Moreno Morello: il meccanismo della truffa

“Internet ha reso più facili le truffe. Non per colpa della tecnologia, che avrebbe potuto inibirli ma dell’ignoranza degli utenti. Oggi molti navigano in rete senza adeguate protezioni, cliccano link inviati da persone che non conoscono”

di Francesco Marino

Insegue le truffe da sempre, di corsa o attraverso il Web. Moreno Morello, inviato di Striscia la Notizia, è curioso e analitico, studia i meccanismi dei raggiri per smascherarli e ha scoperto che spesso gli schemi utilizzati si ripetono, online e per strada. Superficialità, ignoranza, solitudine e avidità sono gli elementi su cui fanno leva tutti i truffatori, i furbi di provincia così come gli hacker internazionali.

Da anni Moreno Morello rincorre gli imbroglioni, ma come è iniziato tutto?
“Ero da sempre fedelissimo spettatore di Striscia la Notizia e, quando 10 anni fa ho saputo che cercavano inviati, mi sono proposto. Conoscevo ogni scoop, ogni personaggio, ogni tormentone della trasmissione, ed è stata una gioia entrare a far parte della squadra.”

Qual è stato il tuo primo servizio?
Mi occupai di un “tarocco televisivo”, una storia creata ad arte per fare notizia: se ne vedono tante.

Perché hai deciso di occuparti soprattutto di raggiri?
Mi affascina il lavoro che c’è dietro, dallo studio dei meccanismi messi in piedi per creare l’inganno alla ricerca di elementi utili per rompere il “giocattolo” ai furbetti. Spesso ci vogliono tempo e fatica e, alle volte, anche sudore: quando il lestofante comincia a correre!

Chi è che viene imbrogliato di più: uomini, donne, giovani o anziani?
Non ho mai fatto una statistica, ma se mi ci fate pensare le truffe più improbabili le ho registrate ai danni di uomini: siamo meno analitici e pragmatici delle donne. Gli inganni più fastidiosi, invece, li ho visti consumati ai danni di persone anziane o minate da problemi familiari o di salute.

Esiste uno schema ricorrente nei raggiri? Su cosa fanno leva: sulla voglia di guadagno, di risparmio, sulla vanità o sulla solitudine?
Un po’ di tutto, a seconda del tipo di truffa. I sedicenti guaritori, stregoni, maghi e aruspici approfittano spesso di sofferenze di vario tipo: fisico, economico, sentimentale. La normale capacità di discernimento in quelle situazioni diminuisce e la prudenza apre generosi varchi alla buona fede. Le cosiddette “truffe alla nigeriana” (eredità farlocche e vincite milionarie che arrivano via internet) giocano invece sull’avidità e sul desiderio di guadagni facili, che finiscono per accecare decine di utenti.
I social network hanno poi aperto nuovi fronti d’azione ai furbetti in grado di sfruttare pure la leva della solitudine. Affetto, amore e attenzioni di ogni genere diventano la speranza o il miraggio da inseguire, anche a costo di investirci del denaro. Da qui la moltiplicazione di profili fake: donne giovani, belle, dolcissime e premurose, mandate dal destino ma tanto sventurate da richiedere un intervento tempestivo per essere salvate da sciagure d’ogni sorta. Partono quindi i flussi di denaro a favore di specifiche carte ricaricabili o di circuiti di trasferimento di denaro, di cui mi piacerebbe conoscere nel dettaglio i meccanismi di funzionamento, controllo e garanzia visto che se ne servono i truffatori di tutto il mondo.



Internet e la tecnologia digitale hanno reso più facili o più difficili gli imbrogli?

Più facili, a mio avviso. Non per colpa della tecnologia, che avrebbe potuto inibirli, ma dell’ignoranza degli utenti. Oggi molti navigano in rete senza adeguate protezioni, cliccano link inviati da persone che non conoscono o aprono file arrivati con motivi pretestuosi, rendendo il compito facile ai malintenzionati. In rari casi l’insidia informatica supera la normale diligenza richiesta all’utente, ma ritengo si tratti di una piccola parte delle truffe in circolazione.

Che consiglio daresti a chi vuole usare Internet per fare o proporre acquisti?
Non mi sento in grado di dare consigli certi. Ritenendomi ignorante dal punto di vista informatico mi sento anche vulnerabile, e questo purtroppo mi provoca spesso una diffidenza di fondo, che però non sempre guasta. Comunque, i venditori che non concludono le transazioni attraverso circuiti tracciabili e garantiti con me non fanno affari. Quelli che chiedono di ricaricare carte che non mi danno sicurezze sui flussi o di trasferire denaro senza avere conti correnti non sono ancora pronti, a parer mio, a floride attività commerciali. Forse sono io a non essere pronto. In ogni caso contratteremo un’altra volta, forse.

Esiste un modo per accorgersi prima che si potrebbe essere vittime di un imbroglio?

Bisogna essere curiosi e analitici. Chiedersi il perché delle cose. Posso avere vinto una lotteria senza mai avervi giocato? Come fa l’avvocato di un mio parente milionario emigrato a inizio secolo in Burundi a trovare me, unico erede, tramite l’indirizzo mail che è pure stravagante, tipo cipollino73@…? Possibile che uno sconosciuto, per farmi avere tanti soldi domani, me ne chieda pochi oggi? Aspettiamo entrambi, poi faremo a metà: noblesse oblige! Può una ditta che non ho mai sentito nominare chiedermi di aprire subito il file (magari con un’estensione sospetta che potrebbe infettare il sistema) relativo a una fattura che non avrei mai pagato? Io non li conosco e, se hanno un insoluto che cercano di incassare via mail, è un problema loro! Intanto cestino, poi vedremo.

“I social network hanno aperto nuovi fronti d’azione ai furbetti in grado di sfruttare pure la leva della solitudine. Affetto, amore, e attenzioni di ogni genere diventano la speranza o il miraggio da inseguire anche a costo di investirci del denaro”


Moreno Morello: il meccanismo della truffa - Ultima modifica: 2014-02-10T10:13:38+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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