La rivoluzione Copernicana del mobile
In Italia ci sono 28 milioni di utenti che accedono ai social da mobile.
Il 90% di chi li usa lo fa da uno smartphone o un tablet. Il dato è di per sé emblematico, ma è quello che sta dietro questo numero che deve far riflettere. Se gli utenti (in massa) decidono di condividere ricordi, immagini, opinioni attraverso un dispositivo mobile, significa che sono disposti a fare ciò che gli è più caro con questi device e quindi che sarebbero inclini (o vogliosi) di svolgere qualunque attività attraverso questi sistemi.
Quello che non fanno da mobile dipende solo dal fatto che non è possibile, non esistono i servizi, le app o le aziende non sono pronte. Mark Zuckerberg ha detto che se dovesse fondare oggi un’azienda la farebbe solo per il mobile, perché è il vero ago della bilancia per qualsiasi iniziativa di business.
Il mobile ha rivoluzionato il nostro mondo, lo ha messo letteralmente nelle nostre mani diventando il vero centro di gravità di ogni attività digitale. In passato era il sistema informatico e le persone dovevano adattarsi; oggi invece il centro è la persona e la sua estensione digitale è il dispositivo: tablet, smartphone e anche notebook.
Perché nella definizione di mobile non è importante solo il fattore forma, ma la modalità di utilizzo. Se lo strumento permette di travalicare i confini tipici dell’attività per cui viene utilizzato, allora fa parte a pieno titolo della rivoluzione copernicana del mobile.
A volte ci si concentra su smartphone e tablet, dimenticando che i notebook, soprattutto nelle loro ultime evoluzioni, sono altrettanto innovativi, per le possibilità che abilitano.
Il cambiamento portato dai dispositivi mobili è molto profondo, dato che ci possono accompagnare in ogni momento della giornata e di fatto digitalizzano la nostra vita, perché li abbiamo a portata di mano in ogni momento ed è il primo strumento che ci viene in mente di utilizzare per qualsiasi cosa. Il grande uso che ne facciamo, a sua volta, ha modificato il nostro modo di comportarci e ancora di più sta cambiando la nostra società perché incide su due aspetti fondamentali: le relazioni personali e il lavoro, che sono i due elementi su cui si fonda il nostro mondo.
La copertina rappresenta proprio questa rivoluzione, che non è una di quelle violente, ma di pensiero, di visione, come lo è stata quella copernicana. Il mobile ha reso chiaro a tutti quello che è sempre stato vero, ma che non vedevamo: la persona è al centro di ogni cosa ed è la tecnologia che deve girare intorno a lei, non il contrario. Il Sole del nostro sistema digitale siamo noi, il resto non può far altro che adattarsi o scomparire, passare per un attimo e poi andare via.
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