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La nuova frontiera dell’AI

Di solito si parla di intelligenza artificiale come qualcosa di immateriale: algoritmi, modelli, cloud. Ma l’evoluzione dell’AI, se vogliamo davvero capirla, ci costringe a considerare anche il suo lato più fisico, fatto di energia e calore, spazio e raffreddamento.

Se la guardiamo da questa prospettiva, l’AI mostra la sua natura più tecnologica. Lo spiega Silvia Olchini, Vice Presidente Secure Power di Schneider Electric Italia. In Italia la spinta del digitale e dell’intelligenza artificiale sta alimentando una crescita significativa degli investimenti in data center. La capacità installata è oggi nell’ordine dei 600 MW e, secondo alcune stime, potrebbe raddoppiare nei prossimi cinque anni.

Silvia Olchini, Vice Presidente Secure Power di Schneider Electric Italia

L’ITALIA NELLA CORSA AI DATA CENTER

La crescita non riguarda solo il numero dei data center, ma il ruolo che l’Italia può giocare nella nuova geografia computazionale.

“La posizione nel Mediterraneo, la presenza di cavi sottomarini e lo sviluppo di diversi hub sul territorio stanno rendendo il Paese sempre più interessante in una dinamica che coinvolge tutto il Sud Europa”, dice Silvia Olchini. Il punto, però, è che l’AI non chiede semplicemente più capacità, ha bisogno di una capacità diversa.

“L’intelligenza artificiale cambia il paradigma infrastrutturale tradizionale creando una discontinuità che dà vita a nuove soluzioni architetturali”, spiega Olchini. Da qui nasce la necessità di progettare data center realmente AI ready, capaci di ospitare carichi convenzionali e prepararsi a densità molto più elevate.

Le direttrici principali di intervento riguardano la gestione della potenza elettrica e quella del calore. La potenza non è solo disponibilità di energia, ma continuità dalla rete fino al rack. Il calore, il flusso termico, richiede l’implementazione di soluzioni di liquid cooling.

Anche la modularità e la scalabilità sono essenziali: permettono di far crescere le infrastrutture senza ripensarle ogni volta da zero.

ENERGIA, CALORE E SOSTENIBILITÀ

La sostenibilità di un data center AI ready non dipende soltanto dalla fonte energetica utilizzata, ma dall’efficienza complessiva dell’infrastruttura. È importante in fase di progettazione concepire il data center come un ecosistema unico, in cui ogni elemento “from grid to chip, from chip to chiller” è fondamentale.

Torna così centrale anche il raffreddamento. Con rack ad altissima densità, il raffreddamento ad aria non basta più. Le soluzioni a liquido rientrano nella progettazione contemporanea perché permettono di raffreddare carichi con una concentrazione energetica completamente diversa rispetto ai data center tradizionali.

Si presenta anche un nuovo tema elettrico: la corrente continua verso il rack. Ridurre le conversioni tra corrente alternata e corrente continua può limitare inefficienze e dispersioni. È un tema ancora in evoluzione, ma mostra quanto l’evoluzione dell’AI costringa a ripensare come l’energia debba essere distribuita: il modo in cui l’energia arriva al data center.

Quando si parla di AI Factory, quindi, non si usa soltanto una metafora suggestiva. Una AI Factory è davvero una fabbrica: prende energia, la trasforma in calcolo e produce modelli e servizi. Utilizza GPU e reti, sistemi di raffreddamento e software di controllo.

La candidatura dell’Italia tra i Paesi del nuovo hub digitale del Mediterraneo passa da un lato dallo sviluppo, in corso, di un dialogo tra operatori, territorio e istituzioni che possa portare a processi autorizzativi meno frammentati. Dall’altro è fondamentale tenere conto della necessità di garantire disponibilità di energia elettrica, elemento rilevante per le infrastrutture ad alta intensità energetica, come i data center.


La nuova frontiera dell’AI - Ultima modifica: 2026-06-14T18:04:28+00:00 da Francesco

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