Come è cambiata la SEO quest’anno? Un resoconto

Se nell’ultimo anno hai vissuto in una grotta (e per molti il super-lavoro è stato anche peggio), ti sei perso delle innovazioni in ambito di Search Engine Optimization che definire copernicane potrebbe essere riduttivo.

Lavoro nel settore da ormai un decennio, e dopo i primi tempi passati cercando di schivare le pallottole costituiti dai filtri come Panda e Penguin, ormai entrati nella mitologia SEO, Google è andato sempre più nella direzione di restituire il risultato più congruente ai bisogni posti dagli utenti.

Il motore di ricerca è diventato la “Mano Invisibile del mercato” di smithiana memoria, il momento di incontro ideale perfetto fra domanda e offerta.
Certo, di strada da fare per realizzare l’utopia digital-capitalista è ancora lunga ma sfido chiunque a non ritenere indispensabile questo strumento nella vita di oggi, avida di impulsi da soddisfare.

Cosa è cambiato nel 2018 per la SEO

Al netto di aggiornamenti costanti, credo che siano stati due i grandi cambiamenti che hanno portato l’ottimizzazione sui motori di ricerca a un nuovo livello di approfondimento: il Search Quality Update di Agosto e il lancio ufficiale del Mobile-First Index.

Search Quality Update

A voler fare una battuta, quest’anno è stata davvero l’estate più calda da anni a questa parte, almeno per chi lavora nel Search Marketing. Esattamente a inizio Agosto, il Quality Update ha stravolto la quasi totalità delle pagine di ricerca, colpendole in modo granulare e rendendo difficile trovare un pattern di risoluzione unico.

L’andamento delle SERP durante il lancio del Search Quality Update (fonte: SEMrush Sensor)

Nel momento in cui scrivo, sembra esserci stato anche un roll-back – un passo indietro di Google circa il lancio originario – circa questo aggiornamento, ma la situazione è in perenne mutamento. A cercare dei punti fissi, per la mia esperienza ho potuto notare che:

  1. Google pone sempre più attenzione alle query informative sulla parte di Organic Search, rispetto alle query transazionali (o di vendita) le cui SERP sono sempre più invase da annunci del nuovo Google Ads (ex AdWords, non a caso lanciato qualche giorno prima dell’update).
  2. Vi è stata una iper-specializzazione delle pagine dei risultati di ricerca, ovvero i siti fortemente tematizzati e non generalisti – tranne i portali estremamente autorevoli – hanno potuto beneficiare di un grosso balzo in avanti a scapito proprio dei siti senza una linea ben precisa.
  3. Il crawl budget, ovvero la spesa di risorse del motore di ricerca nel recuperare una risorsa da inserire nei propri indici, assume una rilevanza ancora maggiore: la SEO, insomma, seppure legata a tematiche di marketing, mantiene un cuore tecnico ancora molto forte e pulsante e limitarsi ai contenuti e ai link senza ottimizzare la struttura è come “tunnare” un’auto con un telaio arruginito. L’ideale sembrerebbe essere quello di snellire la propria struttura e ottimizzare il codice.

Mobile-First Index

Annunciato già un anno e mezzo fa, l’aggiornamento è la realizzazione di quanto paventato da fior fior di professionisti digitali: con il sorpasso degli accessi a Internet dei dispositivi mobile rispetto al desktop, realizzare un portale ottimizzato (e qui torna in gioco il crawl budget già citato) principalmente per la visualizzazione dagli smartphone e dai tablet non solo è consigliato e permetteva un migliore posizionamento, ma è praticamente obbligatorio se non si vuole essere ignorati circa il ranking sul motore di ricerca per le query effettuate da questi dispositivi.

Il funzionamento del Mobile-First Index (fonte: Moz)

Google ha fornito un ottimo strumento gratuito per valutare la situazione del proprio portale: si tratta del Mobile-Friendly Test, un tool avanzato esterno alla Search Console, la quale, nella sua ultima versione, presenta una scheda di usabilità per i dispositivi mobile molto utile anch’essa per valutare quelle che non sono più “chicche” da fissati di UX ma, una vera e propria necessità per posizionarsi.

Il 2018 per la SEO è stato un anno che ha segnato due decisi passi avanti per la materia. Pronti al 2019?


Come è cambiata la SEO quest’anno? Un resoconto - Ultima modifica: 2018-12-03T15:37:22+00:00 da Benedetto Motisi

Attivo in Italia ed Est Europa, ha lavorato nelle redazioni di Radio Radicale e di Gruppo HTML (oggi Triboo Media). Docente nei Master di Web Communication e Visual & Marketing Design in REA Academy. Ha pubblicato “Interceptor Marketing” con Flaccovio Editore e contribuito a “Le nuove professioni digitali” per Hoepli.

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