IBM e BMW per la gestione dei dati delle auto connesse

Man mano che si diffondono le auto connesse e le vetture diventano sempre più intelligenti, si dovrà affrontare il problema relativo a tutte le informazioni create e al modo per poterle utilizzare al meglio, problema che finora era stato ignorato, dando priorità assoluta ai dati più rilevanti o strettamente collegati ad un compito, senza pensare a tutti gli altri che vengono naturalmente raccolti e che non hanno modo di essere sfruttati.

Accordo tra IBM e BMW

IBM si sta proponendo come l’intermediario che rappresenterà i nostri veicoli nel nuovo mondo della telematica cloud automobilistica. L’azienda ha firmato un accordo con BMW che farà sì che la piattaforma BMW CarData si connetta all’IBM Cloud Bluemix. IBM ospiterà e analizzerà le informazioni per poi passarle a terze parti – previo consenso da parte della società da cui provengono – se e quando necessario.

Le due società stanno identificando i vari casi di utilizzo e i servizi che potranno essere utilizzati con il nuovo sistema e con nuovi dettagli che verranno comunicati ​​entro la fine dell’anno. Ma è chiaro già da questo che si potrebbe facilmente agganciare un’auto alle società di assicurazioni o ad un ricambista. Al primo potrebbero arrivare informazioni riguardanti la guida sicura, al secondo potrebbe essere indicato – nel caso di difetti di fabbricazione oppure ordinarie anomalie – come e quando intervenire o avvisare.

IBM, naturalmente, non solo vuole essere il miglior partner di BMW, ma punta a coinvolgere anche altri produttori di automobili affinché si uniscano alla sua causa. Dirk Wollschlaeger della IBM ritiene che l’azienda possa diventare un “punto unico di contatto” per i vari settori che costituiscono l’industria automobilistica.

Tutto ciò diverrà sempre più probabile nel momento in cui le auto connesse e la guida autonoma prenderà piede.


IBM e BMW per la gestione dei dati delle auto connesse - Ultima modifica: 2017-06-17T08:23:12+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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