Facebook At Work, in arrivo dal prossimo mese

Facebook At Work arriverà nel giro di poche settimane con un servizio che addebiterà un costo individuale per ogni postazione in cui verrà messo a disposizione. Facebook punta a coinvolgere i dipendenti delle aziende con un social a loro dedicato e scommette su una formula che punta ad addebitare il canone di utilizzo per “numero di utenti attivi mensili” invece di addebitare una rata flat ad ogni società. Risulta redditizio per la società di Palo Alto ottenere un abbonamento per ogni singolo membro di una società che ne fa utilizzo, e nel caso in cui il prodotto non avesse presa in un determinato ambito lavorativo, le società non dovrebbero sostenere costi per postazioni rimaste inutilizzate.

Già nel 2014 Facebook stava lavorando alla realizzazione di una soluzione per le imprese e ha svelato ufficialmente i primi test all’inizio del 2015. Da allora Facebook si è impegnata considerevolmente nel reclutare clienti internazionali, come la Royal Bank Of Scotland che ha fatto testare la piattaforma ai suoi 100.000 dipendenti.
Chi farà la sottoscrizione a Facebook At Work potrà utilizzare la funzionalità “Work Feed” per selezionare i post dei colleghi e quindi scambiarsi idee e assegnazioni. Il nuovissimo social network destinato all’ambiente di lavoro ricorda altri strumenti per la comunicazione delle imprese già presenti sul mercato come Convo ($9/mese), Chatter di Salesforce ($15/mese), ma anche Yammer di Microsoft (che va dai $3-$24/mese).

Facebook At Work offrirà quelle funzionalità del social alle quali siamo già abituati, come i Gruppi e Messenger integrato con opzioni di audio e videochiamata. Inoltre, fornisce i profili del social network, gli eventi e i video Live.

Il prezzo esatto di Facebook At Work non è stato ancora annunciato, ma i tester della versione beta – che lo stanno utilizzando gratuitamente – otterranno delle agevolazioni e dei mesi aggiuntivi sgravati dai costi degli abbonamenti. In termini di riferimento, potrebbe essere utile considerare che Slack addebita $6.67 ogni utente attivo, ma ha funzionalità più limitate e feed inadeguati alle esigenze professionali.

Il punto di forza di Facebook At Work dovrebbe essere la familiarità che già tutti noi abbiamo con il social. Ci sarebbe già un ampio bacino di utenti che lo usano abitualmente e che ricordano, senza difficoltà, i propri dati di accesso per utilizzare la piattaforma.
La registrazione immediata porterebbe a scavalcare nettamente la concorrenza, i cui software dedicati spesso richiedono del tempo prima di diventare di facile fruizione. Nel caso in cui si volessero accrescere i livelli di sicurezza, un cliente potrà richiedere ai propri dipendenti di utilizzare un account separato, anche perché verrebbe da chiedersi quanti dipendenti vorranno unire sfera privata a quella professionale e se l’unione delle due dimensioni non possa portare a distrazioni sul lavoro. Basti pensare a quante aziende bloccano l’apertura delle pagine dei social ai propri impiegati.
La nuova scommessa di Facebook sembra avere le carte in regola per rafforzare la solidità della società senza che sia necessario sommergere ulteriormente gli utenti con messaggi di marketing utilizzando il social.


Facebook At Work, in arrivo dal prossimo mese - Ultima modifica: 2016-09-29T09:58:18+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

Recent Posts

CollaboraSec, enterprise-grade protection for SMEs built for the channel by Collabora and Cisco

Threats no longer tell large and small companies apart, only those who have the resources…

17 ore ago

La nuova frontiera dell’AI

Silvia Olchini, Vice Presidente Secure Power di Schneider Electric Italia, racconta perché l’intelligenza artificiale comporta…

2 giorni ago

Siri AI: come funziona la nuova Siri di Apple che pensa con Google, e perché in Europa non arriva

Siri AI è la nuova Siri di Apple, ricostruita da zero su un modello Google…

4 giorni ago

L’Europa vuole liberarsi dalle Big Tech: arriva il Tech Sovereignty Package, il piano per la sovranità digitale europea

La sovranità digitale europea entra in una nuova fase: con il Tech Sovereignty Package, la…

4 giorni ago

Claude Fable 5: bloccato dal Governo USA, ecco perché

Claude Fable 5 è il modello Mythos-class che Anthropic ha reso pubblico: novità tecniche, prezzi,…

4 giorni ago

Migliori alberghi del mondo: la classifica Tripadvisor degli hotel che trasformano il viaggio in memoria

Scopri i Migliori alberghi del mondo secondo Tripadvisor: la classifica Travellers’ Choice Best of the…

6 giorni ago

Digitalic © MMedia Srl

Via Italia 50, 20900 Monza (MB) - C.F. e Partita IVA: 03339380135

Reg. Trib. Milano n. 409 del 21/7/2011 - ROC n. 21424 del 3/8/2011