT maturata in TD Synnex alla guida di ecosistemi complessi di vendor, partner e linee di business. Ha curriculum solido, un percorso lineare, ma il punto interessante, però, è come intende giocare la partita.
Il metodo Sinner, trasferito al marketing di canale, si traduce in una scelta controcorrente: ridurre il volume delle iniziative per aumentarne il peso, mantenere allineati messaggi, competenze e posizionamento, costruire credibilità prima ancora che visibilità. In un settore dove ogni settimana assistiamo a svariati annunci, diversi evento, montagne di campagne, la scommessa di Beatrice Rossi è che il vantaggio competitivo stia nella costanza, non nei “decibel”.
È la stessa logica con cui il tennista altoatesino ha costruito il proprio capitale di fiducia: nessun colpo a sensazione fine a sé stesso, ma la ripetizione disciplinata del gesto giusto. Nel marketing la disciplina si chiama coerenza tra ciò che l’azienda dice, ciò che sa fare e ciò che il mercato sperimenta davvero; quando queste tre cose coincidono, la comunicazione non è solo più una promessa ma diventa reputazione.
C’è un secondo tratto del metodo, meno visibile ma altrettanto sinneriano: nessun campione vince da solo, dietro c’è un team che prepara ogni dettaglio. Nelle comunicazioni pubbliche di Beatrcie Rossi ritornano di continuo parole come “insieme”, “persone”, “squadra”, “ascolto”; l’area semantica più utilizzata è quella del “noi”. Al kick off annuale di Exclusive Networks Italia aveva descritto il marketing non come un reparto ma come “un atteggiamento comune”, aggiungendo che “il brand vive nelle presentazioni, nelle call, nelle relazioni, nei piccoli gesti quotidiani”.
Il comunicato di nomina porta questa visione al livello organizzativo: “Il marketing oggi non può più essere un’isola. Deve essere un motore integrato con vendite e marketing di prodotto. Voglio lavorare fianco a fianco con i team, sedendomi allo stesso tavolo”. In un settore come la distribuzione a valore, dove il marketing rischia spesso di ridursi a esecuzione di fondi vendor, è una dichiarazione di ambizione: il marketing come funzione di business che entra nelle decisioni, non come service che le confeziona a valle.
Sinner non è solo stile, è classifica; la coerenza silenziosa vale perché produce risultati misurabili, anche qui il parallelo regge: nella comunicazione di Beatrice Rossi il riferimento alle persone convive quasi sempre con parole molto concrete: misurazione, conversione, performance, ROI. La sua formula si può riassumere così: il marketing deve emozionare, ma deve anche dimostrare. È una distinzione decisiva nella distribuzione IT, dove vendor e partner non chiedono semplicemente visibilità: cercano occasioni commerciali, competenze, strumenti utili per sviluppare domanda. Per questo Beatrice Rossi non contrappone credibilità e “conversione”, ma le mette nella stessa frase; la reputazione costruita nel tempo non è l’alternativa al business, è una delle condizioni che gli permettono di crescere.
Il campo su cui il metodo verrà messo alla prova è tra i più difficili: la cybersecurity funziona meglio proprio quando nessuno si accorge della sua presenza: un attacco bloccato, una vulnerabilità corretta, un alert gestito in tempo non hanno la visibilità di un nuovo Server. Bisogna raccontare un pericolo senza allarmismo e una soluzione tecnica senza ridurla a semplice slogan. Il perimetro in cui si muoverà il marketing di Exclusive Networks Italia è già visibile: intelligenza artificiale applicata alle Security Operations, vulnerability assessment, SASE, sicurezza OT, cloud, formazione tecnica. Exclusive Networks opera in un mercato nel quale convivono numerosi vendor, tecnologie, competenze e modelli di servizio. La sfida del marketing non consiste quindi nell’aggiungere un’altra voce a questo insieme, ma nel renderlo leggibile. Occorre dare unità al portafoglio senza cancellare le specificità dei singoli brand; bisogna sostenere le vendite senza trasformare ogni comunicazione in una promozione. Serve parlare di innovazione mantenendo una credibilità tecnica e, contemporaneamente, costruire una proposta abbastanza semplice da diventare un’opportunità per il partner, è qui che la grammatica del “noi” farà la differenza.
C’è poi la persona, e qui torna utile un documento: una vecchia intervista video, formato leggero, gioco delle confessioni incluso. Ne esce il ritratto di una manager che ama i film di spionaggio, i thriller, il rock classico, le città d’arte. La partita, ora, si gioca sul lungo periodo, che è poi l’unico orizzonte in cui il metodo ha senso.
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