Facebook copia Snapchat e introduce le Storie

Era solo una questione di tempo. Da quando Instagram ha pensato di replicare l’idea su cui si basava Snapchat, rendendo le Storie uno dei tanti tool disponibili via app, gli utenti hanno iniziato ad utilizzarle quotidianamente, senza più passare per Snapchat. Ora a fornire lo stesso strumento arriva anche Facebook, che ha avviato ufficialmente la fase di test delle Storie. La fase beta è stata lanciata in Irlanda sia su iOS che Android, con l’intento di ampliare il servizio a nuove nazioni nei prossimi mesi.
La nuova funzionalità consente quindi di condividere foto e video effimeri che spariscono automaticamente a 24 ore dalla pubblicazione, e consiste in uno slideshow al quale sarà possibile applicare una miriade di filtri ed effetti.

Le foto e i video pubblicati nelle Storie non verranno condivisi in automatico anche sul profilo tradizionale o nella timeline. Affinché possiate commentare una Storia dovrete inviare un messaggio diretto a chi l’ha postata, inoltre, non saranno rese disponibili le due opzioni tipiche di Facebook: mettere “mi piace” o cliccare su “condividi”.
I cerchietti con la foto del profilo di chi ha postato qualcosa, consentiranno di guardare le Storie pubblicate dagli amici e queste saranno disposte ben in vista in alto alla app, in modo che non le si possa perdere.
Sebbene sembra che la funzione sia identica a quella di Instagram, sarà interessante scoprire se Facebook la differenzierà in qualche modo. In fondo tutti noi utilizziamo Instagram e Facebook in modo diverso. Convenzionalmente attraverso Instagram collezioniamo momenti della quotidianità, mentre sempre più spesso Facebook funge da diario, un archivio storico nel quale conservare cronologicamente testi e immagini.
Si potrebbe ipotizzare un’opzione che consenta di postare la stessa storia su entrambe le piattaforme, contemporaneamente, in fondo Facebook, ma anche Instagram, fanno già postare un contenuto su più social con un click.

Ma perché Facebook ha deciso di lanciarsi in un nuovo tentativo di copiare Snapchat? La mossa è strategica. Ma veniamo prima alle dichiarazioni da parte della società:
“Facebook è stato a lungo il luogo per condividere con gli amici e la famiglia, ma il modo in cui le persone condividono sta cambiando in modo significativo ed è diverso rispetto a quello di cinque o anche due anni fa. Si tratta di condivisioni molto più visive e dall’impatto immediato, con più foto e video come mai prima d’ora. Vogliamo rendere più veloce e divertente per le persone il sistema di condividere foto e video creativi ed espressivi con chi vogliono, quando vogliono”.
I precedenti di Facebook per emulare gli strumenti di Snapchat erano riposti in due applicazioni distinte: Poke e Slingshot, funzionalità nascoste nel lungo elenco di menu presente nel news feed. Quindi se la fase beta dei test dovesse portare ad un successo, a breve sarà impossibile fruire di Facebook senza che vengano mostrate le Storie.
Ci si chiede in che modo verranno visualizzate le Storie via desktop, e ci si chiede se ci saà equovalenza tra servizio via mobile e sito web.

Il fatto che le Storie di Instagram abbiano raggiunto i 150 milioni di utenti al giorno – in soli 5 mesi di utilizzo di questo formato di condivisione – suggerisce che Facebook Stories possa rivelarsi estremamente popolare.

Facebook ha costruito una funzionalità simile a Stories chiamata “aggiornamenti rapidi” che è stata testata a luglio 2016, funzione archiviata già ad agosto, a distanza di circa un mese. A quanto pare il successo delle Storie di Instagram ha fatto cambiare idea al colosso dei social, mettendo potenzialmente sia Snapchat che la imminente OPA in difficoltà: impedendo a Snapchat di crescere ulteriormente, soprattutto a livello internazionale. Se è possibile che esista una funzionalità simile sul social più usato al mondo, probabilmente in molti si accontenteranno di usare un clone.


Facebook copia Snapchat e introduce le Storie - Ultima modifica: 2017-01-27T08:00:26+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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