Stop&Shop, le auto a guida autonoma portano il negozio in tutta Boston

Stop&Shop introduce gli stand alimentari che raggiungono i clienti su veicoli autonomi a Boston, saranno disponibili in primavera.
Un nuovo modo di pensare ai robot per le consegne alimentari. Stop&Shop vuole che i veicoli robotici portino un pezzo del negozio fino alla vostra porta. L’azienda sta lanciando nell’area metropolitana di Boston i veicoli autonomi di generi alimentari. Permetteranno di acquistare prodotti, pasti e “articoli di prima necessità” (come pane e uova) appena fuori casa.

Come fare la spesa da un’auto smart Stop&Shop

Bisognerà fermare una delle auto prodotte da Robomart attraverso un’app mobile. Cisognerà sbloccare il veicolo quando arriva e scegliere il cibo che si desidera acquistare. Una combinazione di visione artificiale e tag RFID contrassegnerà automaticamente i vostri acquisti. Non è Amazon Go su ruote, ma ci si avvicina.
Il servizio previsto per Boston sarà pronto in primavera come parte di una collaborazione con Robomart. Stop&Shop non ha ancora comunicato quanto potrebbe costare il servizio.

Auto a guida autonoma, è questo il futuro del food delivery?

Per alcuni questo approccio potrebbe essere più pratico della semplice consegna a domicilio. Invece di dover effettuare un acquisto prima ancora che il veicolo sia uscito dal negozio, è possibile fare le proprie scelte (anche se da una selezione ristretta) senza dover uscire di casa. Naturalmente, questo è utile anche per i negozi di alimentari. Oltre a fornire una forma extra di entrate, potrebbe ampliare la portata di un negozio per servire persone che non possono realisticamente spostarsi, sia per problemi di tempo, di disabilità o semplicemente per mancanza di un’auto personale.


Stop&Shop, le auto a guida autonoma portano il negozio in tutta Boston - Ultima modifica: 2019-01-18T12:02:11+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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