Indice di resilienza: i Paesi migliori e peggiori per le imprese, Italia al 31° posto

L’Indice di resilienza indica i Paesi migliori e peggiori per le imprese, quelli in grado di adattarsi ai cambiamenti e garantire una ambiente favorevole per le imprese. I cambiamenti climatici e le loro conseguenze mettono a rischio intere regioni in tutto il mondo, e potrebbero dare origine a fenomeni di migrazione forzata di massa. La presidenza Trump negli Stati Uniti e la Brexit nel Regno Unito rischiano di segare le gambe di due delle economie più potenti e stabili al mondo. Le preoccupazioni legate alla sicurezza informatica aggiungono uno strato di difficoltà ulteriore alla condivisione delle informazioni.

Oltre a rappresentare una minaccia, queste sfide stanno creando una situazione difficile per il business globale. Se un’azienda dipende da una vasta supply chain, o sta cercando di espandersi in altri paesi, è importante che sappia quali problemi potrebbe incontrare nei luoghi in cui si insedia.

La classifica della resilienza di FM Global

FM Global, una compagnia assicurativa focalizzata sulla gestione del rischio immobiliare, ha costruito un indice di resilienza annuale in risposta a tali preoccupazioni. Giunto alla sua sesta edizione, l’Indice di resilienza raggruppa 130 paesi in base a una varietà di fattori che riguardano il rischio aziendale, tra cui la forza e la produttività complessive, l’esposizione al rischio naturale, i problemi legati alla sicurezza informatica, la corruzione nel governo e la trasparenza della catena produttiva.

L’Italia e l’indice di resilienza

L’italia si piazza al 31° posto in questo Resilience Index con 72,2 punti davanti a noi si piazza la Slovacchia, il Portogallo, il Qatar, il Giappone, l’Islanda, la Polonia, Spagna, Singapore, USA, Belgio, Repubblica Ceca e via discorrendo.

 

 

La valutazione include la forza della corporate governance

Quest’anno, per la prima volta, il cosiddetto Resilience Index include una voce che valuta la forza della corporate governance nei paesi.

“Questa nuova voce – afferma Kevin Ingram, CFO di FM Global – misura aspetti come gli standard contabili e di controllo, la regolamentazione dei conflitti di interesse e le buone policy di governance relative agli azionisti che determinano quanto sia facile accedere a dati e informazioni su un’azienda.”

Le nazioni con risultati migliori in merito a corporate governance risultano: Singapore, Nuova Zelanda e Canada, che incoraggiano le aziende a riportare integralmente i dati e le informazioni per mantenere gli azionisti e i governi informati e in linea con le migliori pratiche commerciali.

L’aggiunta di questa voce, afferma Ingram, sottolinea l’importanza delle buone politiche in materia di dati, etica e trasparenza per la resilienza complessiva delle imprese in un paese. Ma non tutto, di certo, si risolve in questo: affinché un paese possa presentare un ambiente veramente stabile per un’azienda, deve anche essere un ambiente resiliente sotto altri profili: dev’essere sia poco esposto ai disastri naturali (o in grado di gestirli) sia politicamente valido.

I paesi con il più alto indice di resilienza

Nel 2019 (senza troppe sorprese rispetto all’anno scorso) i primi tre paesi classificati in base a queste misurazioni sono risultati, in ordine: Norvegia, Danimarca e Svizzera. Tutti e tre i paesi hanno un’esposizione relativamente modesta ai disastri naturali, bassa corruzione nel governo, buone politiche in materia di trasparenza aziendale e forza lavoro produttiva e forte. Ciò non sorprende, dato che questi paesi sono regolarmente in cima anche ad altre classifiche globali, comprese quelle che misurano la felicità e il progresso sugli obiettivi per lo sviluppo sostenibile.

Questo non significa che i paesi non possano risalire in classifica: il Ruanda è salito di 35 punti, fino al numero 77, rispetto all’anno scorso, in gran parte per via dei progressi nella corporate governance, del supporto locale per le nuove imprese e start-up e dello sviluppo urbano. Anche la Thailandia è migliorata grazie a politiche molto più rigorose sulla trasparenza della supply chain, ma è rimasta al centro della classifica generale, al n. 73, a causa della sua esposizione al rischio di catastrofi naturali.

Indice di resilienza: un’indicazione per alcuni paesi

Mentre paesi come la Thailandia potrebbero non essere in grado di controllare fattori come catastrofi naturali, le classifiche mostrano ai paesi quali leve possono utilizzare per diventare luoghi più stabili per attrarre più affari. Ridurre la corruzione nel governo, creare politiche più forti in merito a pratiche commerciali e creare sistemi per rispondere agli impatti climatici sono elementi fondamentali per creare un’economia aziendale buona e resiliente, e non è difficile capire come il miglioramento di tali fattori possa contribuire a creare condizioni più stabili anche per la popolazione.


Indice di resilienza: i Paesi migliori e peggiori per le imprese, Italia al 31° posto - Ultima modifica: 2019-05-22T16:44:16+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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