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Il futuro dell’intelligenza artificiale secondo OpenAI

Dall’Ai all’Agi: l’intelligenza artificiale sta per diventare Artificial general intelligence secondo Sam Altman, Ceo della startup OpenAi. L’azienda con sede a San Francisco ha rilasciato di recente due prodotti con Ai che stanno rivoluzionando il mercato: si tratta di ChatGpt, chatbot in grado di produrre testi e di conversare con gli utenti, e Dall-e, programma di deep learning capace di generare immagini da prompt di testo. Ma la rivoluzione dell’intelligenza artificiale è solo agli inizi secondo Altman: il mondo deve prepararsi all’Agi, detta anche strong Ai, e non è detto che ci saranno solo benefici.

Sam Altman, Ceo della startup OpenAi

 

Differenze fra Agi e Ai

Agi è l’intelligenza artificiale generale, mentre Ai è l’intelligenza artificiale. Agi è una macchina che ha la capacità di comprendere o apprendere qualsiasi compito intellettuale che un essere umano può fare, invece l’Ai è un programma che svolge compiti specifici. Secondo un post sul blog di OpenAi scritto dallo stesso Ceo, se l’Agi viene creata con successo potrebbe aiutare a elevare l’umanità aumentando l’abbondanza di beni, mettendo il turbo all’economia globale e aiutando nella scoperta di nuove conoscenze scientifiche in grado di cambiare i limiti delle possibilità. Tuttavia, è proprio Altman a sottolineare che ci potrebbero essere anche dei rischi con la cosiddetta super intelligenza artificiale: “L’Agi comporterebbe anche un serio rischio di uso improprio, incidenti drastici e disagi sociali. Poiché il vantaggio è così grande, non crediamo sia possibile o auspicabile che la società ne interrompa lo sviluppo per sempre; invece, la società e gli sviluppatori devono capire come farlo nel modo corretto”.

 

Come preparasi alla super intelligenza artificiale

Secondo Altman, in primo luogo, man mano che si creano sistemi sempre più potenti, è necessario implementarli e acquisire esperienza con il loro funzionamento nel mondo reale. “Riteniamo che questo sia il modo migliore per gestire attentamente l’esistenza di Agi: una transizione graduale è meglio di una transizione improvvisa. Ci aspettiamo che una potente intelligenza artificiale renda il tasso di progresso nel mondo molto più veloce e pensiamo che sia meglio adattarsi a ciò in modo incrementale”. In secondo luogo, è preferibile lavorare per creare modelli sempre più allineati e orientabili. Dal programma Gpt-3, OpenAi è passata a ChatGpt e anche le scoperte future verranno rilasciate in maniera progressiva, per far sì che gli sviluppatori abbiano tempo per analizzare possibili svantaggi prima di rendere le nuove tecnologie disponibili al pubblico.

L’intervista di Altman

Intervistato dalla tv statunitense Abc, Altman si è soffermato ancora sulle potenzialità della strong Ai. Nel corso dell’intervento, Altman ha sottolineato che OpenAI ha bisogno che sia le autorità di regolamentazione sia la società siano coinvolte il più possibile con i progressi di prodotti come ChatGpt, insistendo sul fatto che il feedback aiuterà a scoraggiare le potenziali conseguenze negative che la tecnologia potrebbe avere sull’umanità. Ha aggiunto di essere in contatto frequente con funzionari governativi. “La cosa che cerco di mettere maggiormente in guardia le persone è quello che chiamiamo il ‘problema delle allucinazioni’ – ha detto Altman -. Il modello affermerà con sicurezza alcune affermazione anche se sono fatti interamente inventati”. I rischi di disinformazione e cybersecurity sono solo alcuni degli esempi negativi che la diffusione di Ai potrebbe portare, e che sarebbero esasperati dall’arrivo dell’Agi. Per questo la super intelligenza artificiale è un argomento che preoccupa gli stessi inventori e che ha bisogno di regolamentazione a breve.


Il futuro dell’intelligenza artificiale secondo OpenAI - Ultima modifica: 2023-03-23T13:47:30+00:00 da Andrea Indiano

Giornalista con la passione per il cinema e le innovazioni, attento alle tematiche ambientali, ha vissuto per anni a Los Angeles da dove ha collaborato con diverse testate italiane. Ha studiato a Venezia e in Giappone, autore dei libri "Hollywood Noir" e "Settology".

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