.Next 2017: Nutanix e l’evoluzione dell’iperconvergenza

Con Nutanix all’evento .Next 2017 a Nizza per fare il punto su storage e applicazioni innovative, tra cloud privato e pubblico

Di George Giurickovic

La battaglia per il prodotto e servizio vincente si gioca sul campo della semplicità d’uso, oltre che delle performance e della stabilità. Sempre di più, in maniera affine alle aspettative in ambito consumer, anche aziendalmente ci si aspetta di poter fruire dei servizi offerti con la facilità di come si utilizzano le app di un dispositivo personale.
Durante l’evento .Next, tenutosi a Nizza a novembre, il management di Nutanix, azienda ancora startup pochi anni fa e adesso con un fatturato da miliardi, ci ha illustrato alcune delle novità in merito all’iperconvergenza, agli approcci innovativi nell’uso delle applicazioni per la gestione dello storage fra cloud privato e pubblico e la focalizzazione maggiore sugli sviluppatori.

Dheeraj Pandey. Ceo e fondatore di Nutanix

Nutanix : “Un OS, un click, qualsiasi cloud”

A confermare una tendenza che ha reso l’azienda di San Jose innovatrice e leader del settore, il Ceo e fondatore Dheeraj Pandey ha sottolineato quanto il primato, in un mercato ancora ricco di opportunità, si baserà sempre di più su un’architettura agile, grazie ad un software potente, ma di uso immediato. Sarà importante l’utilizzo di più nodi in una modalità unica e facile, grazie a un sistema d’uso dei servizi e dell’hardware digitalizzato.
Partendo dall’assunto che la digitalizzazione dei servizi, insieme all’hardware è un percorso naturale, Nutanix ha sintetizzato commercialmente l’essenza dei suoi prodotti nella definizione: “Un OS, un click, qualsiasi cloud”, per sottolineare la gestione unificata e semplice delle risorse tramite il loro software in fase di ulteriore rinnovamento.

Nutanix e l’infrastruttura invisibile

Anche Sunil Potti, Chief Product & Development Officer ha ribadito il concetto, descrivendo l’azienda come realizzatrice di una “infrastruttura invisibile”, dove gli ostacoli alla digital transformation, ovvero le leggi territoriali, la burocrazia, la velocità della rete e la dislocazione dei dati, possono essere superati, andando oltre i tecnicismi che rallentano l’efficacia e permettendo all’IT di concentrarsi su processi più evoluti e produttivi per l’intera azienda. A tal fine ciò di cui si ha bisogno è di un controllo senza attriti, un punto di vista ibrido al computing e un’infrastruttura scalabile.
In occasione dell’evento di Nizza, Nutanix ha annunciato l’aggiunta di nuovi servizi rivolti agli sviluppatori al suo software Enterprise Cloud OS, per fornire una risposta alla crescente esigenza di un numero ampio di applicazioni per gestire infrastrutture multi-cloud, incluso il servizio di storage per oggetti nell’hypervisor Acropolis, la piattaforma che fa convergere server, spazio d’archiviazione, virtualizzazione e risorse di networking, e un marketplace per le app, rivolto ai team di sviluppo, aggiunto a Calm, la soluzione dell’azienda finalizzata all’automazione.

Nutanix in Italia

Fra i vari appuntamenti e i keynote seguiti da più di duemila persone, abbiamo potuto conversare con Alberto Filisetti, Country Manager di Nutanix, in merito all’azienda in Italia e le strategie per il futuro. Fra i primi elementi posti in risalto, si è discusso del significato della presenza di due importanti clienti italiani sul palco dei keynote: Alessandro Rossi, Head of Secure Infrastructure Business di Leonardo, il colosso del settore aerospaziale, difesa e sicurezza e Daniele Mancuso, Director Architecture and Engineering di Telecom Italia Sparkle, oltre a ulteriori ospiti, fra cui Alberto Furia, Director of IT Operations presso il Gruppo MutuiOnline. Il risalto dato a questi ospiti va di paro passo con la crescente influenza a livello strategico del mercato italiano. Seppur in scenari molto differenti è emersa la comune esigenza di semplificare strutture precedentemente difficili da gestire di paro passo al mantenimento della stabilità e della sicurezza dell’implementazione. Filisetti ha anche sottolineato quanto l’azienda sia orientata all’innovazione costante, fattore che in pochissimi anni l’ha portata a diventare leader nel magic quadrant Gartner, impiegare 2.800 persone globalmente, operare in 125 paesi, con più di 7.000 clienti e non avere pari per maturità e versatilità della soluzione, soprattutto in termini di scalabilità e velocità di deployment. Le organizzazioni e reparti IT sono in fase di transizione verso una modernizzazione dell’approccio allo storage, alla disponibilità dei dati, ma anche al disaster recovery, in virtù delle richieste di velocità e usabilità dettate dal business e gli strumenti sempre più app-centric di Nutanix vanno incontro a queste esigenze.

Alberto Filisetti, Country Manager di Nutanix


.Next 2017: Nutanix e l’evoluzione dell’iperconvergenza - Ultima modifica: 2017-12-01T07:04:08+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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