Artificial Synapse: da Stanford l’intelligenza artificiale sicura

I ricercatori dell’Università di Stanford hanno annunciato di aver creato la prima sinapsi a neuroni artificiali a bassa potenza, ma ad alte prestazioni. La nuova sinapsi artificiale – Artificial Synapse – usa un decimo dell’energia della memoria di un computer tradizionale e funziona sullo stesso basso “voltaggio” del cervello umano.

Secondo Stanford News, “Ogni parte di Artificial Synapse è fatta di materiali organici a bassissimo costo come carbonio, sale e acqua”. In termini fisici, si tratta di due pellicole plastiche sottili e di tre terminali elettrici in un lavaggio di acqua salata conduttiva. Nonostante questa ricerca sia ancora giovane, potrebbe esserci un collegamento promettente nel processo di rendere più sicura l’intelligenza artificiale.

Sam Harris è certo del fatto che l’intelligenza artificiale sovrumana non possa sopravvivere alla razza umana stessa. Elon Musk, ad esempio ha espresso frequentemente preoccupazioni, anche se sta lavorando per offrire delle soluzioni proprie, denominate pizzi neurali. Di recente Musk ha dichiarato “Se avessimo supposto che ogni caso di avanzamento in AI fosse stato pericoloso allora non avremmo compiuto i passi che invece stiamo compiendo”.

In questo momento, si potrebbe dire che tutti noi facciamo “interfaccia” sia con l’AI che con i computer, ma lo facciamo attraverso schermi e tastiere o per mezzo di sensori incorporati. Questa situazione va bene in termini di azione e reazione, ma è troppo lenta per la comunicazione in tempo reale con l’intelligenza artificiale. Secondo Musk, ma anche altri, una delle migliori soluzioni proposte – finora teorica – è stata quella di una sorta di terzo strato di interfaccia digitale che consente di integrarsi completamente ai sistemi digitali in stile cyborg: l’ Artificial Synapse.

Questo collegamento più diretto è impegnativo, però. Per prima cosa, i computer basati su chip utilizzano un sacco di potenza rispetto al nostro cervello; i loro sistemi di memoria sono simili a temporali con tuoni e fulmini, mentre i nostri sono equiparabili ad una pioggerellina primaverile. “I tipi di attività che ci aspettiamo dai nostri dispositivi di elaborazione, consistono nel richiedere ai computer di imitare il cervello, perché con i computer tradizionali eseguire queste attività richiedere un’enorme quantità di energia”, ha detto Alec Talin, un autore del documento appena pubblicato questa settimana su Nature Materials.

Il nostro cervello richiama degli schemi di informazioni attraverso oneri neurali. Lo stesso lo fa questa nuova sinapsi artificiale  (Artificial Synapse) ed è per questo che la notizia è così entusiasmante. Yoeri van de Burgt, Ph.D, nonché autore principale, pone la questione in questo modo: “Invece di simulare una rete neurale, il nostro lavoro sta cercando di creare una rete neurale.”
Questa nuova tecnologia sinaptica – così promettente – è molto più vicina al nostro modo di capire in che modo il cervello immagazzini le esperienze, creando tracce di memoria e formando il nostro comportamento. Una versione artificiale di questo meccanismo potrebbe contribuire a colmare il gap tra l’alta potenza dei computer a banda larga e la nostra bassa potenza ma alte prestazioni del cervello. Restate sintonizzati per le notizie più interessanti – Elon Musk dovrebbe avere un annuncio della propria sulla tecnologia “pizzo neurale” molto presto.


Artificial Synapse: da Stanford l’intelligenza artificiale sicura - Ultima modifica: 2017-02-25T08:50:55+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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