Miti austriaci per i virus

Forse Icaro non è tra i miti greci quello che si associa al successo. Ma anche i miti posso essere visti da varie angolazioni:“Ma in fondo Icaro ha ottenuto qualcosa di incredibile – ci tiene a sottolineare Diliddo – Ad di Dedalo (guarda caso il papà di Icaro nel mito greco) è riuscito a volare con le sue ali, è caduto solo perché ha voluto troppo, voleva addirittura andare sul sole”.

Ikarus (con la K) è il nome di antivirus, portato in Italia da Dedalo, il viaggio non è stato lungo dato che Ikarus nasce in Austria, ma per arrivare in Italia ha fatto il giro del mondo. Prima di sceglierlo i ragazzi di Dedalo hanno raccolto 30 antivirus, li hanno mandati nei laboratori di Egitto, India e Cina, per sottoporli a dei test. Il risultato è stato che Ikarus si è sempre piazzato buono in ogni test. Quindi ecco la scelta, portare in Italia Ikarus, fino ad oggi confinato in Austria, ma lì quasi monopolista e con 25 anni di storia.

Il fondatore, Joachim Schneider negli anni 80 giocava alle Code wars, una sorta di battaglia virtuali tra codici software, senza spade luminose o magli perforanti, una guerra silenziosa tra codici software, un specie di prozii dei virus, con questa esperienza alle spalle, quando nella sua azienda arrivo un floppy con uno strano software, Schneider

riconobbe che era un codice simile a quello delle code wars, che si riproduceva. Joachim Schneider è corso ai ripari con un software, era nato Ikarus.

Oggi Dedalo lo porta in Italia per rivolgersi alle aziende, attraverso  il canale dei distributori.

La  mascotte del prodotto, una versione algida e femminile di Icaro, si chiama Alika, ed è pronta per finire con il suo fascino sugli scaffali, ma non per ora. Il progetto c’è ma non da subito.

 


Miti austriaci per i virus - Ultima modifica: 2011-07-22T21:54:00+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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