GDPR, 3 consigli per essere pronti secondo Trend Micro

Carla Targa, Marketing and Communication Manager Trend Micro Italia, spiega cosa dobbiamo aspettarci e quali sono i consigli per essere pronti all’introduzione della GDPR.

“Sulla base degli incidenti che abbiamo visto nel 2016, le aziende devono affrontare quest’anno con cautela. Tra la crescita degli attacchi Business Email Compromise (BEC) e lo sfruttamento di vulnerabilità nell’IoT i pericoli sono infatti destinati ad aumentare. Oltre alle attività cybercriminali c’è una questione che è di primaria importanza e alla quale le aziende devono rivolgere la massima attenzione ed è la General Data Protection Regulation – GDPR. Il nuovo insieme di regole, pensato per armonizzare la protezione dei dati negli stati membri dell’Unione Europea, coinvolgerà direttamente le aziende sia dentro che fuori l’Europa e il momento della sua entrata in vigore definitiva è sempre più vicino.

Molto è già stato detto sulla GDPR, ma l’idea e il processo fondamentale che devono sussistere dietro a questa nuova normativa è pensare a quali dati servono veramente e sono pertinenti al business di un’organizzazione. Ad esempio è possibile che il dato relativo alla data di compleanno di un cliente non sia necessario e si potrebbe anche eliminare dagli archivi. I database vanno quindi ripensati e ristrutturati e mentre la GDPR deve essere ancora finalizzata ci sono dei cambi che le aziende possono e devono effettuare per arrivare preparate”.

Queste sono alcune delle criticità relative alla compliance che le aziende potrebbero affrontare:

Penalità e multe – la GDPR impone che la non conformità o la violazione alla normativa possa costare alle aziende fino al 5% del fatturato o 100 milioni di euro
Notifica delle violazione di dati – la nuova normativa richiede alle aziende di dichiarare le violazioni di dati entro 21-72 ore
Diritto all’oblio – per questo motivo meglio conservare solo i dati strettamente necessari
Diritto all’informazione e alla trasparenza – i clienti dovrebbero avere una chiara consapevolezza su come vengono conservati e utilizzati i loro dati personali

In alcuni Paesi le aziende non dovrebbero fare molta fatica a mettersi in regola, a causa delle norme già esistenti, in altri è possibile che si registri un aumento dei costi amministrativi. Dato interessante, le aziende in Europa sono preoccupate e le aziende negli Stati Uniti pensano che dovranno pagare multe perché non possono rispettare la conformità. Il rischio non sarà rappresentato solo dalle sanzioni economiche, in casi estremi si può andare in prigione e il danno reputazionale sarebbe enorme. Studi legali potrebbero addirittura arricchirsi trovando clienti disposti a testimoniare contro le aziende non conformi.

Ma ora? Due anni sono sufficienti per prepararsi? “In teoria si, considerando che è molto che se ne parla. Per alcune aziende sarà una normativa gravosa ma di sicuro insegnerà ad applicare pratiche di sicurezza migliori sulla gestione dei dati e queste incrementeranno la fiducia dei consumatori, oltre a intensificare una neutralità tecnologica” dice Carla Targa.

Tre consigli per essere pronti:

Conoscere dove sono custoditi i propri dati – la normativa afferma che “i dati personali devono essere adeguati, rilevanti e non eccessivi in relazione al proposito o ai propositi per i quali sono processati”. A questo proposito meglio non conservare più informazioni di quelle necessarie
Utilizzare dei controlli di sicurezza ben definiti – meglio rivalutare le policy di sicurezza e investire in un provider che può offrire la crittografia dei dati in cloud, la sicurezza delle reti, anti-malware avanzato, IDS/IPS virtual patching e data loss prevention.
Nominare un Data Protection Officer (DPO) se si è un’azienda – in linea con i requisiti della GDPR, meglio capire se la propria azienda deve assumere un DPO. Se si è un’enterprise e non una PMI, è molto probabile. Il DPO aiuterebbe il dipartimento IT e il board a migliorare i processi e la sicurezza in relazione alla protezione dei dati

Molte aziende in tutto il mondo dovranno adattarsi alle nuove regole e alcuni cambiamenti saranno critici, ma visto che il tempo c’è ma scorre in fretta, meglio pensare veloci e agire subito!


GDPR, 3 consigli per essere pronti secondo Trend Micro - Ultima modifica: 2017-02-13T16:03:41+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

Recent Posts

Paola Pisano e Deeplomacy, il «Palantir buono»: l’AI taliana che prevede le guerre

Paola Pisano e Deeplomacy, l'AI di Torino che prevede i conflitti e riporta al centro…

2 giorni ago

VAIA e la Foresta degli Innovatori 2026: la comunità che sceglie dove guardare

Foresta degli Innovatori 2026: sul Monte Panarotta VAIA (con la sua comunità) pianta mille alberi,…

2 giorni ago

Influencer Marketing 2026, Report Kolsquare: l’Italia sceglie qualità ed etica

Influencer Marketing: il report Kolsquare-B2B International su 1.123 decisori europei fotografa budget in crescita per…

6 giorni ago

CollaboraSec, la protezione enterprise per le PMI da Computer Gross e Cisco pensata per il canale

Le minacce non distinguono più tra grandi e piccole aziende, ma solo chi ha le…

7 giorni ago

Francesca Moriani nella Leaders50 2026 di Thinkers50: ritratto dell’unica italiana tra i 50 leader mondiali

Francesca Moriani entra nella Leaders50 2026 di Thinkers50: ritratto dell'unica italiana in lista, dal sogno…

1 settimana ago

Shamir Digital Intelligence, la lente progettata con l’AI per il mondo della tecnologia

Shamir Digital Intelligence è la lente per chi vive davanti agli schermi: nasce osservando gli…

1 settimana ago

Digitalic © MMedia Srl

Via Italia 50, 20900 Monza (MB) - C.F. e Partita IVA: 03339380135

Reg. Trib. Milano n. 409 del 21/7/2011 - ROC n. 21424 del 3/8/2011