La Nsa (National Security Agency) e le agenzie di sicurezza dello Stato hanno però un’altra preoccupazione: iPhone 6 è il primo dispositivo della generazione post-Snowden che mette in discussione le loro abilità investigative e impedisce alle organizzazioni di questo tipo di spiare i dati del possessore. Il telefono cripta mail, foto e contatti basandosi su un complesso algoritmo matematico che usa un codice creato dall’utilizzatore del telefono, unico e sconosciuto anche a Apple.
Il solo modo per accedere alle informazioni è rompere il codice oppure ottenerlo direttamente dal possessore.
Secondo una nota tecnica di Apple, per rompere il codice saranno necessari più di cinque anni e mezzo per provare tutte le combinazioni di una stringa di sei caratteri alfa-numerici.
Anche se gli esperti di sicurezza mettono in discussione queste tempistiche, conoscendo quanto velocemente i supercomputer della Nsa decodificano i codici.
Il nuovo telefono è stato anche al centro di una polemica sollevata dal direttore dell’F.B.I., James B. Comey.
Riferendosi al terrorismo dei fondamentalisti islamici, Comey ha detto: “per quella che è la mia opinione, questa azione di marketing suggerisce alle persone di muoversi fuorilegge”. Ha citato i casi di rapimento e le situazioni per cui accedere al contenuto di un telefono può servire a trovare la vittima.
“Mettere sul mercato un dispositivo che non potrà mai essere aperto da nessuno, nemmeno in caso di delitti o rapimenti, secondo me non ha senso”. Alcuni hanno detto che è come fare una pubblicità che recita: “Ecco come evadere la sorveglianza, anche quella a norma di legge”.
C’è chi – d’altro canto – sostiene che gli investigatori avranno a disposizione mille altri modi per indagare, ad esempio rimarranno le intercettazioni o la geolocalizzazione.
Apple non ha commentato, ma persone interne alle agenzie investigative hanno anticipato che questa è solo la prima di una serie di nuove tecnologie disegnate per difendersi dalla NSA.
Apple e Google ribattono che lo stesso Stato americano ha attirato questi cambiamenti su di sé.
Le rivelazioni di Edward J. Snowden hanno reso la nazione sospettosa nei confronti di qualsiasi dispositivo hardware e software. Tim Cook, Ceo di Apple, ha enfatizzato il fatto che il core business di Apple è vendere dispositivi alla gente, non collezionare dati personali degli utilizzatori da vendere a fini commerciali.
A questo proposito, proprio questo mese, prima di lanciare iPhone 6 e iOS 8, Apple ha rivisto la sua policy per la privacy, disponibile sul suo sito e anche Google ha iniziato a garantire più controllo sulla privacy degli utenti.
Cecilia Cantadore
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