Digitalic n. 55 “Innovazione Italiana”

/editoriale

Gli anni Ruggenti dell’innovazione

L’innovazione non ha paura, non ha timore, non chiede permesso; è sempre una rottura, per lo meno con le abitudini, con il modo in cui “si è sempre fatto”.
L’innovazione è un ruggito e non vuol dire che debba sempre essere dirompente è sicuramente sempre coraggiosa perché modifica lo stato delle cose. L’Italia è un territorio ideale, il successo economico della nostra Nazione è stato, in gran parte dovuto, a piccole visionarie innovazioni che sono fiorite in tutto il Paese.
Molti dei grandi gruppi industriali di oggi sono stati fondati da persone che ora verrebbero chiamati makers, che hanno trovato soluzioni innovative a problemi diffusi. Con la tecnologia digitale dovrebbe essere ancora più semplice, immediato e diffuso questo processo. In realtà l’Italia ha preso una secca battuta d’arresto nel 2000. Essere in ritardo ha i suoi effetti negativi, non vuol dire semplicemente fare dopo quello che gli altri hanno realizzato.
I grandi investimenti in tecnologia e startup sono arrivati in Italia tardi, per mille motivi (come racconta Gianluca Dettori nell’intervista che pubblichiamo), solo che poi è scoppiata la bolla Internet subito dopo i primi grandi investimenti.
Questo ha congelato lo sviluppo dell’innovazione per molto tempo. Solo recentemente siamo tornati a crescere in questo senso, a crederci, ad attirare idee, talenti e capitali (anche stranieri). Siamo tornati ad avere coraggio, a ruggire, almeno un po’. Per questo abbiamo scelto per la nostra copertina un leopardo tricolore e tecnologico con le sue macchie rosse e verdi di un metallizzato scintillante. Il suo mantello è anche una mappa dell’Italia dell’innovazione in cui ci sono aree ad altissimo tasso di tecnologia e altre che sono sostanzialmente prive. Bisognerebbe tentare di unire questi punti, queste macchie, e creare una rete, un tessuto connesso di eccellenze. Certo servono infrastrutture digitali degne di questo nome. Come l’Italia del dopoguerra è cresciuta intorno e attraverso le autostrade, oggi occorrerebbero i corrispettivi digitali delle arterie carrozzabili, ma al momento rimane una speranza, più che un’aspettativa.


Digitalic n. 55 “Innovazione Italiana” - Ultima modifica: 2016-10-13T00:12:32+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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