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Cisco: il video, la voce e i dati per crescere

Nuovi modi di lavorare e di collaborare si diffondono. Anche le attività più improntati oggi passano dalla rete e Cisco vuole aggiungere qualcosa di più, ovvero la possibilità di collaborare pienamente attraverso il video, le riunioni a distanza, utilizzando una piattaforma facile da integrare nei sistemi informativi

di Daniela Schicchi

Quasi il 40% della popolazione è connesso in rete, l’80% dei processi aziendali è passa dalla rete e, nell’ultimo anno, sono stati prodotti dati pari a tutti quelli che sono stati creati in 5.000 anni. Sulla base di questi numeri, Cisco, ha lavorato per cercare di creare ambienti ed esperienze basate sul vissuto digitale che potessero mettere le aziende nelle condizioni di raggiungere gli obiettivi professionali che si erano prefissati. Questa valutazione nasce dalla considerazione secondo la quale il lavoro è sempre meno ripetitivo e sempre più flessibile e richiede, per questo, capacità di interattività e collaborazione crescente. “Il nostro settore industriale ha fornito strumenti che hanno dato risposte importanti ai singoli problemi, ma la risposta alla questione della collaboration non era ancora stata data in maniera esaustiva” ha dichiarato Michele Dalmazzoni, collaboration architecture Lead, Cisco Italia. Ci sono sicuramente diversi produttori che offrono, ancora oggi, soluzioni “a silos”, non in grado, in sostanza, di soddisfare le esigenze complessive di voce, video e comunicazione. In questo modo per l’utente finale la user experience si rivela frammentata, mentre a livello applicativo e infrastrutturale l’IT si ritrova con un’immensa complessità da gestire. Ecco, perché il focus di questi anni per Cisco è stato quello di poter realizzare soluzioni di collaboration per offrire un’esperienza d’uso integrata, basata su una piattaforma unica. Arrivano quindi una serie di novità, che hanno l’obiettivo di rendere disponibili tecnologie video di elevata qualità ed estrema semplicità per tutti gli utenti. La tecnologia rende più facile connettersi e collaborare con colleghi, partner e clienti da qualsiasi luogo. Disporre di tecnologie video affidabili, di elevata qualità e interoperabili è, però, un requisito fondamentale per la collaborazione. Grazie a questo tipo di tecnologie video, si possono effettuare, nella stessa giornata, più meeting con collaboratori sparsi in tutto il modo. Le statistiche di mercato, però, parlano chiaro e mostrano che oltre il 93% delle sale riunioni non dispone di soluzioni video di elevata qualità. Così, con la convinzione che il video debba essere disponibile ovunque: dal browser alle sale riunioni, incluso quel 93% di cui si parlava prima, arrivano le soluzioni firmate Cisco; a partire da quella più semplice, scalabile e perfetta anche per le aziende di piccole dimensioni. Si tratta Cisco TelePresence SX10 Quick Set, che costa meno di un PC e si basa su elementi che la maggior parte delle aziende hanno già nelle proprie sale riunioni, come i display a schermo piatto. Ideale per le realtà di piccole e medie dimensioni, questo sistema trasforma qualsiasi display in un sistema di collaborazione video HD in soli 10 minuti, rendendo disponibile esperienze di elevate qualità a un prezzo molto conveniente. Si parla, infatti, di un investimento che si aggira intorno ai 2.000 euro. Da qui le soluzioni possono crescere in base alle esigenze e alle dimensioni delle sale considerate, passando dalla serie MX200/MX300 G2, fino ad arrivare alla gamma MX700/MX800 per grandi sale meeting. Dettaglio interessante, infine, è Cisco Project Workspace, un portale interattivo che consente all’utilizzatore finale di non partire dal terminale per la scelta della soluzione migliore, ma dalle sue esigenze. Il portale offre degli scenari possibili per realizzare e simulare l’ambiente ideale attraverso delle demo vere e proprie.


Cisco: il video, la voce e i dati per crescere - Ultima modifica: 2014-04-22T14:04:54+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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