Cobalto e palladio: nasce un nuovo materiale per lo storage dei dati

Produciamo sempre più informazioni e lo storage dei dati diventa una funzione essenziale per le aziende e non solo.

Il Professore Associato Yang Hyunsoo e il ricercatore Shawn Pollard fanno parte del team dell’Università Nazionale di Singapore, che sta lavorando all’uso di skyrmioni come supporto allo storage dei dati.
Un nano frammento della pellicola potrebbe rivelarsi la chiave per un’archiviazione più veloce, e sarebbe in grado di contenere più dati a fronte di un dispendio energetico minore di quello delle memorie allo stato solido.
Gli scienziati dell’Università Nazionale di Singapore, per la precisione del dipartimento di Ingegneria Elettrica e Informatica, hanno unito insieme cobalto e palladio all’interno di una pellicola capace di contenere skyrmioni che sono in grado di immagazzinare e di elaborare dati.
Gli skyrmioni, che sono stati scoperti come materiali magnetici nel 2009, di solito vengono stabilizzati in un campo magnetico. Questo nuovo materiale consentirebbe la creazione di “skyrmioni magnetici stabili a temperatura ambiente, senza la necessità di un campo magnetico di polarizzazione” secondo quanto comunicato dall’università.
Gli skyrmioni sono “topologicamente protetti contro le fluttuazioni, fornendo così una dimensione minuscola delle celle per le memorie magnetiche” secondo quanto dichiarato da Yang Hyunsoo.
La necessità di maggior spazio di archiviazione dati è diventata critica dal momento in cui la quantità di contenuti continua a crescere. I dati sono una risorsa limitata e la quantità prodotta è destinata a crescere decuplicandosi entro il prossimo decennio. Gli skyrmioni potrebbero aiutare a risolvere la necessità di uno spazio di archiviazione sempre maggiore.
Nonostante le informazioni vengano immagazzinate su un materiale magnetico come un hard disk, lo skyrmione potrebbe essere utilizzato come bit di informazioni. Una volta che la ricerca avrà compreso in che modo realizzare uno skyrmione attraverso un’architettura 3D, sarà possibile accrescere la sua densità dalle 10 alle 100 volte, consentendo così uno spazio di archiviazione, ma occorreranno ancora molti anni prima di poter vedere questo nuovo materiale in azione.


Cobalto e palladio: nasce un nuovo materiale per lo storage dei dati - Ultima modifica: 2017-04-13T10:53:36+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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