Le banche statunitensi potrebbero essere coinvolte in una campagna hacker, questa volta non nella parte delle vittime. Le banche avrebbero probabilmente disabilitato dei server usati in Iran in una serie di cyber attacchi condotti tra il 2012 e il 2013.
Bloomberg riporta che l’FBI sta investigando per capire se le istituzioni finanziarie abbiano iniziato a colpire gli hacker per prime. “Sembra un Wild West moderno” commenta Michael McCaul, rappresentante del governo statunitense, sottolineando come le banche abbiano agito senza il permesso del governo.
La banca avrebbe disattivato i server che attaccavano il suo sito internet senza preoccuparsi della legalità di questa operazione.
Ora l’FBI sta investigando su come sia avvenuto il contro-attacco contro i server iraniani e se l’azione sia stata legale o meno.
Pare che proprio una delle banche presa di mira dagli attacchi avesse interpellato FBI e NSA, proponendo di sferrare un contro-attacco verso i server responsabili dell’attacco subito. dopo averci riflettuto per un po’ le organizzazioni governative USA hanno risposto che non era possibile, perché illegale. Ora si sospetta che quella stessa banca non abbia ascoltato le indicazioni e si sia difesa da sola, secondo la legge da taglione: occhio per occhio, colpendo e disabilitando i computer responsabili dell’attacco utilizzando le stesse tecniche hacker.
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