A fronte della crescita esponenziale di cloud, mobile e IoT, era necessario reinventare la rete, scrive Chuck Robbins su Cisco Blogs, abbandonando “l’approccio manuale, dispendioso e spesso statico, in favore di una modalità in grado di anticipare le necessità, capire l’intento e imparare continuamente dal contesto dei dati”. Da qui nasce la suite Cisco Dna.
di Stefania Pellucchi
Creare una rete capace di supportare la trasformazione digitale delle aziende è cruciale – ricorda Agostino Santoni, AD di Cisco Italia – perché se la velocità del software è determinante per la velocità del business, ancora di più lo è la rete. Che proprio come i server e lo storage, subisce un processo di virtualizzazione: non più hardware-centric, ma software-driven.
La nuova rete è progettata sui tre cardini di intento, contesto e intuizione, perché sia in grado di imparare, adattarsi e proteggersi autonomamente.
Cuore della nuova suite Cisco Dna, il Software-Defined Access permette di gestire la rete come un’unica fabric, ribaltando la logica di definizione delle policy (dalle blacklist alle whitelist) e automatizzando i processi. Il risultato? Un abbattimento dei tempi di provisioning (-67%) e di risoluzione dei problemi (-80%), nonché una riduzione delle violazioni della sicurezza (-48%) e delle spese opex (-61%).
Grazie a Dna Center, l’intera rete si gestisce inoltre da un’unica dashboard, dalla progettazione alla definizione delle policy, dal provisioning all’assurance.
Altro capitolo interessante è la parte di analytics: la vasta mole di dati presente sulla rete viene costantemente analizzata dalla Network Data Platform e trasformata, attraverso il machine learning, in analisi predittive e insights per migliorare le performance della rete stessa e intervenire sui problemi prima ancora che si manifestino. Non solo, per combattere gli attacchi informatici che si nascondono nel traffico criptato (il 41% del totale), Cisco introduce Encrypted Traffic Analytics, la prima soluzione al mondo in grado di individuare minacce nel traffico criptato senza decrittare i dati, con un livello di efficienza superiore al 99% e meno dello 0,01% di falsi positivi; il tutto mantenendo intatta la privacy.
Novità anche nell’hardware, con Catalyst 9000, la nuova famiglia di switch pensata per la nuova era digitale, abilitata a cloud, mobile e IoT, con sicurezza integrata.
La nuova rete sarà un “game changer” a tutti i livelli e l’impatto sull’Italia, prevede Santoni, sarà forte, in relazione al percorso di digitalizzazione intrapreso dal nostro Paese, in cui Cisco ha investito 100 milioni di dollari, promuovendo, in partnership con il governo, progetti di istruzione, industria 4.0, open innovation e collaborazioni con gli enti pubblici.
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