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Annunci di lavoro su Facebook: discriminatori e sessisti, la vittoria della class action

Le aziende che hanno pubblicato annunci di lavoro su Facebook discriminano illegalmente donne e lavoratori anziani. Questo è ciò che la US Equal Employment Opportunity Commission ha deciso in un giudizio contro sette società.

L’American Civil Liberties Union (ACLU) aveva presentato una formale denuncia alla Commissione per le pari opportunità di lavoro (EEOC) degli Stati Uniti, affermando che Facebook operava illegalmente. L’azione era partita da tre lavoratrici e dal sindacato, la Communications Workers of America, che rappresenta centinaia di migliaia di lavoratrici.

L’accusa di discriminazione presentata lo scorso anno era rivolta sia al social network di proprietà di Marc Zuckerberg sia a 66 datori di lavoro, accusandoli di pubblicare annunci di lavoro su Facebook che solo uomini e lavoratori più giovani potevano vedere.

Questa storica decisione dimostra che le nostre leggi sui diritti civili si applicano alle pubblicità e al reclutamento digitale. Sottolinea inoltre che Internet non è una zona dove non devono essere rispettati i diritti civili” ha dichiarato uno degli avvocati che rappresentano i lavoratori nei sette casi. La decisione dell’EEOC è stata presa a luglio, ma non è stata resa pubblica fino ad ora.

 

Le aziende che avevano pubblicato annunci di lavoro su Facebook per promuovere opportunità di occupazione le avevano rivolte a giovani uomini, quindi le donne o le persone di età superiore ai 55 anni che utilizzavano la piattaforma non potevano vederle. I lavori includevano ad esempio posizioni per camionisti e installatori di finestre.

E per di più i reclami si sono concentrati su una caratteristica centrale del modello di business unico di Facebook. Consentire agli inserzionisti di effettuare il micro-targeting degli utenti della rete in base ai loro interessi, città, età e altre informazioni demografiche.

Sebbene generalmente non sia contro la legge per le aziende pubblicizzare servizi a persone di una determinata razza o età, in determinati contesti può essere illegale. Ad esempio, le campagne pubblicitarie relative a abitazioni, immobili, servizi finanziari e opportunità di lavoro non possono escludere i neri e i latini.

La recente decisione dell’EEOC suggerisce che anche il targeting di annunci di lavoro digitali basato sul genere e l’età è illegale. Ai sensi della legge federale, i lavoratori e le persone in cerca di lavoro devono in primo luogo presentare denunce di discriminazione presso l’EEOC.


Annunci di lavoro su Facebook: discriminatori e sessisti, la vittoria della class action - Ultima modifica: 2019-09-29T06:31:35+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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