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Dall’Internet delle cose all’Internet del fare: il valore dei Social Media per gli artigiani

Zac!

di Emanuela Zaccone*

In un momento in cui parlare di Internet of Things è diventato quasi obbligatorio, è curioso scoprire come si pone chi produce oggetti senza sapere come valorizzarli attraverso la rete. Non come connetterli ma come renderli vivi, attraverso le loro storie
Alcune settimane fa ho partecipato a una tavola rotonda con degli artigiani creativi emergenti che rappresentano dei casi straordinari di made in Italy, soprattutto nei settori abbigliamento, oreficeria e accessori. Per molti di loro il tema della connessione degli oggetti della rete si sintetizzava in un assunto chiaro: “Ho bisogno di essere online ma non sono certo che questo possa essere un vantaggio”.
La presenza su Internet non deve essere vissuta come un requisito ma come un’opportunità.
Il tempo dedicato alla gestione dei canali del proprio brand non è né tempo perso né tempo delegabile: sono io che so che storia voglio raccontare, sono io che conosco il valore di ciò che faccio. Se non ho chiaro il mio storytelling, difficilmente riuscirò a trasmetterlo e a comunicarlo a chi, domani, potrebbe gestire i miei canali social. Il vero valore delle cose online è nell’intangibilità delle storie dei creatori che vi sono dietro. Non c’è social Media Strategy che possa prescindere da questa considerazione. E per essere eccellenti storyteller a volte basta provare. È stato durante l’evento che citavo sopra che ho conosciuto Maria Marigliano Caracciolo, giovane imprenditrice e designer che grazie a un accordo con un’antica legatoria napoletana ha lanciato la sua prima collezione di Borse Libro, le book clutch.
Ed è a lei che ho voluto chiedere come i social hanno contribuito alla fortuna dei suoi prodotti.

Maria Marigliano Caracciolo

Ciao Maria, ci racconti che ruolo hanno avuto i Social nella promozione di Bags By M.? 

Realizziamo su ordinazione borse che sembrano libri antichi confezionante interamente a mano in un’antica legatoria artigiana, senza nessun metodo industriale, né elettronico. I social hanno avuto davvero un ruolo fondamentale nella promozione delle nostre “BookClutch” By M. Il 70% degli ingressi al mio sito, e dunque delle vendite, derivano da utenti di Instagram e Facebook che hanno visto le borse “postate” da me o da altri. Sono certa del dato perché nel sito www.bagsbym.com, per mandarci una richiesta di informazioni, il cliente deve specificare come è venuto a conoscenza del brand. Quasi tutti rispondono Facebook o Instagram, qualcuno Pinterest.

I Social possono aiutare l’emergere dei lavori degli artigiani creativi?
Assolutamente sì, i social network non hanno frontiere geografiche e premiano la creatività dell’artigiano, non il luogo geografico della sua vetrina. La legatoria in cui “rileghiamo” le borse libro si trova in un cortile di un palazzo nel centro storico di Napoli. Se non ci fossero i social network una vetrina così internazionale e immediata non sarebbe possibile per una produzione limitata e localizzata come la nostra. I social servono anche da “press kit”. Tutti i giornali, i media, i blogger e buyers di ogni settore sono ormai connessi. Se vuoi farti notare dalla tua stampa di settore non puoi non avere un account.

Che consigli daresti a un artigiano che vuole dare visibilità al proprio lavoro sfruttando le potenzialità del digital?

È importante investire sulla qualità dell’immagine. Un buono smartphone è perfetto per avere una gallery di foto da social. Porto sempre con me l’iPhone e che stia a casa o in viaggio posto quotidianamente una foto o una notizia che riguarda By M., facendo circolare le immagini delle book clutch e delle mie clienti che le indossano (chiedendo sempre prima loro il permesso).
Bisogna imparare il linguaggio usato dagli utenti dei social e interagire con loro. Devi rispondere ai commenti, sollecitare chi può aiutarti a espandere il tuo giro di followers. Io ogni tanto mischio anche un po’ di immagini della mia vita, così instauro un rapporto più confidenziale. Infine, non bisogna sottovalutare le potenzialità dell’e-commerce. Bisogna attrezzarsi. Credo comunque che la qualità del prodotto sia la vera carta vincente del passaparola virale. Per cui è importante anche mostrare con le foto la natura del prodotto, il luogo in cui nasce, le mani dell’artigiano, il laboratorio, le ispirazioni delle creazioni, così che eccellenza artigianale e identità culturale trovino modo di esprimersi tra un click e un like.
Prima di connettere oggetti è fondamentale connettere storie e passioni. Quali sono le vostre?

Una BookClutch by M.
"BookClutch” By M
Maria Marigliano Caracciolo

*Digital Entrepreneur, Co-founder e Social Media Strategist di TOK.tv
Ha oltre 7 anni di esperienza come consulente e docente in ambito Social Media Analysis e Strategy per grandi aziende, startup e università.
Nel 2011 ha completato un Dottorato di Ricerca tra le università di Bologna e Nottingham con una tesi su Social Media Marketing e Social TV.


Dall’Internet delle cose all’Internet del fare: il valore dei Social Media per gli artigiani - Ultima modifica: 2015-02-02T12:19:40+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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