Un’arca sulla Luna per salvare le specie della Terra

Un gruppo di scienziati ha proposto di mandare un’ Arca sulla Luna, una speciale navicella con all’interno i geni di milioni di specie terrestri, al fine di conservarli nei tunnel sotterranei del satellite della Terra. Il progetto soprannominato “arca lunare” ha incuriosito l’opinione pubblica, ma l’idea non è solo fantascienza. Il progetto è nato dalla necessità di conservare i geni degli animali che popolano il mondo in un altro pianeta, dato che la salute della Terra è sempre più a rischio. L’arca della Luna per ora è solo un progetto, ma il fatto che dietro l’idea ci siano scienziati riconosciuti ha dato maggiore credibilità all’innovativo programma.

L’Arca Lunare per salvare le specie

L’arca lunare

L’arca, più propriamente una collezione di patrimonio genetico, verrebbe nascosta in modo sicuro nei tunnel e nelle grotte scolpite dalla lava più di 3 miliardi di anni fa sulla Luna e sarebbe alimentata dai pannelli solari costruiti in superficie. Conterrebbe il materiale genetico criogenicamente conservato di tutte le 6,7 milioni di specie conosciute di piante, animali e funghi sulla Terra, il che richiederebbe almeno 250 lanci di razzi per il trasporto sulla Luna, secondo i ricercatori. Campioni di cellule, uova e semi di milioni di specie terrestri verranno così immagazzinati nei tunnel lunari nel caso una catastrofe sulla Terra comprometta la sopravvivenza degli umani e degli altri esseri che popolano il nostro mondo. A capo del progetto, presentato all’evento IEEE Aerospace Conference negli Usa, lo scienziato Jekan Thanga dell’università dell’Arizona. “Abbiamo la responsabilità di essere custodi della biodiversità terrestre. Non tutta la tecnologia necessaria per questo ambizioso progetto esiste ancora, ma pensiamo che potrebbe realisticamente essere costruita entro i prossimi 30 anni” ha detto Thanga.

Perché un’Arca lunare

Thanga e soci hanno spiegato quali rischi rendono necessario il progetto di un’arca sulla Luna. “Eruzioni supervulcaniche, guerra nucleare globale, impatto di asteroidi, pandemia, accelerazione del cambiamento climatico, tempesta solare globale e siccità globale: l’ambiente e la civiltà umana sono entrambi molto fragili e ci sono molte di queste circostanze tragiche che potrebbero accadere” ha detto Thanga. Creare dei backup genetici per preservare la biodiversità non è un concetto nuovo. L’edificio Svalbard Global Seed Vault, situato all’interno del Circolo Polare Artico in Norvegia, contiene i campioni genetici di specie vegetali provenienti da tutto il mondo ed è già stata utilizzato per reintrodurre alcune piante in natura. “Solo immagazzinando le informazioni genetiche in un altro luogo del Sistema Solare possiamo assicurarci che sopravvivano a qualsiasi minaccia sulla Terra” è il parere dei ricercatori.

I tunnel di lava sulla Luna

Un altro vantaggio di costruire un’arca sulla Luna è che può essere nascosta nei cosiddetti tunnel di lava, ovvero caverne e gallerie presenti sotto la superficie e da sempre rimaste intatte. I tunnel proteggerebbero l’arca dai meteoriti e da radiazioni che danneggiano il Dna. I ricercatori propongono di mappare le cavità utilizzando robot appositamente progettati, chiamati SphereX, con telecamere e Lidar, un metodo di rilevamento remoto. Una volta che i robot identificheranno un tunnel di lava adatto, la fase di costruzione potrebbe iniziare. L’arca proposta includerebbe due sezioni principali sopra e sotto terra. I campioni genetici sarebbero conservati in moduli di criostorizzazione collegati alla superficie tramite ascensori. In superficie, un insieme di pannelli solari consentirebbero di mantenere l’arca in modo autonomo e in futuro Thanga e soci prevedono anche l’arrivo di scienziati umani sulla Luna per controllare lo sviluppo del progetto.


Un’arca sulla Luna per salvare le specie della Terra - Ultima modifica: 2021-03-30T10:06:34+00:00 da Andrea Indiano

Giornalista con la passione per il cinema e le innovazioni, attento alle tematiche ambientali, ha vissuto per anni a Los Angeles da dove ha collaborato con diverse testate italiane. Ha studiato a Venezia e in Giappone, autore dei libri "Hollywood Noir" e "Settology".

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