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Bill Gates: “tassare i robot se lavorano al posto degli umani”

Il multimiliardario Bill Gates si è espresso sui robot. Le macchine stanno rimpiazzando sempre più lavoratori umani, è quindi giusto che si paghi una tassa sui robot affinché si possano finanziare fondi sociali utili alla creazione di programmi e servizi. Le parole di Bill Gates sono tecnologicamente ottimistiche, oltre che suggestive, e abbracciano vari ambiti che vanno dal lavoro, alle minacce globali fino all’applicazione delle nuove tecnologie più avanzate.

Secondo Gates: “Al momento, se un lavoratore umano guadagna 50.000 dollari lavorando in una fabbrica, il suo reddito viene tassato. Se un robot svolge lo stesso lavoro, anch’esso dovrebbe essere tassato. L’uso dei robot deve aiutare a liberare un numero maggiore di persone che possano essere impiegate in altri tipi di lavoro, quelli che solo gli esseri umani possono svolgere. Fra questi figurano l’insegnamento, la cura degli anziani e degli adulti o dei bambini con esigenze speciali. L’uso di robot può generare profitti ottenuti da risparmi sul costo del lavoro, ragion per cui i robot potrebbero pagare imposte minori rispetto a quelle imposte agli umani, ma dovrebbero comunque pagarle”.

L’idea non è del tutto teorica: i legislatori europei hanno già preso in considerazione una proposta fatta ai proprietari di robot affinché pagassero delle tasse che potessero sovvenzionare la formazione dei lavoratori che perdono il posto di lavoro, di fatto, pochi giorni fa – ovvero il 16 Febbraio – questa proposta è stata respinta.

Dovremmo essere disposti ad alzare i livelli di tassazione, ma di pari passo, abbassare la velocità dell’automazione” secondo Gates infatti le soluzioni sia tecnologiche che di business, le quali di fatto sostituiscono gli esseri umani, stanno arrivando simultaneamente, ed è importante essere in grado di gestire questa fase di transizione che farà sì che nel giro di 20 anni i robot svolgano sempre più mansioni solitamente ad opera di umani.

Ci sono molti modi per accrescere la produttività e generare più tasse. Per farlo basterebbe misurare gli utili che vengono generati dal lavoro robotizzato e dal conseguente risparmio ottenuto; non credo che le società che impiegano robot si sentirebbero offese dal fatto che possa esserci una tassa” sempre per citare Gates.

Secondo la McKinsey & Company fino al 45 % degli attuali lavori svolti da personale umano potrebbero essere rimpiazzati dai processi di automazione. Elon Musk – CEO di Tesla – ha esposto delle considerazioni riguardo al rimpiazzare il personale umano da parte dei robot, e a tale proposito ha parlato a favore di un reddito di base universale per sostituire il reddito perso da forza lavoro, come riportato da Basic Income News. Bill Gates avrebbe criticato questa soluzione che prevede la semplice distribuzione di denaro a persone, sotto forma di “trasferimenti una tantum”, ma nota anche che le osservazioni di Musk verso un reddito di base universale siano piuttosto evasive.

Lo scorso gennaio, Gates – in occasione del Coalition for Epidemic Preparedness Innovations tenutosi a Davos, in Svizzera – aveva fatto sapere di ritenere che le minacce di epidemie siano ormai su scala globale e che attualmente vigesse una mancanza di preparazione per situazioni limite.
Bill Gates ha dichiarato che il problema che ruota attorno alla prevenzione delle epidemie come il vaiolo, zika ed ebola, sia da ricercare nella disparità di ricchezze tra le diverse nazioni e non è sempre immediato il poter stabilire a chi spetti decidere chi debba fornire risorse e in quale modo farlo. Nel momento in cui si prendono in considerazione le conseguenze di un’epidemia, sia come politica interna che come questione puramente umanitaria, Bill Gates ritiene che “bisognerebbe investire proprio in questo tipo di prevenzione e azioni, anche in previsioni di potenziali attacchi terroristici efferati”.


Bill Gates: “tassare i robot se lavorano al posto degli umani” - Ultima modifica: 2017-02-21T07:46:04+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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