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Candela, la lampada che unisce passato e futuro attraverso la tecnologia

Candela non è solo una lampada, è un’idea straordinaria che unisce il passato al futuro grazie alla tecnologia.
Il fuoco, la prima forma di luce che l’uomo ha saputo controllare, genera l’energia elettrica che serve ad alimentare i led (l’illuminazione più modera) e a ricaricare uno smartphone.
Questa magia è possibile sfruttando l’effetto Seebeck, ovvero il principio della fisica in base al quale una differenza di temperatura su una superficie genera un corrispondente corrente elettrica.
Il fuoco alimentato dal bioetanolo non solo crea una luce ma scalda anche delle piastre nella parte alta della lampada, formando così alla base una corrente elettrica che attiva i led ed è anche in grado di ricaricare un telefonino, anche a fuoco spendo, dato che ha una batteria interna che accumula energia quando la fiamma è accesa e la rilascia all’occorrenza.
Candela è il primo prodotto annunciato da Astep, l’azienda fondata da Alessandro Sarfatti,
che è stato per 8 anni l’amministratore delegato di LucePlan, azienda fondata da suo padre Riccardo che ha portato il design sotto forma di luce nelle case degli italiani. Prima ancora suo nonno, Gino Sarfatti, nel 1939 aveva creato ArteLuce, la prima realtà ad introdurre il concetto di design nel mondo dell’illuminazione. Oggi Alessandro Sarfatti fa un altro passo in avanti con la creazione di Astep: una design company che, partendo dall’esperienza maturata in tre generazioni, porta una nuova prospettiva orientata al futuro nel design dell’ambiente domestico, rispettando, e anzi valorizzando, la tradizione.
“Mi piace pensare che la capacità di catturare il meglio di ciò che è stato, trasformandolo nel cuore di quello che verrà, sia l’essenza dell’evoluzione”, dice Sarfatti.
Candela è la prima realizzazione di Astep e non è solo un prodotto è un manifesto, rappresenta l’idea di innovazione su cui nasce l’azienda: unire il passato e il futuro attraverso la tecnologia e il rispetto rigoroso dell’ambiente. Candela è infatti realizzata con materiali riciclati, utilizza bioetanolo che è un combustibile rinnovabile, creato a partire dalle piante.
La lampada è stata disegnata da Francisco Gomez Paz, designer di origine argentina che ha ricevuto molti premi prestigiosi, tra cui il Compasso d’oro per il lampadario Hope.
Astep, nella sua missione di dimostrare che il futuro è fatto di piccoli passi continui, che l’innovazione deriva da tanti piccoli miglioramenti in ogni direzione, non solo produce nuovi oggetti ma ri-edita i capolavori dell’illuminazione del passato come le lampade create da Gino Sarfatti e Vittorio Viganò come la sospensione “Modello 2065” e la collezione “VV Cinquanta”.


Candela, la lampada che unisce passato e futuro attraverso la tecnologia - Ultima modifica: 2016-04-29T08:08:05+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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