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Google AMP: la ricerca su mobile in un secondo

Google cambia il modo in cui verranno visualizzate  le notizie quando si effettua una ricerca con lo smartphone o con il tablet: apparirà uno slider delle anteprime con foto e titolo riguardanti gli ultimi articoli pubblicati. E il tutto in nome della velocità perché il nuovo sistema promette di essere istantaneo. Questo grazie alla nuova piattaforma open source che si chiama Accelerate Mobile Pages (AMP) e alla quale partecipano gruppi partner importanti come Twitter, LinkedIn e Pinterest. Rimane fuori Facebook che fa girare il sui Instant Articles sulla propria piattaforma.
In cosa consiste la grande novità?
L’esperienza della ricerca su Google tramite dispositivi mobili si fonderà su queste nuove pagine dei siti, dedicate appositamente al mobile, per offrire contenuti di qualità e in maniera rapida. È stimato che una pagina web impieghi di media circa 8 secondi a caricare, mentre con AMP questi tempi saranno abbattuti fino ad essere ridotti a circa 1 secondo. Tecnicamente la pagina appare in gran parte come sarebbe sul web mobile, ma è stata memorizzata nella cache da Google e il suo codice ridotto, il che significa tempi di caricamento praticamente istantanei.

Che cosa cambia per l’utente finale?
Visivamente cambia la sezione in cima ai risultati dove apparirà una rassegna delle notizie più rilevanti che caricheranno le pagine AMP. Questo cambia il modo in cui le informazioni sono fruibili perché grazie ad una sola ricerca avremo notizie in tempi più brevi (in termine di caricamento), in numero maggiore e con una grafica mobile friendly che permetterà di concentrarsi più sui contenuti che su come ricercarli.
Google ha anche provveduto a sviluppare la tecnologia in modo che i contenuti editoriale vengano caricati sempre prima degli annunci, i quali non si ridimensioneranno automaticamente in modo che il lettore possa avere una lettura (ri)pulita, in teoria, dall’invasione pubblicitaria.
AMP potrebbe essere una vera e valida alternativa anche agli ad blockers che sono una vera e propria minaccia al modello di business di ogni sito di tipo giornalistico. Tanto AMP quanto i Facebook Instant Articles dovrebbero fornire un servizio simile ai plugin che bloccano le pubblicità così da rendere l’accesso ai contenuti più facile e pulito, ma soprattutto riduce il peso delle pagine web e la velocità di carimento dei risultati di ricerca.
Il servizio dovrebbe andare online agli inizi dell’anno prossimo, ma si può sperimentare al g.co/ampdemo sui browser per dispositivi mobili. Provate a ricercare “La Stampa”, partner italiano dell’iniziativa, e sperimentate come sarà la ricerca del futuro.


Google AMP: la ricerca su mobile in un secondo - Ultima modifica: 2015-10-14T09:03:44+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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