YouTube Go debutta su Android: l’esperienza passa anche offline

Attorno a fine 2016, YouTube aveva divulgato delle informazioni riguardanti una nuova applicazione – YouTube Go – progettata per minimizzare il consumo dei dati di un cellulare.
All’epoca si parlava di una fase di test e di un conseguente rilascio in India.
Ma perché un lancio così insolito localizzato? L’app YouTube Go era stata progettata pensando a quei paesi in via di sviluppo che non dispongono di una connessione ad Internet non solo potente, ma anche economica e stabile. Affinché gli utenti potessero essere assistiti nel poter fruire dei loro canali video preferiti, l’applicazione ha reso possibile il download dei video. Sarà possibile scegliere il tipo di formato da scaricare, in modo da non consumare troppi dati e troppa memoria di un dispositivo.
Inoltre, l’app mostra delle anteprime dei video in formato GIF così da favorire la decisione che porterà al download o meno.
Tra i vari potenziali che vanta YouTube Go, una delle caratteristiche più interessanti e potenzialmente più utile – è l’opzione di condivisione. Gli utenti possono condividere facilmente il video che hanno scaricato sui propri dispositivi con gli amici via Bluetooth, permettendo così anche a loro di guardare lo stesso video senza alcun utilizzo di dati.
Purtroppo, YouTube Go è ufficialmente disponibile solo in India – per il momento – e Google non ha ancora rivelato quando verrà esteso ad altri stati. Inoltre, l’applicazione è ancora in beta, in modo che si possa essere consapevoli del fatto che possano esserci problemi.
Nel caso in cui ci si trovasse in un altro paese al di fuori del territorio indiano e si volesse scaricare via sideloading, l’APK è disponibile per il download qui.


YouTube Go debutta su Android: l’esperienza passa anche offline - Ultima modifica: 2017-02-14T08:00:08+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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