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CeBIT 2015: l’edizione della disruptive economy

Si chiama d!conomy il filo conduttore che trainerà, il prossimo marzo, tutto l’universo del CeBIT (16-20 marzo, Hannover).
Il pay off scelto rappresenta la digital economy e il punto esclamativo, una vota rovesciato, va a significare la volontà di poter mettere sottosopra alcune aziende, in un’ottica di disruptive economy, per ridisegnare l’universo del business.
Premesse interessanti, dunque, quelle che Deutsche Messe getta per l’evento che si ponte come il momento più importante per le aziende e gli operatori tecnologici. Scelto, come consuetudine, anche il paese partner che, questa volta, è la Cina. Non stupisce più di tanto questa presa di posizione, tenuto conto che aziende cinesi, come Huawei, stanno avendo un boom commerciale e una crescita degne di nota. Oltre 600, infatti, sono le aziende che il Paese partner dovrebbe far arrivare dai suoi territori.
La Cina è, per la prima volta, paese partner del CebBIT 2015, la più importante fiera specializzata dell’IT a livello mondiale”, ha dichiarato Gong Xiaofeng del CCPITECC (Istituto professionale per la promozione del commercio internazionale, specializzato nell’industria dell’elettronica e dell’informazione), che ha proseguito: “Questa partecipazione non solo crea buone premesse per una vantaggiosa collaborazione dei due Paesi, ma svolgerà anche un importante ruolo nella promozione dell’industria cinese dell’ICT”. Digital business solutions, Input e output solutions, Erp, Crm BI e eCommerce, International business area, Business security, Researche&Innovation, Datacenter Dynamics e Communitcation&networks saranno i temi che animeranno i diversi padiglioni del “paese fiera” nelle cinque giornate. Il tutto completato dal consueto numero di conferenze tecniche alle quali si potrà partecipare solo su prenotazione e a pagamento (intorno ai 1000 euro il costo per partecipare agli incontri).
Nomi importanti interverranno, come consuetudine, durante gli incontri e, tra questi, hanno già confermato la loro presenza Jamie Shea (Vice Segretario Generale della NATO), il CEO Huawei e Raimund Genes CTO di Trend Micro.
Spazio sarà dedicato anche al mondo delle start up che nella nuova area, SCALE 11 (padiglione 11), verranno accolte e messe sotto la lente d’ingrandimento dai visitatori.
Quest’area sarà completata e arricchita dal Developer World, dove si presenteranno i programmatori e dove si discuteranno i tempi più attuali del settore. Recenti studi, infatti, confermano che le start up riescono ad avere successo, sul mercato, quando sanno abbinare un’idea di business innovativa all’elevata capacità di programmazione. Accanto a questo nuovo spazio, ci sarà il concorso CODE_n, la piattaforma internazionale dei pionieri digitali, degli innovatori e delle start up, che saranno destinati ad aprire la via del futuro. Lo scopo di questa iniziativa, ancora una volta, sarà quella di promuovere i talenti migliori e le loro idee del business, favorire il dialogo di questi con aziende affermate e sollecitare le innovazioni. “Into the Internet of Things”, dunque, lo slogan che animerà l’entusiasmante sfida.

“L’industria dell’IT, e noi come organizzatori, abbiamo scelto per il CeBIT 2015, il tema conduttore della d!conomy” (Oliver Frese, CDA Deutsche Messe)

di Daniela Schicchi


CeBIT 2015: l’edizione della disruptive economy - Ultima modifica: 2014-10-31T10:31:18+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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