Una nuova sospensione colpisce Huawei e i suoi futuri dispositivi: anche Facebook si adegua al ban di Trump, impedendo la preinstallazione dell’applicazione mobile del social network, ma anche di WhatsApp e Instagram.
Solo una settimana fa si discuteva a proposito dello stop al funzionamento di WhatsApp su dispositivi firmati Huawei e Honor, ed oggi si aggiunge un nuovo capitolo ad un discorso che ne avrà per le lunghe.
In questi giorni difficili per Huawei, infatti, arriva ancora un “no” per la società cinese, ma questa volta da parte del colosso dei social network.
Secondo quanto riportato da Reuters, in ottemperanza al divieto imposto da Trump lo scorso maggio, Facebook ha vietato a Huawei la preinstallazione delle sue applicazioni sui device della società.
Proviamo a comprendere meglio il significato e le conseguenze di questa mossa.
A differenza di quanto si possa temere, la nuova sospensione che ha colpito l’azienda di Shenzen non ha nulla a che vedere con gli smartphone attualmente in circolazione.
Facebook ha deciso di impedire a Huawei di installare di default le applicazioni di Facebook, WhatsApp e Instagram sui suoi nuovi smartphone.
Quanto accaduto non è altro che la mera conseguenza del divieto emanato dalla Casa Bianca durante la fine del mese scorso, che ha visto Huawei inserita nella cosiddetta Entity List, ovvero l’elenco delle aziende che non possono beneficiare della libera commercializzazione con le società statunitensi.
Come accaduto per la sospensione della licenza della versione di Android più completa, il provvedimento andrà a colpire i nuovi dispositivi, o meglio quelli che, al momento, “non hanno ancora lasciato le fabbriche di Huawei”.
Ciò significa che Facebook, WhatsApp e Instagram continueranno a funzionare normalmente su tutti gli smartphone Huawei attualmente in circolazione, e potranno continuare a beneficiare degli aggiornamenti necessari.
Quello che cambia, invece, è relativo ai nuovi smartphone di Huawei, che non potranno essere equipaggiati delle applicazioni sopracitate. O almeno in antecedenza alla prima accensione da parte dell’utente.
Allo stato attuale delle cose, queste applicazioni potranno comunque essere installate liberamente dall’utente scaricandole dallo store digitale, che sia di Google o di Huawei, a meno di ulteriori divieti da parte di Menlo Park.
Tuttavia, al momento il veto di Trump ha subito una proroga di 90 giorni, che scadranno il prossimo 19 agosto.
Entro quel termine, potremo saperne di più sul futuro di Huawei: sia che Washington ritorni sui propri passi o che il brand di Ren Zhengfei proponga un sistema operativo alternativo, la partita è ancora tutta da giocare.
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